Pubblicato da Giacomo - 21/10/10 alle 04:10:31 pm
A continuazione analizzeremo un indice Istat 2009.

L’indice nazionale Istat riguarda il mese di dicembre 2009, nonché i prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi; questo indice si usa anche per fare le rivalutazioni dei canoni di affitto e degli assegni di mantenimento. Possiamo osservare che nel dicembre 2009 tale indice è stato pari al 135,8 e la sua variazione era di:
* più 0,1 per cento rispetto a novembre 2009
* più 1,0 per cento rispetto a dicembre 2008
* più 3,0 per cento rispetto a dicembre 2007
La formula che è stata usata per il calcolo della variazione percentuale tra due indici è la seguente:
Var. % = [ ( Indice più recente / Indice più vecchio ) * Coefficiente di raccordo ] * 100 – 100
Inoltre si ricorda che:
- il coefficiente di raccordo si usa nel caso di calcolo di indici con basi diverse
- bisogna utilizzare i risultati intermedi a 4 decimali e arrotondare il risultato finale alla prima cifra decimale
In base a questo indice Istat 2009 (dicembre), se dobbiamo determinare il trattamento di fine rapporto (TFR) maturato sin ora, nel caso di cessazione del rapporto di lavoro fra il 15 dicembre 2009 e il 14 gennaio 2010, dobbiamo rivalutare la quota accantonata in data 31 dicembre 2008; tale rivalutazione corrisponde a +2,224907%.
ima
Pubblicato da admin - 15/07/10 alle 04:07:51 pm
Se dobbiamo fare un post riassuntivo che tratti dei dati Istat 2009, possiamo farlo iniziando a parlare di un dato esorbitante, ovvero del crollo del fatturato nell’industria italiana. Ricordando a tutti che nel 2009 stavamo in piena crisi finanziaria e che non sono pochi quelli che han dovuto “chiudere ditta”, “ridurre il personale” o peggio ancora “chiudere per fallimento”, troviamo un dato che riguarda il meno 18,7% di fatturato rispetto al 2008. Una cifra niente affatto insignificante, si tratta del peggior dato pervenuto dal 2000!

Sembra, ad ogni modo, che tale crisi non abbia influenza sulla longevità degli italiani, effettivamente l’Istat 2009 registra una mortalità pari al 9,8 per mille, ovvero 588.000, una cifra mai registrata dal dopoguerra. Quindi se da una parte la “vita è dura”, dall’altra è anche “più lunga”, grazie soprattutto al miglioramento delle condizioni di sopravvivenza. Gli uomini possono sperare di raggiungere i 78,9 anni, mentre le donne 84,2, nonostante per taluni siano ritenute il sesso debole ma che stando ai dati statistici si rivela esattamente l’opposto.
Un’altra ovvia conseguenza della crisi è stato il crollo del turismo, rispetto al 2008, la diminuzione dei viaggi è stata pari all’8%.
E se il turismo non è andato molto, quelli che continuano ad arrivare sono gli stranieri, 360.000 ingressi nel 2009, persone che, lavorando in “nero” per “pochi soldi”, contribuiscono in maniera negativa all’economia del paese, e se già gli italiani stavano senza lavoro, ora devono adeguarsi e farsi pagare una “manciata di polvere in faccia”. Questo, ahimé, si riflette nella vita di tutti i giorni, anche con episodi spiacevoli che abbiamo potuto seguire alla tv.