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	<title>Indice Istat &#187; Pil 2010</title>
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		<title>Stima Pil IV trimestre 2010</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 15:48:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Indice Prezzi 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Istat 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Pil 2010]]></category>
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		<category><![CDATA[Statistiche del Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Terminologia Economica]]></category>
		<category><![CDATA[dati istat]]></category>
		<category><![CDATA[Stima Pil IV trimestre 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sulla base delle informazioni disponibili, nel quarto trimestre del 2010 il prodotto interno lordo (PIL) è aumentato dello 0,1 per cento rispetto al trimestre precedente e dell’1,3 per cento rispetto al quarto trimestre del 2009. L’aumento congiunturale del PIL è il risultato di un aumento del valore aggiunto dell’agricoltura e dei servizi e di una diminuzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1249 aligncenter" title="pil IV tr" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/pil-IV-tr.jpg" alt="pil IV tr" width="575" height="291" /></p>
<p>Sulla base delle informazioni disponibili, nel quarto trimestre del 2010<strong> </strong>il <strong><a href="Sulla base delle informazioni finora disponibili, nel quarto trimestre del 2010 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2000, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,1 per cento rispetto al trimestre precedente e dell’1,3 per cento rispetto al quarto trimestre del 2009. L’aumento congiunturale del PIL è il risultato di un aumento del valore aggiunto dell’agricoltura e dei servizi e di una diminuzione del valore aggiunto dell’industria. Il quarto trimestre del 2010 ha avuto due giornate lavorative in meno rispetto al trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al quarto trimestre 2009.   Nel quarto trimestre il PIL è aumentato in termini congiunturali dello 0,8 per cento negli Stati Uniti ed è diminuito dello 0,5 per cento nel Regno Unito. In termini tendenziali, il PIL è aumentato del 2,8 per cento negli Stati Uniti e dell’1,7 per cento nel Regno Unito.  Secondo la prassi corrente, sono comunicati i dati trimestrali revisionati a partire dal primo trimestre 2008. La metodologia utilizzata per la stima preliminare del PIL è analoga a quella seguita per la stima completa dei conti trimestrali. La mancanza totale o parziale di alcuni indicatori alla data della stima preliminare comporta un maggiore ricorso a tecniche statistiche di integrazione. Di conseguenza, le stime preliminari trimestrali possono essere soggette a revisioni di entità superiore rispetto alle stime correnti, diffuse a 70 giorni dalla fine del trimestre.  Sulla base di tale metodologia, il Pil corretto per gli effetti di calendario nel 2010 è aumentato dell’1,1 per cento. Si ricorda che il 2010 ha avuto una giornata lavorativa in più rispetto al 2009. La crescita acquisita per il 2011 è pari allo 0,3 per cento. Secondo la prassi corrente, l’1 marzo 2011 saranno diffuse le nuove stime annuali (non corrette per gli effetti di calendario) dei conti economici nazionali per il periodo 2008-2010. L’11 marzo 2011 saranno rese note le stime trimestrali coerenti con i nuovi dati annuali.">prodotto interno lordo (PIL)</a></strong> è aumentato dello 0,1 per cento rispetto al trimestre precedente e dell’1,3 per cento rispetto al quarto trimestre del 2009. L’aumento congiunturale del PIL è il risultato di un aumento del valore aggiunto dell’agricoltura e dei servizi e di una diminuzione del valore aggiunto dell’industria.</p>
<p>Il quarto trimestre del 2010 ha avuto due giornate lavorative in meno rispetto al trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al quarto trimestre 2009. Nel quarto trimestre il PIL è aumentato in termini congiunturali dello 0,8 per cento negli Stati Uniti ed è diminuito dello 0,5 per cento nel Regno Unito. In termini tendenziali, il PIL è aumentato del 2,8 per cento negli Stati Uniti e dell’1,7 per cento nel Regno Unito.</p>
<p>La metodologia utilizzata per la stima preliminare del PIL è analoga a quella seguita per la stima completa dei conti trimestrali. La mancanza totale o parziale di alcuni indicatori alla data della stima preliminare comporta un maggiore ricorso a tecniche statistiche di integrazione.</p>
