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	<title>Indice Istat &#187; Settore Servizi</title>
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		<title>Privatizzazione e servizi pubblici (4°parte)</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 23:02:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Settore Servizi]]></category>

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		<description><![CDATA[
La novità della privatizzazione consiste dunque nel fatto di introdurre massicciamente la regolazione di mercato in un assetto di rapporti tra stato e fornitori privati sino ad ora fortemente improntato ad una regolazione autoritaria dello stato oppure a forme di concertazione neo-corporative.  Entrambi questi modelli di regolazione sono radicati, nel quadro europeo, in culture [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://www.solforoso.com/files/2009/11/Privatizzazione-acqua1.jpg" alt="" width="375" height="500" /></p>
<p>La novità della privatizzazione consiste dunque nel fatto di introdurre massicciamente la regolazione di mercato in un assetto di rapporti tra stato e fornitori <a href="http://www.indiceistat.it/privatizzazione-e-servizi-pubblici-3%C2%B0parte/">privati </a>sino ad ora fortemente improntato ad una regolazione autoritaria dello stato oppure a forme di concertazione neo-corporative.  Entrambi questi modelli di <a href="http://www.indiceistat.it/privatizzazione-e-servizi-pubblici/">regolazione </a>sono radicati, nel quadro europeo, in culture e reti di <a href="http://www.indiceistat.it/privatizzazione-e-servizi-pubblici-2%C2%B0parte/">relazione </a>tra soggetti pubblici e privati fortemente consolidati nel tempo e cristallizzati in specifici assetti istituzionali. Sono proprio questi assetti istituzionali ad essere messi in crisi dal tentativo massiccio di introdurre le regole  della competizione economica in un campo di politiche e di assetti organizzativi che ne era precedentemente quasi del tutto sprovvisto. In crisi va innanzitutto il modello di welfare mix a dominanza pubblica, ovvero fondato su un forte potere regolativo dello stato sulle organizzazioni private e nonprofit adibite alla fornitura dei servizi.<br />
<img class="aligncenter" src="http://www.vivalaporrettanaviva.org/blog/wp-content/uploads/2011/08/sostenibilit%C3%A0.jpg" alt="" width="590" height="400" />Si tratta di un modello definito alcuni anni fa da Wolch come &#8220;stato ombra&#8221; {sbadata state) e particolarmente sviluppato in Gran Bretagna (almeno sino alla svolta introdotta dal governo Thatcher), nei paesi <a href="http://www.indiceistat.it/privatizzazione-e-servizi-pubblici-3%C2%B0parte/">scandinavi</a>, ma anche in alcuni paesi dell&#8217;Europa continentale (come la Francia, ad esempio). Secondo Wolch, lo stato ombra è «un insieme di agenzie ausiliarie, costituite separatamente dallo <a href="http://www.indiceistat.it/privatizzazione-e-servizi-pubblici-2%C2%B0parte/">stato</a>, che mantengono funzioni che sono <a href="http://www.indiceistat.it/privatizzazione-e-servizi-pubblici/">caratteristiche </a>dell&#8217;apparato statale» i l cui coinvolgimento nelle politiche di welfare conduce ad «un&#8217;estensione e differenziazione dell&#8217;intervento statale non riduce ma estende l&#8217;influenza e il controllo dell&#8217;amministrazione pubblica sulle organizzazioni nonprofit, che costituiscono &#8220;agenti pubblici&#8221; a tutti gli effetti. Nel modello dello &#8220;stato ombra&#8221; le organizzazioni private e del terzo settore sono generosamente sostenute da finanziamenti pubblici. Al sostegno finanziario dello stato si accompagna anche una forte regolazione pubblica, la cui finalità è quella di influenzare i contenuti</p>
<p>dei servizi offerti dai fornitori privati in modo da renderli coerenti con gli obiettivi della programmazione pubblica. Ciò tuttavia ha progressivamente assoggettato i fornitori privati di servizi ai fenomeni organizzativi tipici delle amministrazioni pubbliche, come la trasformazione dei fini e la burocratizzazione interna. Assumendo progressivamente le sembianze di un&#8217;agenzia pubblica, i fornitori privati hanno inoltre perso parte delle loro qualità tradizionali, come la flessibilità, l&#8217;autonomia, il carattere volontario, il radicamento nella comunità (. L&#8217;introduzione di meccanismi di mercato è stata allora considerata come il modo migliore per recuperare efficienza e superare l&#8217;immobilismo tipico di organizzazioni troppo burocratizzate.</p>
