L’agenda Istat del 2010
Pubblicato da Giacomo - 16/11/10 alle 10:11:54 amEcco l’agenda del 2010 di tutti i comunicati previsti dall’Istat. Nel nostro sito troverete il commento e le notizie pià aggiornate riguardo alle statistiche dell’Istituto.
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Ecco l’agenda del 2010 di tutti i comunicati previsti dall’Istat. Nel nostro sito troverete il commento e le notizie pià aggiornate riguardo alle statistiche dell’Istituto.
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Un argomento che sta particolarmente a cuore a tutti quelli che abbiamo qualche investimento nel mondo della finanza è l’attendibilità dell’informazione finanziaria e l’indipendenza delle istituzioni che la diffondono. L’Istat è per molti una istituzione tra le più rispettabili d’europa – ve lo dice un giornalista straniero che vede l’italia dall’estero- ma gli sforzi per rendere l’istituto sempre più indipendenti dale istituzioni legate alla politica non vanno mai abbandonati. Su questo argomento ci schieriamo con Orazio Carabini e il suo testo sul soe 24ore per la difesa di una maggiore indipendenza per l’Istat.
A continuazione analizzeremo un indice Istat 2009.

L’indice nazionale Istat riguarda il mese di dicembre 2009, nonché i prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi; questo indice si usa anche per fare le rivalutazioni dei canoni di affitto e degli assegni di mantenimento. Possiamo osservare che nel dicembre 2009 tale indice è stato pari al 135,8 e la sua variazione era di:
* più 0,1 per cento rispetto a novembre 2009
* più 1,0 per cento rispetto a dicembre 2008
* più 3,0 per cento rispetto a dicembre 2007
La formula che è stata usata per il calcolo della variazione percentuale tra due indici è la seguente:
Var. % = [ ( Indice più recente / Indice più vecchio ) * Coefficiente di raccordo ] * 100 – 100
Inoltre si ricorda che:
- il coefficiente di raccordo si usa nel caso di calcolo di indici con basi diverse
- bisogna utilizzare i risultati intermedi a 4 decimali e arrotondare il risultato finale alla prima cifra decimale
In base a questo indice Istat 2009 (dicembre), se dobbiamo determinare il trattamento di fine rapporto (TFR) maturato sin ora, nel caso di cessazione del rapporto di lavoro fra il 15 dicembre 2009 e il 14 gennaio 2010, dobbiamo rivalutare la quota accantonata in data 31 dicembre 2008; tale rivalutazione corrisponde a +2,224907%.
Nella seguente tabella vedremmo l’indice Istat affitti 2009, mese per mese. L’indice di riferimento è il FOI (Famiglie Operai Impiegati).
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Mese |
Anno |
Variazione annuale 100% |
Variazione ridotta 75% |
Variazione biennale 100% |
Variazione ridotta 75% |
Gazzetta Ufficiale n. |
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Dicembre |
2009 |
1,0 |
0,750 |
3,0 |
2,250 |
22 del 28/1/10 pag. 94 |
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Novembre |
2009 |
0,7 |
0,525 |
3,3 |
2,475 |
302 del 30/12/09 pag. 109 |
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Ottobre |
2009 |
0,2 |
0,150 |
3,6 |
2,700 |
271 del 20/11/09 pag. 53 |
|
Settembre |
2009 |
0,1 |
0,075 |
3,8 |
2,850 |
247 del 23/10/09 pag. 26 |
|
Agosto |
2009 |
0,2 |
0,150 |
4,1 |
3,075 |
226 del 29/9/09 pag. 27 |
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Luglio |
2009 |
-0,1 |
-0,075 |
3,90 |
2,925 |
198 del 27/8/09 pag. 48 |
|
Giugno |
2009 |
0,4 |
0,300 |
4,2 |
3,150 |
167 del 21/7/09 pag. 40 |
|
Maggio |
2009 |
0,7 |
0,525 |
4,2 |
3,150 |
147 del 27/6/09 pag. 54 |
|
Aprile |
2009 |
1,0 |
0,750 |
4,30 |
3,225 |
119 del 25/05/09 pag. 87 |
|
Marzo |
2009 |
1,0 |
0,750 |
4,30 |
3,225 |
96 del 27/04/09 pag. 54 |
|
Febbraio |
2009 |
1,50 |
1,125 |
4,40 |
3,300 |
68 del 23/03/09 pag. 56 |
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Gennaio |
2009 |
1,50 |
1,125 |
4,40 |
3,300 |
50 del 2/03/09 pag. 55 |
Coi dati di questa tabella, dove appunto possiamo vedere l’indice Istat affitti 2009 relativo al FOI, è possibile calcolare l’aggiornamento del canone di locazione “Patti in deroga”, in base alla variazione annuale dei prezzi rilevata dall’Istat al 75%.
Se dobbiamo fare un post riassuntivo che tratti dei dati Istat 2009, possiamo farlo iniziando a parlare di un dato esorbitante, ovvero del crollo del fatturato nell’industria italiana. Ricordando a tutti che nel 2009 stavamo in piena crisi finanziaria e che non sono pochi quelli che han dovuto “chiudere ditta”, “ridurre il personale” o peggio ancora “chiudere per fallimento”, troviamo un dato che riguarda il meno 18,7% di fatturato rispetto al 2008. Una cifra niente affatto insignificante, si tratta del peggior dato pervenuto dal 2000!