<p>Sulla base di tale metodologia, il Pil corretto per gli effetti di calendario nel 2010 è aumentato dell’1,1 per cento. Si ricorda che <strong>il 2010 ha avuto una giornata lavorativa in più rispetto al 2009</strong>. La crescita acquisita per il 2011 è pari allo 0,3 per cento.</p>
<p>Secondo la prassi corrente, l’<strong>1 marzo 2011 saranno diffuse le nuove stime annuali</strong> (non corrette per gli effetti di calendario) dei conti economici nazionali per il periodo 2008-2010. L’11 marzo 2011 saranno rese note le stime trimestrali coerenti con i nuovi dati annuali.</p>
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		<title>Prodotto interno lordo 2010</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 13:04:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pil 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Statistiche Italiane]]></category>
		<category><![CDATA[il pil italiano 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Indice Istat]]></category>
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		<description><![CDATA[L’indice istat più famoso dopo l’indice dei prezzi al consumo è senza dubbio quello del prodotto interno lordo, il PIL. Con il prodotto interno lordo possiamo calcolare il valore di beni e servizi prodotti in Italia in un determinato intervallo di tempo per così avere un’idea della situazione macroeconomica del nostro paese. Infatti ogni mese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’indice</strong> <strong>istat</strong> più famoso dopo<a href="http://www.indiceistat.it/indice-prezzi-interattivo/"> </a><strong><a href="http://www.indiceistat.it/indice-prezzi-interattivo/">l’indice</a></strong><a href="http://www.indiceistat.it/indice-prezzi-interattivo/"> </a><strong><a href="http://www.indiceistat.it/indice-prezzi-interattivo/">dei</a></strong><a href="http://www.indiceistat.it/indice-prezzi-interattivo/"> </a><strong><a href="http://www.indiceistat.it/indice-prezzi-interattivo/">prezzi</a></strong><a href="http://www.indiceistat.it/indice-prezzi-interattivo/"> </a><strong><a href="http://www.indiceistat.it/indice-prezzi-interattivo/">al</a></strong><a href="http://www.indiceistat.it/indice-prezzi-interattivo/"> </a><strong><a href="http://www.indiceistat.it/indice-prezzi-interattivo/">consumo</a></strong> è senza dubbio quello del <strong><a href="http://www.indiceistat.it/prodotto-interno-lordo-europeo-2/">prodotto</a></strong><a href="http://www.indiceistat.it/prodotto-interno-lordo-europeo-2/"> </a><strong><a href="http://www.indiceistat.it/prodotto-interno-lordo-europeo-2/">interno</a></strong><a href="http://www.indiceistat.it/prodotto-interno-lordo-europeo-2/"> </a><strong><a href="http://www.indiceistat.it/prodotto-interno-lordo-europeo-2/">lordo</a></strong>, il <strong>PIL</strong>. Con il <strong>prodotto</strong> <strong>interno</strong> <strong>lordo</strong> possiamo calcolare il valore di beni e servizi prodotti in Italia in un determinato intervallo di tempo per così avere un’idea della <strong>situazione</strong> <strong>macroeconomica</strong> del nostro paese. Infatti ogni mese l’Istat ci aggiorna, come fece lo scorso venerdì con questo comunicato:</p>
<p><em>Nel secondo trimestre del 2010 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2000, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,5 per cento rispetto al trimestre precedente e dell’1,3 per cento nei confronti del secondo trimestre del 2009. La stima preliminare diffusa il 6 agosto scorso indicava un aumento congiunturale dello 0,4 per cento e un aumento tendenziale dell’1,1 per cento. Il secondo trimestre del 2010 ha avuto una giornata lavorativa in più sia rispetto al trimestre precedente sia rispetto al secondo trimestre 2009. La crescita acquisita per il 2010 è pari allo 0,9 per cento.</em></p>
<p><em> </em></p>
<div id="attachment_1052" class="wp-caption alignnone" style="width: 506px"><a href="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/share-of-world-gdp.jpg"><img class="size-full wp-image-1052 " title="PIL mondiale nel 2008" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/share-of-world-gdp.jpg" alt="PIL mondiale nel 2008" width="496" height="355" /></a><p class="wp-caption-text">PIL mondiale nel 2008</p></div>
