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Istat comunica la crescita dell’indice di motorizzazione

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Secondo quanto viene riportato dall’Istituto nazionale di statistica, si registra nel nostro paese un aumento del tasso di motorizzazione nei comuni che sono capoluogo di provincia. Tale incremento, rispetto all’anno passato è dello 0,6%. Quindi, si è avuta una leggerissima crescita pari allo 0,1 in media nell’arco dei 10 anni a partire dall’anno 2000. Ma cosa misura tale indice? Esso serve per dare una determinazione quantitativa delle auto che sono presenti nelle città e questo calcolo viene effettuato per ogni 1000 abitanti.

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In tutto il territorio nazionale vi sono diverse province in cui si sono registrati degli aumenti del numero di macchine calcolando questo dato sempre su una scala di 1000 residenti ecco quali sono le città interessate: Olbia e Nuoro, Aosta, L’Aquila, Latina, Potenza, Catania. L’ Istituto nazionale di statistica ha dato comunicazione di tali facendo riferimento a degli indicatori che sono stati adoperati a livello urbano.

Inoltre, l’istituto di statistica sostiene che tale tasso che indica il livello di motorizzazione è parecchio alto anche in altre zone del paese, e addirittura in ben settantasette capoluoghi di provincia vi sono quasi 600 auto su una base di 1000 residenti. Chiaramente questi dati possono differire di città in città e bisogna tenere conto di alcuni fattori che fanno riferimento alla struttura urbana che presenta ogni singola realtà cittadina. Sono del 25% le città capoluogo di provincia che presentano un più basso indice di motorizzazione ecco alcune: Barletta, Genova e Venezia. Inoltre, poco cambia anche sul fronte dei motocicli. Infatti, secondo il rapporto pubblicato dall’Istituto nazionale di statistica si mette in evidenza come vi sia una preponderanza della quantità di motocicli in tutto il territorio. 112932397-affd263d-1145-416c-ac26-3d1c69b9a63d

L’indicatore a cui fa riferimento l’Istat indica che vi è stato un incremento nelle città capoluogo del 2,4% negli ultimi anni, se questo dato invece si confronta con quello che fa riferimento agli ultimi dieci anni, allora si scopre che addirittura l’aumento che si registrato è pari all’80%. Di certo non poco avranno inciso le modifiche della struttura dei centri urbani da parte delle amministrazioni locali che nel tempo hanno incrementato l’aumento di aree a traffico limitato e zone in cui le macchine non possono transitare oltreché la scarsità di aree adibite a parcheggio e zone dove il parcheggio è a pagamento orario. Questo disagio si avverte di più in quei centri che sono particolarmente sensibili al problema del traffico e i dati sembrano confermare ciò.

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