<p>La privatizzazione ha messo in crisi anche l&#8217;assetto neo-corporativo delle politiche sociali sviluppate in molti paesi dell&#8217;Europa continentale (come Germania e Olanda). Sebbene lo sviluppo di un regime misto fondato sul principio della sussidiarietà abbia comportato una certa frammentazione dell&#8217;autorità statale e lo sviluppo di logiche centrifughe, esso ha accresciuto nel tempo la strutturazione gerarchica delle organizzazioni nonprofit che gestiscono servizi entro organismi apicali coinvolti sempre più strettamente nei processi decisionali. Il concetto di &#8220;governo degli interessi privati&#8221; è stato esplicitamente proposto proprio allo scopo di descrivere la relazione particolare che si viene a creare in questo contesto tra stato ed associazioni. Tale relazione si sviluppa prevalentemente tramite concertazioni specifiche, riguardanti tematiche particolari, in cui nessuna delle parti in gioco assume definitivamente una posizione dominante.<br />
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		<title>Il rapporto di ufficio (2°parte)</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 23:22:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[PMI Servizi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Per contenere tale pressione il Parlamento disciplina con legge l&#8217;organizzazione, e attribuisce agli uffici un organico, ovvero un numero di posti prefissati.
Il regime del rapporto così com&#8217;è attualmente non regolamenta più soltanto i termini essenziali dei diritti e dei doveri delle parti ma anche le modalità di conferimento degli uffici, i criteri per la determinazione delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1548" title="20020522155008_10-113-232-16" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/20020522155008_10-113-232-16.jpg" alt="20020522155008_10-113-232-16" width="210" height="211" /></p>
<p>Per contenere tale pressione il Parlamento disciplina con legge l&#8217;organizzazione, e attribuisce agli uffici un organico, ovvero un numero di posti prefissati.</p>
<p>Il regime del rapporto così com&#8217;è attualmente non regolamenta più soltanto i termini essenziali dei diritti e dei doveri delle parti ma anche le modalità di conferimento degli uffici, i criteri per la determinazione delle qualifiche e dei profili professionali. I principi che regolano il rapporto tra l&#8217;ufficio e il suo titolare  da individuare in alcune categorie:</p>
<p>1) Uno riguarda la continuità dell&#8217;ufficio per cui anche in assenza del titolare si provvede con la supplenza,la reggenza &#8220;ad interim&#8221;, che  è  la prorogatio. Della prorogatio si è abusato, lasciando permanere titolari di ufficio oltre la durata della carica. La Corte Cost. con sentenza 4 maggio 1992 n. 208 ha stabilito che non è possibile prevedere la prorogatio di organi amministrativi scaduti con pieni poteri e a tempo indefinito, per cui anche il legislatore ha provveduto (1. 15 luglio 1994 n. 444).</p>
<p>2) Il secondo principio è quello della libertà ed eguaglianza di accesso; esso è garantito dall&#8217;art. 51 della Cost. e adesso è consentito anche a cittadini facenti parte della U.E.</p>
<p>3) L&#8217;art. 54 Cost. stabilisce, in maniera un pò generica che i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche debbano assolverle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.</p>
<p>4) Un altro principiò riguarda la separazione tra interesse dell&#8217;ufficio e interesse del titolare, questo della neutralità ha una storia originata secondo presupposti diversi. All &#8216; inizio i titolari dell&#8217;ufficio erano considerati proprietari di esso. Oggi, la separazione è rafforzata da norme del codice penale che prevedono la concussione e la corruzione.                            La neutralità è assicurata da regole precise. In Inghilterra è vietato ai dipendenti svolgere attività politica a livello nazionale.</p>
<p>5) Il quinto principio è quello della separazione tra il patrimonio dell&#8217;ufficio e patrimonio del titolare, chi gestisce il patrimonio dell&#8217;ufficio non può usarlo a fini personali. Gli ultimi tre principi sono rafforzati dal &#8220;Codice di comportamento dei dipendenti della P.A.&#8221;, con decreto del Ministro della funzione pubblica del 31 marzo 1994. Il codice dopo aver ribadito i principi di indipendenza e neutralità, vieta la percezione di regali, regola la partecipazione ad associazioni, detta principi sui rapporti con il pubblico e con i fornitori della P.A.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1549" title="Architettura WiNet" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/Architettura-WiNet.JPG" alt="Architettura WiNet" width="409" height="253" /></p>
