Indice Istat 2010
Pubblicato da Giacomo - 23/12/10 04:12:29 pmÈ un po’ presto per parlare dell’indice Istat 2010, ma quello che sì possiamo fare è avvicinare il lettore a un quadro generale riguardante le principali novità del paniere su cui si basano i calcoli dell’inflazione, secondo le note rilasciate dallo stesso Istituto Nazionale di Statistica.

Il primo indice Istat 2010 riguarda le spese per le badanti e per gli interventi medici privati; questi entrano nel paniere, mentre escono i fiammiferi, le lampadine a incandescenza e le riparazioni degli orologi.
Ora però, ci troviamo di fronte a nuove categorie e rilevazioni; effettivamente il paniere dell’anno 2010 avrà ben 521 categorie rappresentative, con 1206 beni e servizi. Ogni mese si faranno 565mila rilevazioni delle quotazioni di prezzo, 500mila delle quali sul territorio italiano e inviate all’Istat attraverso i vari uffici comunali di statistica; le rimanenti 65mila, invece, saranno fatte in maniera centralizzata dall’Istituto stesso. Per quanto riguarda le indagini, queste verranno fatte su un totale di 41.000 punti vendita distribuiti su tutto il territorio italiano; mentre per i canoni di affitto, le abitazioni prese in considerazione saranno circa 8200.
Non ci resta che pazientare qualche mese per poter valutare e confrontare i vari grafici dei prezzi, sia nei mesi relativi al presente anno che in confronto ai mesi dell’anno 2009 e 2008.La crescita dell’economia italiana ha accelerato nel secondo trimestre al 0,3% dopo essere stato particolarmente lento nel primo trimestre, secondo le stime preliminari Venerdì rilasciato dall’Istituto di statistica ISTAT. La crescita dell’economia italiana ha accelerato nel secondo trimestre al 0,3% dopo essere stato particolarmente lento nel primo trimestre, secondo le stime preliminari Venerdì rilasciato dall’Istituto di statistica ISTAT.
L’Italia aveva la fine del 2010 più di otto milioni di persone vivono in povertà, ha annunciato oggi l’Istituto Nazionale di Statistica (Istat), mentre il Parlamento deve adottare un piano di austerità che interesserà ancora di più il della popolazione. Gli ultimi dati, 8.272.000 persone pari al 13,8% della popolazione sono considerate “relativamente poveri”, vale a dire avere un reddito inferiore a € 992,46 al mese per due persone, in crescita rispetto ai 7.810 mila persone, pari al 13,1% della popolazione considerata povera e la fine del 2009. povertà relativa è aumentata, tra le altre cose, tra le famiglie con cinque o più membri, dal 24,9% al 29 , il 9% e tra le famiglie monoparentali dal 11,8% al 14,1%. Si verifica anche tra le famiglie con tre o più figli minori, così come nelle case per anziani in cui un solo membro ha una pensione.
Anche l’Italia ha 3.129 mila persone, pari al 5,2% della popolazione che vive in “povertà assoluta”, una figura relativamente immutato dal 2009, quando questi individui sono stati 3,074 milioni. La “povertà assoluta” si caratterizza per l’incapacità di pagare beni e servizi considerati “essenziali” per un “minimo accettabile” viva e varia a seconda della località italiane, la vita è più conveniente rispetto al sud nel nord, o la tipologia della famiglia. Istat rilasciato i suoi dati, mentre la Camera dei Rappresentanti si appresta a dare il via libera definitivo a un piano di austerità di quasi € 48000000000 in quattro anni. Tra le misure impopolari del piano per ridurre il deficit comprendono l’introduzione di canoni di utenza, congelamento salari e l’assunzione di personale, una grave riduzione degli ammortamenti delle misure locali e stringendo sulle pensioni.
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