<p>Quello che Istat non fa però è offrirci una panoramica di <strong>dati</strong> <strong>correlati</strong> <strong>al</strong> <strong>PIL</strong> per chiarire meglio la situazione italiana. Come i dati europei. Se volete un confronto attendibile fate un giro nei nostri post. Non dimenticate i le <a href="http://www.indiceistat.it/disoccupazione-italiana-una-grafica-per-combattere-il-mito/">grafiche interattive</a>, presto ne vedrete alrti.</p>
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		<title>Pil Italiano 2010</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 14:50:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istat 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Istat 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Pil 2010]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo l’Ocse il Pil italiano è salito nel primo semestre del 2010 allo 0,5%. Un dato che a confronto con la media dell’Unione Europea batte il resto di nazioni e fondamenta l’idea del recupero economico nel 2010. La crescita dell’economia italiana sembrerebbe avviata visto che su base annua il Pil italiano è visto in rialzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo l’Ocse il <strong>Pil</strong> <strong>italiano</strong> è salito nel primo semestre del <strong>2010</strong> allo 0,5%. Un dato che a confronto con la <strong>media</strong> <strong>dell’Unione</strong> <strong>Europea</strong> batte il resto di nazioni e fondamenta l’idea del <strong>recupero</strong> <strong>economico</strong> nel 2010. La crescita dell’economia italiana sembrerebbe avviata visto che su base annua il <strong>Pil</strong> <strong>italiano</strong> è visto in rialzo dello 0,6% quando l’ultimo dato del <strong>2009</strong> (il quarto trimestre) era del -2,8%.</p>
<div id="attachment_213" class="wp-caption alignnone" style="width: 334px"><img class="size-full wp-image-213" title="pil" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/pil.jpg" alt="Prodotto Interno Lordo. Fonte: vocearancio.ingdirect.it" width="324" height="230" /><p class="wp-caption-text">Prodotto Interno Lordo. Fonte: vocearancio.ingdirect.it</p></div>
<p>Anche se il dato è incoraggiante non lo sono le <strong>cifre globali</strong>. La crescita dei paesi del G7 si attesta, sempre secondo le estime <strong>dell’Ocse</strong> al 0,7%. Nell’unione però questa crescita non arriva allo 0,2%. Un <strong>gap</strong> che evidenzia mese su mese come nell’unione<strong> le velocità di recupero sono diverse.</strong> La differenza cresce. Soprattutto per paesi come <strong>Spagna</strong>, <strong>Irlanda</strong> o <strong>Grecia</strong> che devono prima pensare al taglio dei costi pubblici e ad una sforbiciata seria al deficit che hanno accumulato negli ultimi anni che a rilanciare l’economia nazionale o modificare grossi problemi come le alte cifre di disoccupazione.</p>
<p><strong>L’Italia</strong> in quel senso parte in vantaggio. La <strong>manovra finanziaria</strong> recentemente approvata dal governo scommette –secondo gli esperti- su misure più coerenti con la zavorra che appesantisce il recupero. <strong>L’Italia</strong>, vista dall’estero, sembra conoscere meglio la propria economia e adotta misure che favoriranno un recupero più veloce. <strong>Combattere l’evasione fiscale</strong> e <strong><a href="http://cambiodollaroeuro.com/economia-sommersa/">l’economia sommersa </a></strong>sono battaglie dove in <strong>Italia</strong> è facile ottenere dei risultati. Sfortunatamente, come in <strong>Spagna</strong> è sempre più pericoloso il tasso di disoccupazione in Italia, cresce l’eterna ombra delle aziende che scappano all’estero. <strong><a href="http://www.indiceistat.it/aziende-italiane-allestero/">Aziende italiane che non rimangono in Italia.</a></strong></p>
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		<title>Italia Pil 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 17:14:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pil 2010]]></category>
		<category><![CDATA[bankitalia]]></category>
		<category><![CDATA[ecoin]]></category>
		<category><![CDATA[il pil italiano 2010]]></category>
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		<description><![CDATA[Per calcolare in Italia il Pil 2010 possiamo usare il sistema di Banca d&#8217;Italia E-coin. Vediamo le stime oubblicate da Banca d&#8217;Italia ad aprile. Stime mese scorso.