Sembra, ad ogni modo, che tale crisi non abbia influenza sulla longevità degli italiani, effettivamente l’Istat 2009 registra una mortalità pari al 9,8 per mille, ovvero 588.000, una cifra mai registrata dal dopoguerra. Quindi se da una parte la “vita è dura”, dall’altra è anche “più lunga”, grazie soprattutto al miglioramento delle condizioni di sopravvivenza. Gli uomini possono sperare di raggiungere i 78,9 anni, mentre le donne 84,2, nonostante per taluni siano ritenute il sesso debole ma che stando ai dati statistici si rivela esattamente l’opposto.
Un’altra ovvia conseguenza della crisi è stato il crollo del turismo, rispetto al 2008, la diminuzione dei viaggi è stata pari all’8%.
E se il turismo non è andato molto, quelli che continuano ad arrivare sono gli stranieri, 360.000 ingressi nel 2009, persone che, lavorando in “nero” per “pochi soldi”, contribuiscono in maniera negativa all’economia del paese, e se già gli italiani stavano senza lavoro, ora devono adeguarsi e farsi pagare una “manciata di polvere in faccia”. Questo, ahimé, si riflette nella vita di tutti i giorni, anche con episodi spiacevoli che abbiamo potuto seguire alla tv.
Per calcolrare il tasso d’inflazione in italia è necessario conoscere la variazione dei prezzi al consumo. L’Istat pubblica oggi le stime per l’indice dei prezzi al consumo dell’intera colletività (NIC). Secondo l’istituto l’indice presenta “ una variazione di più 0,4 per cento rispetto al mese di marzo e di più 1,5 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente”.

Documento Istat sulle stime provvisorie
In base alla stima provvisoria dice l’Istat, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra nel mese di aprile una variazione di più 0,9 per cento rispetto al mese precedente e una variazione di più 1,6 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Alcune caratteristiche dell’IPCA, prosegue l’stituto di statistica italiano, ed in particolare il fatto che tale indice tiene conto, diversamente dall’indice nazionale NIC, anche delle riduzioni temporanee di prezzo (saldi e promozioni), possono determinare in alcuni mesi dell’anno andamenti congiunturali significativamente diversi da quelli dell’indice nazionale.
Data di pubblicazione: April 30, 2010
Categorie: Indice Prezzi 2009, Indice Prezzi 2010, Istat 2009, Istat 2010
L’inflazione della Zona Euro marzo 2010. L’Eurostat comuncia che il dato risulta pari all’1,4% tendenziale ed è superiore alle stime degli esperti (1,5%) e anche rispetto allo 0,9% di febbraio. Su base mensile i prezzi al consumo salgono dello 0,9%. Nell’Europa dei 25, l’inflazione a marzo è stata dell’1,9% rispetto al +1,5% di febbraio mentre su base mensile si è rilevata una variazione positiva dello 0,7%. Vedi le stime inflazione italiana 2010 e i l’Indice Istat per i prezzi al Consumo di Marzo 2010.

inflazione euro zona venerdì 16 aprile 2010
Il numero di occupati in Italia a febbraio del 2010 è stato –secondo l’Istat- pari a 22 milioni 806 mila unità (dati destagionalizzati), in calo dello 0,1 per cento rispetto a gennaio e inferiore dell’1,7 per cento (-395 mila unità) rispetto a febbraio 2009. Il tasso di occupazione: 56,8 %. Numero delle persone in cerca di occupazione: 2 milioni 127 mila unità, in crescita dello 0,2 per cento (+4 mila unità) rispetto al mese precedente e del 16,2 per cento (+297 mila unità) rispetto a febbraio 2009. Il tasso di disoccupazione si posiziona all’8,5 per cento. Il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 28,2 %, con una crescita di 0,8 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4 punti percentuali rispetto a febbraio 2009. Leggi il documento Istat.

Disoccupazione Italiana Febbraio 2010. Fonte: Istat

Agenda Indici
Che cosa è il fatturato di alcuni servizi?
(Estratto dal sito Istat)
L’Istituto nazionale di statistica avvia la pubblicazione della nuova serie, con base di riferimento 2005=100, degli indici trimestrali del fatturato di alcuni settori dei servizi. Gli indici sono definiti a partire dalla nuova classificazione delle attività economiche Ateco 2007, versione italiana della classificazione europea Nace rev. 2. Quelli pubblicati in precedenza avevano come base di riferimento l’anno 2000 ed erano definiti nella classificazione Ateco 2002 (corrispondente alla Nace rev. 1.1).
L’aggiornamento periodico della base degli indici del fatturato si rende necessario per tenere conto delle modificazioni che intervengono nella struttura dei rispettivi settori di attività economica, mantenendo elevata la capacità degli indicatori di rappresentare l’andamento nel tempo del fatturato. Il passaggio alla base 2005 è coerente con quanto richiesto dal Regolamento europeo sulle statistiche congiunturali (Regolamento n. 1158/05 del Consiglio dell’Unione Europea) e si inserisce all’interno del processo di ridefinizione delle basi di riferimento e di migrazione alla nuova classificazione Nace rev. 2 che sta avvenendo contestualmente in tutti i paesi dell’Unione Europea… Continua a leggere Agenda Indici Istat: Martedì 30 Marzo…
Fatturato in aumento del 2,7% e ordinativi in calo del 2,8% mese su mese. Questa la conclusione dell’Istat dopo aver pubblicato gli indici destagionalizzati relativi all’industria italiana per il mese di gennaio 2010. Da segnalare appunto che il fatturato è in aumento mentre gli ordinativi continuano una flessione smentita dai dati tendenziali : +1’7% per il fatturato e +1,1% per gli ordinativi e dai dati anno su anno: +5,1% il fatturato e +1,1% gli ordinativi.

Ordinativi e Fatturato a confronto. Grafica: Istat.it

L’indice fatturato corretto:
I migliori
I Peggiori
L’indice grezzo degli ordinativi:
I migliori
I peggiori
Indice Istat, tutto quello che devi sapere su statistiche economiche italiane e gli effetti che avranno sulla nostra economia personale.
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