<p>Vista l&#8217;evoluzione storica dell&#8217;impiego pubblico c&#8217;è da chiedersi se i amministrazione siano diversi da quelli del lavoro privato. Il tratto distintivo sarebbe che. l&#8217;uno trova la sua disciplina nella legge piuttosto che nel contratto. L&#8217;atto normativo disciplina unilateralmente la scelta delle persone, la nomina, gli eventi estintivi del rapporto. Con questo sistema si tutela il dipendente dall&#8217;amministrazione e si controlla quest&#8217;ultima.           La scelta viene fatta per concorso. Nel lavoro privato vi sono vincoli altrettanto forti come le leggi sul collocamento e le assunzioni obbligatorie. L&#8217;atto di nomina non ha le caratteristiche di un provvedimento amministrativo, ma la giurisprudenza, nella sua competenza esclusiva, la ha ritenuto tale nel tentativo anche di evitare l&#8217;inserimento di personale incontrollato nei ruoli dell&#8217;amministrazione. E anche la subordinazione del dipendente pubblico come la soggezione del lavoratore all&#8217;imprenditore ha lo scopo di assolvere all&#8217;adempimento dell&#8217;obbligazione.<iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/ybjaFbZYBOc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Produzione industriale Italia Febbraio 2011</title>
		<link>http://www.indiceistat.it/produzione-industriale-italia-febbraio-2011/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 17:22:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
		<category><![CDATA[Istat 2011]]></category>
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		<category><![CDATA[Indice Istat]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione industriale Italia Febbraio 2011]]></category>

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		<description><![CDATA[
Secondo i dati diffusi dall&#8217;Istat, a febbraio 2011 l’indice della produzione industriale è aumentato dell’1,4% rispetto al mese precedente. Nella media del trimestre dicembre-febbraio l’indice è cresciuto dello 0,1% rispetto al trimestre immediatamente precedente.
Corretto per gli effetti di calendario, a febbraio 2011 l’indice è aumentato del 2,3% in termini tendenziali (i giorni lavorativi sono stati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTRMUYUJYYvcPX9qtH1asrUcivMSGxdV2EYfi4cYakHfLuEbIBL2w" alt="" /></p>
<p>Secondo i dati diffusi dall&#8217;<strong><a href="http://www.indiceistat.it/istat-2010/">Istat</a></strong>, a febbraio 2011 <a href="http://www.indiceistat.it/industria-in-recuper/"><strong>l’indice della produzione industriale</strong></a> è <strong>aumentato dell’1,4%</strong> rispetto al mese precedente. Nella media del trimestre dicembre-febbraio l’indice è cresciuto dello 0,1% rispetto al trimestre immediatamente precedente.</p>
<p>Corretto per gli effetti di calendario, <strong>a febbraio 2011 l’indice è aumentato del 2,3%</strong> in termini tendenziali (i giorni lavorativi sono stati 20 come a febbraio 2010). Nella media dei primi due mesi dell’anno la produzione è cresciuta dell’1,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.</p>
<p>Gli indici corretti per gli effetti di <a href="http://italiaefinanza.it/calendario-borsa-italiana-2011/"><strong>calendario </strong></a>registrano, a febbraio 2011, una crescita tendenziale per i raggruppamenti dei beni strumentali (+6,5%) e dei beni intermedi (+3,5%). Diminuiscono, invece, del 3,0% per il comparto dell’energia e dell’1,1% per i beni di consumo.</p>
<p>Nel confronto tendenziale, <strong>i settori dell’industria manifatturiera caratterizzati da una crescita più accentuata sono:</strong> fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (+10,6%), metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo esclusi macchine e impianti (+8,8%) e altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+7,3%).</p>
<p>Il settore che in termini tendenziali registra in febbraio <strong>la più ampia variazione negativa</strong> è quello della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (-12,3%)</p>
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		<title>Turismo e trasporti italia 2010</title>