In aprile, €-coin registra un modesto calo, allo 0,67% dallo 0,79 di marzo. Il valore dell’indicatore continua tuttavia a segnalare una dinamica di fondo del prodotto
dell’area compatibile con la prosecuzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per calcolare in <strong>Italia il Pil 2010 </strong>possiamo usare il sistema di Banca d&#8217;Italia <strong>E-coin</strong>. Vediamo le stime oubblicate da Banca d&#8217;Italia ad aprile. <strong><a href="http://www.indiceistat.it/pil-italiano-2010/">Stime mese scorso.</a></strong></p>
<p><a href="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/ecoin.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-703" title="ecoin" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/ecoin.jpg" alt="ecoin" width="621" height="387" /></a></p>
<p>In aprile,<strong> €-coin registra un modesto calo, allo 0,67% dallo 0,79 di marzo.</strong> Il valore dell’indicatore continua tuttavia a segnalare una dinamica di fondo del prodotto</p>
<p>dell’area compatibile con la prosecuzione della fase di ripresa ciclica.</p>
<p>• La curva dei rendimenti e l’andamento della  produzione industriale nei principali paesi dell’area dell’euro in febbraio hanno frenato la dinamica dell’indicatore, che ha invece continuato a essere sostenuto dagli esiti favorevoli delle inchieste pressole imprese.</p>
<p>• €-coin – sviluppato dalla Banca d&#8217;Italia – fornisce in tempo reale una stima sintetica del quadro congiunturale corrente nell’area dell’euro. €-coin esprime tale indicazione in termini di tasso di crescita trimestrale del PIL depurato dalle componenti più erratiche (stagionalità, errori di misura e volatilità di breve periodo). €-coin è pubblicato mensilmente dalla Banca d&#8217;Italia e dal CEPR.</p>
<p>• Le prossime date di pubblicazione di €-coin saranno il 28 maggio e il 25 giugno</p>
<div><span style="font-family: Helvetica, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: small;"><span style="line-height: normal;"><br />
</span></span></div>
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		<title>PIL Italia 2010. Le stime di Bankitalia dopo il bollettino economico per l&#8217;ultimo trimestre 2009</title>
		<link>http://www.indiceistat.it/pil-italia-2010-le-stime-di-bankitalia-dopo-il-bollettino-economico-per-lultimo-trimestre-2009/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 10:09:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pil 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Pil 2010]]></category>
		<category><![CDATA[banca d'italia]]></category>
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		<category><![CDATA[Pil italia 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[“Il PIL italiano si è lievemente contratto nel quarto trimestre del 2009”. Questa la principale conclusione sull’economia italiana che trae il BOLLETTINO ECONOMICO N. 60, APRILE 2010 pubblicato da Bankitalia. La contrazione dell’economia è stata qualificala con molto tatto dagli analisti di casa Draghi come “modesta espansione nella seconda metà dell’anno”. Leggiamo il frammento del bollettino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“<strong>Il PIL italiano si è lievemente contratto nel quarto trimestre del 2009”</strong>. Questa la principale conclusione sull’economia italiana che trae il BOLLETTINO ECONOMICO N. 60, APRILE 2010 pubblicato da Bankitalia. La contrazione dell’economia è stata qualificala con molto tatto dagli analisti di casa Draghi come “modesta espansione nella seconda metà dell’anno”. Leggiamo il frammento del bollettino riguardante il PIL:</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_654" class="wp-caption alignnone" style="width: 506px"><img class="size-full wp-image-654  " title="bankitalia" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/bankitalia.jpg" alt="Schermata Sito Banca d'Italia" width="496" height="250" /><p class="wp-caption-text">Schermata Sito Banca d&#39;Italia</p></div>
<p><em>A fronte di un ristagno dei consumi e di una ulteriore contrazione degli investimenti (soprattutto di quelli in costruzioni), le esportazioni non hanno confermato la lieve ripresa del terzo trimestre. Nell&#8217;insieme della seconda metà dell&#8217;anno l&#8217;attività economica ha registrato un&#8217;espansione modesta rispetto al semestre precedente.</em></p>
<p><em>I dati più recenti sulla produzione industriale e i risultati delle indagini congiunturali segnalano un&#8217;evoluzione più vivace dell&#8217;attività nei primi mesi del 2010. Sono migliorati, in particolare, i giudizi delle imprese sull&#8217;andamento degli ordini e sulle attese di produzione. La fase di decumulo delle scorte sembra essersi infine esaurita. Segnali di un miglioramento delle aspettative sono emersi anche nel settore delle costruzioni.</em></p>
<p><em>Il clima di fiducia dei consumatori è tornato tuttavia a peggiorare, riflettendo accresciute preoccupazioni sulla situazione economica e sulle prospettive del mercato del lavoro. La caduta del numero di occupati, che già lo scorso anno si era tradotta in una sensibile contrazione del reddito disponibile, è proseguita nei primi mesi del 2010. La propensione delle imprese a investire risente della riduzione dei profitti e del basso grado di utilizzo della capacità produttiva. Le imprese continuano a segnalare il permanere di difficoltà di accesso al credito, pur se l&#8217;irrigidimento delle condizioni di offerta da parte delle banche si è fermato. I fattori alla base della debole dinamica della domanda interna potrebbero pesare sull&#8217;intensità e sui tempi della ripresa.</em></p>
