Pil. Tutti i nostri post che parlano di: Pil
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Pubblicato da admin - 28/02/11 alle 02:02:48 am

Leggero incremento del tasso di crescita dell’economia nell’area euro, rilevante aumento dell’inflazione e disoccupazione in lieve calo. Queste i segnali che affiorano dalla Survey of professional forecasters (SPF) per il primo trimestre 2011 condotte dalla Bce sulla base dei pareri di cinquantasei esperti di istituzioni finanziarie e extraeuropee. I partecipanti all’SPF avvertono al momento che il PIL in termini reali dell’area dell’euro accresca dell’1,6 per cento nel 2011. Questo descrive un controllo al rialzo (di 0,1 punti percentuali) della quotazione sull’espansione per il 2011 riportata nell’antecedente SPF.
La crescita attesa per il 2012 resta identica all’1,7 per cento. Le attese di crescita incluse nell’SPF per il 2011 e il 2012 si situano entro gli intervalli riportati nelle proiezioni macroeconomiche per l’area dell’euro comunicate in dicembre dagli esperti dell’Eurosistema e su un livello leggermente più alto rispetto alle più attuali ipotesi di Consensus Economics e Euro Zone Barometer per il 2011 e il 2012.
La distribuzione di probabilità aggregata per il 2011 si è rinviata considerevolmente verso risultati più elevati, dal momento che gli intervistati ora conferiscono una probabilità del 39 per cento a risultati inclusi fra l’1,5 e l’1,9 per cento, e una probabilità più bassa (27 per cento) all’intervallo tra l’1,0 e l”1,4 per cento.
Pure per quanto riguarda il 2012 la distribuzione di probabilità aggregata si e’ mossa verso l’alto rispetto all’osservazione antecedente, ancorché in misura più moderata, concentrandosi anche in tale circostanza nell’intervallo fra l’1,5 e l’1,9 per cento.
Le attese sul tasso di disoccupazione per il 2011 sono state leggermente riviste al ribasso, di 0,1 punti percentuali, al 9,9 per cento. Quelle per il 2012 sono immutate al 9,6 per cento. I rischi globali per le attese relative al 2011 e al 2012 sono pensati come indirizzati verso l’alto. Le attese sul tasso di disoccupazione a più lungo periodo (per il 2015) rimangono immutate all’8,3 per cento e, pure in siffatto caso, i rischi d’insieme per le prospettive di più lungo termine sono considerati al rialzo.
Pubblicato da Giacomo - 15/02/11 alle 09:02:37 pm
Nei Paesi Ocse la crescita rallenta: nel quarto trimestre 2010 il Pil in Italia ha registrato un tasso di sviluppo dello 0,4% rispetto al +0,6% del trimestre precedente. Rallentamento anche per l’Italia, che registra un tasso di espansione dello 0,1% dal +0,3% del terzo trimestre, mentre il Pil dell’Unione europea, nello stesso periodo, è cresciuto dello 0,2% e quello dell’area Euro e dello 0,3%.

Prodotto Interno Lordo. Fonte: vocearancio.ingdirect.it
La crescita del Pil della Germania per sempre per il quarto trimestre 2010 è scesa allo 0,4% dallo 0,7% del precedente; mentre in Francia resta stabile allo 0,3%. Subisce invece una contrazione la crescita economica in Giappone (-0,3%) a causa del venir meno degli stimoli alla domanda e in Gran Bretagna (-0,5%) dove il maltempo ha frenato il settore dell’edilizia. Accelera quella degli Stati Uniti: +0,8% rispetto a +0,6% del terzo trimestre.
La locomotiva dell’ultimo anno è stata la Germania (+4%) mentre l’Italia con il +1,3% è stato il Paese con la crescita più bassa.
Nell’intero anno il Pil nell’area Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, è salito del 2,9%, in rialzo rispetto al calo del 3,5% del 2009.
Pubblicato da Giacomo - 19/01/11 alle 10:01:39 am
Sulla base delle informazioni finora disponibili, nel secondo trimestre del 2010 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2000, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,4 per cento rispetto al trimestre precedente e dell’1,1 per cento rispetto al secondo trimestre del 2009. L’aumento congiunturale del PIL è il risultato di un aumento del valore aggiunto dell’industria e dei servizi e di una diminuzione del valore aggiunto dell’agricoltura. Il secondo trimestre del 2010 ha avuto una giornata lavorativa in più sia rispetto al trimestre precedente sia rispetto al secondo trimestre 2009. La crescita acquisita per il 2010 è pari a 0,8 per cento.
Nel secondo trimestre il PIL è aumentato in termini congiunturali dell’1,1 per cento nel Regno Unito e dello 0,6 per cento negli Stati Uniti. In termini tendenziali, il PIL è aumentato del 3,2 per cento negli Stati Uniti e dell’1,6 per cento nel Regno Unito.
Secondo la prassi corrente, sono comunicati i dati trimestrali revisionati a partire dal primo trimestre 2008. La metodologia utilizzata per la stima preliminare del PIL è analoga a quella seguita per la stima completa dei conti trimestrali. La mancanza totale o parziale di alcuni indicatori alla data della stima preliminare comporta un maggiore ricorso a tecniche statistiche di integrazione. Di conseguenza, le stime preliminari trimestrali possono essere soggette a revisioni di entità superiore rispetto alle stime correnti, diffuse a 70 giorni dalla fine del trimestre.