		<link>http://www.indiceistat.it/turismo-e-trasporti-italia-2010/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 16:51:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istat 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Settore Servizi]]></category>
		<category><![CDATA[Statistiche Italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Terminologia Economica]]></category>
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		<category><![CDATA[dati istat]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo e trasporti italia 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nel 2010 i viaggi con pernottamento effettuati dai residenti in Italia sono stati 99 milioni e 997 mila. Rispetto al 2009 si registra una diminuzione del numero di viaggi (-12,4%) e del numero di pernottamenti (-7,8%). In particolare, i viaggi di vacanza, che pesano per l’87,4% sul totale, mostrano una flessione (-11,4%) dovuta alla consistente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcR3oIxVSOER10J1JvddFPBE8C6ZBScTF0MXVDSVGlVVjPerk4ZFzQ" alt="" /></p>
<p>Nel 2010 <strong>i viaggi con pernottamento</strong> effettuati dai residenti in Italia sono stati 99 milioni e 997 mila. Rispetto al 2009 si registra una diminuzione del numero di viaggi (-12,4%) e del numero di pernottamenti (-7,8%). In particolare, i viaggi di vacanza, che pesano per l’87,4% sul totale, mostrano una flessione (-11,4%) dovuta alla consistente diminuzione delle vacanze brevi (-18,7%).</p>
<p><strong>I soggiorni di vacanza lunga</strong> (di almeno 4 notti) e i pernottamenti per vacanza lunga, invece, si mantengono sostanzialmente stabili. Anche i viaggi per motivi di lavoro, che rappresentano il 12,6% dei viaggi, subiscono una forte diminuzione (-18,4%), accompagnata dal calo del relativo numero di pernottamenti (-29%).</p>
<p>Rispetto al 2009 si osserva anche una riduzione del numero di persone andate in vacanza in media in un trimestre (dal 28% nel 2009 al 27% nel 2010), soprattutto tra i residenti al Centro (dal 32% nel 2009 al 30,4% nel 2010).</p>
<p>Considerando <strong>le destinazioni</strong>, si riducono del 13,4% gli spostamenti con mete italiane, che rappresentano l’81,7% del complesso dei viaggi, con una contrazione più marcata per i viaggi diretti verso le regioni del Centro (-18,7%), verso cui diminuiscono sia i viaggi di vacanza (-16,2%) sia i viaggi effettuati per motivi di lavoro (-30,7%). Gli spostamenti verso l’estero sono stabili nel loro complesso, ma si riducono quelli effettuati per motivi di lavoro (-17,4%).</p>
<p><strong>Le vacanze per far visita a parenti o amici</strong> diminuiscono (-17,2%), così come quelle trascorse in alloggi a titolo gratuito (-18%). Si osserva un incremento delle vacanze prenotate utilizzando internet (+11,5%), mentre diminuiscono i viaggi senza prenotazione (-24,6%).</p>
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		<title>Che cosa è l&#8217;Indice PMI</title>
		<link>http://www.indiceistat.it/che-cosa-e-lindice-pmi/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 09:24:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[PMI Servizi]]></category>
		<category><![CDATA[PMI manifatturiero]]></category>
		<category><![CDATA[Terminologia Economica]]></category>
		<category><![CDATA[Voglio saperne di più]]></category>
		<category><![CDATA[che cosa è?]]></category>
		<category><![CDATA[manifatturiero]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>
		<category><![CDATA[Settore Servizi]]></category>

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		<description><![CDATA[PMI significa Purchasing Managers Index, che in Italiano sarebbe indice dei direttori agli acquisti. Secondo la definizione degli esperti de ilSole24Ore “La figura del direttore agli acquisti è una figura chiave in un&#8217;azienda, perché deve procurare gli input in vista dell&#8217;output, e quindi ha il polso della situazione aziendale. Nei diversi Paesi i direttori agli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>PMI significa Purchasing Managers Index</strong>, che in Italiano sarebbe indice dei direttori agli acquisti. Secondo la definizione degli esperti de ilSole24Ore “<strong>La figura del direttore agli acquisti è una figura chiave in un&#8217;azienda, perché deve procurare gli input in vista dell&#8217;output, e quindi ha il polso della situazione aziendale</strong>. Nei diversi Paesi i direttori agli acquisti hanno una loro associazione professionale, e attraverso queste associazioni svolgono un sondaggio presso i propri associati. Questi sondaggi sono molto seguiti perché il campione è molto esteso e i risultati di queste inchieste si sono rivelati affidabili nel tracciare e anticipare la congiuntura.”</p>