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		<title>World Economic Outlook (Weo); Italia taglio dello 0, 2% delle stime per il Pil</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Apr 2010 19:39:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pil 2010]]></category>
		<category><![CDATA[economia italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Fmi]]></category>
		<category><![CDATA[previsioni pil italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Weo]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Ansa anticipa il World Economic Outlook (Weo) che il Fondo Monetario Internazionale pubblicherà il prossimo 21 aprile. Secondo le anticipazioni fornite dall’Ansa, l’Italia sarà interessata da un taglio dello 0, 2% delle stime rispetto alle stime formulate in gennaio. Cioè il Pil italiano crescerà dello 0,8% per quanto riguarda il 2010 e dell’1,1% per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Ansa anticipa il <strong>World Economic Outlook (Weo) che il Fondo Monetario Internazionale pubblicherà il prossimo 21 aprile</strong>. Secondo le anticipazioni fornite dall’Ansa, <strong>l’Italia sarà interessata da un taglio dello 0, 2% delle stime rispetto alle stime formulate in gennaio</strong>. Cioè il Pil italiano crescerà dello 0,8% per quanto riguarda il 2010 e dell’1,1% per il 2011. La disoccupazione continuerà a salire per tutto il 2010 toccando l’8,7%  per poi scendere all’8,6% nel 2011. <strong>L’inflazione, invece, salirà sia nel 2010 (1,4%) che nel 2011 (1,7%).</strong></p>
<div id="attachment_498" class="wp-caption alignnone" style="width: 491px"><img class="size-full wp-image-498 " title="WEO" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/WEO.jpg" alt="Schermata del WEO, Fondo Monetario Internazionale." width="481" height="387" /><p class="wp-caption-text">Schermata del WEO, Fondo Monetario Internazionale.</p></div>
]]></content:encoded>
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		<title>Pil Italiano 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 07:32:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pil 2010]]></category>
		<category><![CDATA[bankitalia]]></category>
		<category><![CDATA[e-coin]]></category>
		<category><![CDATA[marzo 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Come è noto le pubblicazioni Istat sul Prodotto Interno Lordo italiano avvengono una volta ogni tre mesi e risultano di enorme importanza per i mercati finanziari in quanto rispecchiano l’andamento dell’economia italiana.  Esiste un modo per controllare il Pil ogni mese? Banca D’Italia pubblica un indice chiamato €-coin che può tornare utile. Le stime dell’indicatore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come è noto le pubblicazioni Istat sul <strong>Prodotto Interno Lordo italiano </strong>avvengono una volta ogni tre mesi e risultano di enorme importanza per i mercati finanziari in quanto rispecchiano l’andamento dell’economia italiana.  Esiste un modo per controllare il Pil ogni mese? <strong><a href="http://www.bancaditalia.it/media/comsta/2010/ecoin_0310/Eurocoin_marzo_2010.pdf">Banca D’Italia pubblica un indice chiamato €-coin </a></strong>che può tornare utile. Le stime dell’indicatore di Banca d’Italia €-coin mirano infatti a prevdere il Pil prima che avvenga la pubblicazione trimestrale dell’Istat. Ecco come funziona e le stime di marzo 2010:</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-439" title="e-coin marzo 2010" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/Snapshot-2010-03-30-17-57-14.tiff" alt="e-coin marzo 2010" /></p>
<p><em>La stima di €-coin è ottenuta sfruttando un vasto insieme di serie storiche macroeconomiche (quali, ad </em></p>
<p><em>esempio, gli indici di produzione industriale, i sondaggi congiunturali, gli indicatori di domanda e gli </em></p>
<p><em>indici di borsa) da cui viene estratta l’informazione rilevante per la previsione della dinamica di fondo </em></p>
<p><em>del prodotto nell’area. </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Data la sua tempestività, la stima di €-coin precede di alcuni mesi l’uscita del dato ufficiale sulla crescita </em></p>
<p><em>del PIL nell’area rilasciata dall’Eurostat e si caratterizza per le sue buone proprietà anticipatrici del tasso </em></p>
<p><em>di crescita del PIL trimestrale al netto delle componenti erratiche e di breve periodo. </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>In particolare, l’indicatore fornisce  una stima della dinamica di fondo del PIL con le seguenti proprietà: </em></p>
<p><em>(i) ha frequenza mensile e anticipa di alcuni mesi la stima ufficiale della crescita del PIL nell’area; </em></p>
<p><em>(ii) è immune da oscillazioni di breve periodo e errori di misura che caratterizzano la crescita trimestrale </em></p>
<p><em>del PIL, segnalando così la dinamica di fondo dell’attività nell’area dell’euro.</em></p>
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