Pubblicato da Giacomo - 08/12/10 alle 01:12:36 pm
Il PIL europeo è aumentato del 1,0% durante il secondo trimestre del 2010, rispetto al trimestre precedente, secondo le stime secondo da Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea. Nel il primo trimestre del 2010, i tassi di crescita sono stati +0,3% nella zona euro e +0,4% nell’Ue-27. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, destagionalizzati PIL è aumentato nel secondo trimestre del 2010 del 1,9% nella zona euro e del 2,0% nell’Ue-27, dopo il +0,8% e +0,7% rispettivamente nel trimestre precedente. Nel secondo trimestre del 2010, la Lituania (+3,2%) registrato il tasso di crescita più elevato rispetto al precedente trimestre, seguita da Germania (+2,2%), Estonia, Finlandia e Svezia (tutti +1,9%).

Prodotto Interno Lordo. Fonte: vocearancio.ingdirect.it
Pubblicato da Giacomo - 29/11/10 alle 02:11:00 pm
L’indice istat più famoso dopo l’indice dei prezzi al consumo è senza dubbio quello del prodotto interno lordo, il PIL. Con il prodotto interno lordo possiamo calcolare il valore di beni e servizi prodotti in Italia in un determinato intervallo di tempo per così avere un’idea della situazione macroeconomica del nostro paese. Infatti ogni mese l’Istat ci aggiorna, come fece lo scorso venerdì con questo comunicato:
Nel secondo trimestre del 2010 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2000, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,5 per cento rispetto al trimestre precedente e dell’1,3 per cento nei confronti del secondo trimestre del 2009. La stima preliminare diffusa il 6 agosto scorso indicava un aumento congiunturale dello 0,4 per cento e un aumento tendenziale dell’1,1 per cento. Il secondo trimestre del 2010 ha avuto una giornata lavorativa in più sia rispetto al trimestre precedente sia rispetto al secondo trimestre 2009. La crescita acquisita per il 2010 è pari allo 0,9 per cento.

PIL mondiale nel 2008
Quello che Istat non fa però è offrirci una panoramica di dati correlati al PIL per chiarire meglio la situazione italiana. Come i dati europei. Se volete un confronto attendibile fate un giro nei nostri post. Non dimenticate i le grafiche interattive, presto ne vedrete alrti.
Pubblicato da Giacomo - 01/06/10 alle 03:06:13 pm
Secondo l’Ocse il Pil italiano è salito nel primo semestre del 2010 allo 0,5%. Un dato che a confronto con la media dell’Unione Europea batte il resto di nazioni e fondamenta l’idea del recupero economico nel 2010. La crescita dell’economia italiana sembrerebbe avviata visto che su base annua il Pil italiano è visto in rialzo dello 0,6% quando l’ultimo dato del 2009 (il quarto trimestre) era del -2,8%.

Prodotto Interno Lordo. Fonte: vocearancio.ingdirect.it
Anche se il dato è incoraggiante non lo sono le cifre globali. La crescita dei paesi del G7 si attesta, sempre secondo le estime dell’Ocse al 0,7%. Nell’unione però questa crescita non arriva allo 0,2%. Un gap che evidenzia mese su mese come nell’unione le velocità di recupero sono diverse. La differenza cresce. Soprattutto per paesi come Spagna, Irlanda o Grecia che devono prima pensare al taglio dei costi pubblici e ad una sforbiciata seria al deficit che hanno accumulato negli ultimi anni che a rilanciare l’economia nazionale o modificare grossi problemi come le alte cifre di disoccupazione.
L’Italia in quel senso parte in vantaggio. La manovra finanziaria recentemente approvata dal governo scommette –secondo gli esperti- su misure più coerenti con la zavorra che appesantisce il recupero. L’Italia, vista dall’estero, sembra conoscere meglio la propria economia e adotta misure che favoriranno un recupero più veloce. Combattere l’evasione fiscale e l’economia sommersa sono battaglie dove in Italia è facile ottenere dei risultati. Sfortunatamente, come in Spagna è sempre più pericoloso il tasso di disoccupazione in Italia, cresce l’eterna ombra delle aziende che scappano all’estero. Aziende italiane che non rimangono in Italia.
Data di pubblicazione: June 1, 2010
Categorie: Istat 2009, Istat 2010, Pil 2010
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Pubblicato da Giacomo - 09/04/10 alle 10:04:51 am
La banca centrale francese prevede una crescita dello 0,4% nel primo trimestre del 2010 nell’ ultimo sondaggio per le stime del PIL che tuttavia lascia invariate le stime rispetto al mese precedente.

La Francia industriale del 1970. Grafica: www.lib.utexas.edu
Fiducia Imprese
L’istituto centrale francese comunica che la sua misurazione mensile della fiducia delle imprese è salita leggermente a 103 in marzo da 102 del mese precedente. L’indice delle imprese per i servizi è salito a 92 da 91 di febbraio, rivisto al rialzo dal precedente 90.
Produzione Industriale febbraio
Rimane piatta mese su mese ma in crescita del 3,3% rispetto allo stesso periodo di un anno fa.
Pubblicato da Giacomo - 10/03/10 alle 11:03:23 am
L’Istat rivede al ribasso il Pil italiano del 2009: -5,6%. Si tratta – secondo il Corriere della Sera- del dato peggiore dal 1971. La motivazione che ha spinto l’Istat a rivedere le cifre del Pil Italiano del 2009 sarebbe che il 2009 “conta con un giorno lavorativo in più rispetto al 2008. Questo avrebbe invalidato la cifra precedente del – 4,9%.
Resta da dire, però, che nel 2010 la crescita c’è perché la flessione da gennaio di questo anno sino a giorno d’oggi è soltanto dello 0’1%. Cioè un 0’2% in più dell’anno scorso.

Prodotto Interno Lordo. Fonte: vocearancio.ingdirect.it
Come è andata all’estero?
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