<div id="attachment_545" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-545" title="Questions" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/faq1.jpg" alt="Che cosa è l'Indice PMI? " width="400" height="300" /><p class="wp-caption-text">Che cosa è l&#39;Indice PMI? </p></div>
<p><strong>Perché è importante l&#8217;indice PMI?</strong></p>
<p>Il PMI è un indicatore molto importante ed attendibile per i mercati finanziari. È considerato il migliore per calcolare la <strong>produzione industriale</strong>, le <strong>pressioni inflazionistiche</strong>, le <strong>attività manifatturiere o del settore terziario</strong>. PMI non ha la stessa importanza che l’Indice dei Prezzi al Consumo nel calcolo dell’inflazione e per calcolare l’inflazione è sempre meglio usare quest’ ultimo.</p>
<p><strong>Se il PMI è soggetto a drastiche variazioni è probabile che l’attività industriale e l’output della stessa siano soggetti a volatilità nel breve termine.</strong> Infatti il PMI è il miglior indicatore per il calcolo della crescita o la flessione negli ordinativi all’industria e conseguentemente della <strong>domanda</strong> del mercato.</p>
<p>Sempre secondo ilSole24Ore &#8220;questi indici mensili (prodotti separatamente per l&#8217;<strong>industria manifatturiera</strong> e per le <strong>industrie dei servizi</strong>) coprono vari aspetti degli andamenti aziendali, dalla produzione agli ordini, dall&#8217;occupazione ai prezzi pagati e ricevuti, dalle aspettative alle scorte, e vengono anche riassunti in un indice complessivo.&#8221;</p>
<p><strong>Chi calcola il PMI?</strong></p>
<p>Europa: <strong>Ntc Research e diffusi via Reuters</strong></p>
<p>Usa: <strong>Ism (Institute of Supply Management)</strong></p>
<p>Indice <strong>Mondiale:  JP Morgan</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Indici Pmi servizi, recupero del settore terziario in Italia</title>
		<link>http://www.indiceistat.it/indici-pmi-recupero-del-settore-terziario-in-italia/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 08:55:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[PMI Servizi]]></category>
		<category><![CDATA[indice]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[PMI manifatturiero]]></category>
		<category><![CDATA[Settore Servizi]]></category>
		<category><![CDATA[settore terziario]]></category>

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		<description><![CDATA[Giornata di pubblicazione internazionale dell’indice Pmi. Vediamo I risultati nei diversi paesi partendo dall’Italia:
Italia: Settore terziario in ripresa in Italia. L’indice Pmi si è attestato a 55,3, in deciso miglioramento rispetto al 50,8 registrato a febbraio ed evidenzia il più forte incremento negli ultimi due anni e mezzo.

Germania: PMI servizi marzo. Dato: 54,9. Precedente: 51,9. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giornata di pubblicazione internazionale dell’<strong><a href="http://www.indiceistat.it/che-cosa-e-lindice-pmi/">indice Pmi</a></strong>. Vediamo I <strong>risultati nei diversi paesi partendo dall’Italia</strong>:</p>
<p>Italia: <strong>Settore terziario in ripresa in Italia</strong>. L’indice Pmi si è attestato a 55,3, in deciso miglioramento rispetto al 50,8 registrato a febbraio ed evidenzia il più forte incremento negli ultimi due anni e mezzo.</p>
<div id="attachment_538" class="wp-caption alignnone" style="width: 458px"><img class="size-full wp-image-538 " title="terziario" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/terziario.jpg" alt="Il settore terziario" width="448" height="258" /><p class="wp-caption-text">Il settore terziario</p></div>
<ul>
<li><strong>Germania: PMI servizi marzo. Dato: 54,9. Precedente: 51,9. Stime: 54,7</strong></li>
<li><strong>Francia: PMI servizi marzo. Dato: 53,8. Precedente: 54,6. Stime: 53,0</strong></li>
<li><strong>India: PMI servizi marzo. Dato: 58,1. Precedente: 60,9</strong></li>
<li><strong>Zona euro: PMI servizi marzo rivisto a 54,1 da 53,7 ( massimi dal 2007)</strong></li>
<li><strong>Spagna: PMI servizi marzo. 51,3: è la prima crescita in 2 anni</strong></li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>L’indice italiano:<span id="more-533"></span><br />
</strong></p>
<p>Il dato è superiore sia al consensus di 51,5 raccolto da Reuters tra 13 economisti, sia alla parte alta del range delle stime che spaziano da 50,5 a 54,3.</p>
<p><strong>Per il quarto mese consecutivo l&#8217;indice è sopra la soglia di 50,0 che separa l&#8217;espansione dalla contrazione.</strong></p>
<p>Gli intervistati hanno largamente attribuito questo incremento delle attività al maggior numero di nuovi ordini (a 54,8 da 51,0) favoriti dalle migliori condizioni economiche generali ma anche di accesso al credito bancario che ha sostenuto le capacità di spesa dei clienti.</p>
<p>A questo non segue ancora una crescita dei livelli di produzione nelle aziende, come dimostra il balzo degli ordini ricevuti ma non ancora evasi, il più forte dalla metà del 2006, ma ha comunque l&#8217;effetto di rallentare il ritmo di riduzione degli organici.</p>
<p><strong>In molti casi le aziende hanno specificato che il calo dell&#8217;occupazione riguarda personale uscente non rimpiazzato.</strong></p>
<p><strong>Il grado di fiducia delle imprese è diminuito per il secondo mese consecutivo anche se, in un quadro di segnali di ripresa dell&#8217;economia e aumento dei volume degli ordini, rimane ancora elevato</strong>.</p>
<p>&#8220;Aumenta la pressione sulla capacità produttiva tra le aziende del terziario italiano, e di conseguenza si assiste all&#8217;aumento più netto, negli ultimi quattro anni, della quantità degli ordini non evasi&#8221;, dice Andrew Self, economista di Markit.</p>
<p>&#8220;Nonostante aumentino le commesse inevase, le aziende del terziario non pensano nel breve termine di aumentare la loro capacità produttiva, dato che la situazione economica in Italia e in tutta la zona euro rimane instabile&#8221;, aggiunge.</p>
<p>(Reuters)</p>
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		<title>Indice Istat Fatturato di alcuni servizi 4° trimestre 2009</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 09:14:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Settore Servizi]]></category>
		<category><![CDATA[fatturato]]></category>

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		<description><![CDATA[Come osserviamo nella grafica pubblicata dall&#8217;Istat in un documento rilasciato oggi il settore servizi italiano offre dati contrastanti. Nel quarto trimestre del 2009 l’indice trimestrale del fatturato del commercio all’ingrosso ha registrato un calo del 5,3 per cento rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Quello del settore della manutenzione e riparazione di autoveicoli ha, invece, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come osserviamo nella grafica pubblicata dall&#8217;Istat in un <a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/fattserv/20100330_00/testointegrale20100330.pdf">documento</a> rilasciato oggi il settore servizi italiano offre dati contrastanti. Nel quarto trimestre del 2009 l’indice trimestrale del fatturato del <strong>commercio all’ingrosso ha registrato un calo del 5,3</strong> per cento rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Quello del <strong>settore della manutenzione e riparazione di autoveicoli ha, invece, segnato un incremento tendenziale dello 0,2 per cento</strong>.</p>
<div id="attachment_420" class="wp-caption alignnone" style="width: 591px"><img class="size-full wp-image-420 " title="Servizi Istat" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/Servizi-Istat.jpg" alt="Servizi Istat IV trimestre 2009. Fonte: Istat.it" width="581" height="624" /><p class="wp-caption-text">Servizi Istat IV trimestre 2009. Fonte: Istat.it</p></div>
<p>Gli indici del fatturato del <strong>trasporto marittimo </strong>e del <strong>trasporto aereo</strong> hanno registrato, rispettivamente, una diminuzione del 5,8 per cento e un aumento dell’1,3 per cento.<br />
Infine, il <strong>fatturato del comparto dei servizi postali </strong>e attività di corriere è diminuito del 5,1 per cento e quello dei servizi di informazione e comunicazione del 4,0 per cento.</p>
<p>Nel confronto tra la media del 2009 e quella dell’anno precedente gli indici grezzi del fatturato hanno registrato variazioni negative per tutte le attività economiche. Le riduzioni più significative hanno riguardato il trasporto aereo (meno 20,9 per centro), il trasporto marittimo (meno 12,6 per cento) e il commercio all’ingrosso (meno 11,1 per cento)</p>
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