Istat 2009. Tutti i nostri post che parlano di: ‘Istat 2009’
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Pubblicato da Giacomo - 15/02/11 alle 12:02:04 pm
L’Istituto Nazionale di Statistica, italiano (Istat) nasce nel 1926 con il nome di Istituto Centrale di Statistica ed è diventato Istat soltanto nel 1989 sotto il Sistema Statistico.
L’Istat è il principale produttore di statistica ufficiale a supporto dei cittadini e dei decisori pubblici. Per statuto, la realizzazione di indagini, studi e analisi è finalizzata alla produzione di statistica ufficiale e a soddisfare il bisogno informativo espresso dalla collettività. Le rilevazioni di pubblico interesse sono stabilite dal Programma statistico nazionale, il documento che regola l’attività di produzione statistica.
L’Istat svolge un ruolo di indirizzo, coordinamento, assistenza tecnica e formazione all’interno del Sistema statistico nazionale (Sistan). Il Sistema è stato istituito con il decreto legislativo 322/89 per razionalizzare la produzione e diffusione delle informazioni e ottimizzare le risorse destinate alla statistica ufficiale. Del Sistan fanno parte l’Istat, gli uffici di statistica centrali e periferici delle amministrazioni dello Stato, degli enti locali e territoriali, delle Camere di Commercio, di altri enti e amministrazioni pubbliche, e altri enti e organismi pubblici di informazione statistica. Il lavoro di preparazione del Programma statistico nazionale viene effettuato da circoli di qualità composti da esperti provenienti dagli uffici statistici di tutto il Sistan.
L’Istituto è pienamente coinvolto nella costruzione del Sistema statistico europeo (regolamento CE 322/97) e produce informazioni che dovrebbero ispirarsi ai principi fondamentali della statistica ufficiale: imparzialità, affidabilità, pertinenza, efficienza, riservatezza e trasparenza[1]. Per garantirne la qualità, nel 2005 la Commissione europea ha adottato il Codice delle statistiche europee che fissa 15 principi chiave cui gli istituti di statistica devono attenersi nella produzione e diffusione dell’informazione statistica. Oltre i confini dell’Europa, l’Istat partecipa ai processi di standardizzazione e sviluppo della statistica internazionale.
Pubblicato da Giacomo - 09/12/10 alle 12:12:32 pm
Istat pubblica i prezzi al consumo italiani che mostrano un’inflazione moderata ma stabile del 0,2 mese su mese. L’indice prezzi al consumo dell’Istat si stabilisce a 140,4 poco al di sopra della media armonizzata europea che –come potete osservare nella nostra grafica interattiva offre un panorama eterogeneo- ma rientra dentro della media pubblicata da Eurostat come inflazione comunitaria: 1,7% anno su anno. I prezzi in Italia, continuano dunque a salire mentre la posizione italiana dentro dell’eurozona rimane stagnante grazie al controllo della politica monetaria europea da parte della BCE. Come sappiamo, l’economia europea è una realtà complessa e la velocità di recuperò di ogni paese sarà senz’altro condizionata dal modo in cui questo paese si renderà più competitivo rispetto ai vicini europei. Una svalutazione –come è stato il caso del Giappone con il prezzo del Yen- non è possibile nell’euroland e le misure di contenimento dei prezzi continueranno a funzionare finché la BCE non deciderà di sbloccare i tassi d’interesse. Una manovra che non è prevista sino alla metà del 2011.

Gli italiani cambiano menù per la crisi
Pubblicato da Giacomo - 16/11/10 alle 10:11:54 am
Ecco l’agenda del 2010 di tutti i comunicati previsti dall’Istat. Nel nostro sito troverete il commento e le notizie pià aggiornate riguardo alle statistiche dell’Istituto.
Data di rilascio
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Comunicato
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Note
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| 01 marzo 2010 |
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Occupati e disoccupati (provvisori)
Gennaio 2010 |
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| 01 marzo 2010 |
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Pil e indebitamento delle AP
Anno 2009 |
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ore 11 |
| 02 marzo 2010 |
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Prezzi al consumo (provvisori)
Febbraio 2010 |
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ore 11 |
| 04 marzo 2010 |
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Produzione nelle costruzioni
IV trimestre 2009 |
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senza briefing |
| 10 marzo 2010 |
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Produzione industriale
Gennaio 2010 |
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| 10 marzo 2010 |
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Conti economici trimestrali
IV trimestre 2009 |
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ore 11 |
| 12 marzo 2010 |
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Retribuzioni di fatto e costo del lavoro (OROS)
IV trimestre 2009 |
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| 15 marzo 2010 |
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Esportazioni regioni italiane
1/12 2009 |
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senza briefing |
| 16 marzo 2010 |
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Prezzi al consumo
Febbraio 2010 |
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| 18 marzo 2010 |
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Commercio estero
Gennaio 2010 |
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| 19 marzo 2010 |
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Fatturato e ordinativi dell’industria
Gennaio 2010 |
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| 22 marzo 2010 |
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Commercio estero extra UE
Febbraio 2010 |
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senza briefing |
| 24 marzo 2010 |
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Occupati e disoccupati
IV trimestre 2009 |
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| 25 marzo 2010 |
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Commercio al dettaglio
Gennaio 2010 |
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| 30 marzo 2010 |
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Fatturato di alcuni servizi
IV trimestre 2009 |
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senza briefing |
| 31 marzo 2010 |
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Prezzi alla produzione dell’industria
Febbraio 2010 |
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| 31 marzo 2010 |
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Prezzi al consumo (provvisori)
Marzo 2010 |
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ore 11 |
| 31 marzo 2010
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Occupati e disoccupati (provvisori)
Febbraio 2010 |
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ore 12 |
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Continua a leggere L’agenda Istat del 2010…
Pubblicato da Giacomo - 21/10/10 alle 04:10:31 pm
A continuazione analizzeremo un indice Istat 2009.

L’indice nazionale Istat riguarda il mese di dicembre 2009, nonché i prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi; questo indice si usa anche per fare le rivalutazioni dei canoni di affitto e degli assegni di mantenimento. Possiamo osservare che nel dicembre 2009 tale indice è stato pari al 135,8 e la sua variazione era di:
* più 0,1 per cento rispetto a novembre 2009
* più 1,0 per cento rispetto a dicembre 2008
* più 3,0 per cento rispetto a dicembre 2007
La formula che è stata usata per il calcolo della variazione percentuale tra due indici è la seguente:
Var. % = [ ( Indice più recente / Indice più vecchio ) * Coefficiente di raccordo ] * 100 – 100
Inoltre si ricorda che:
- il coefficiente di raccordo si usa nel caso di calcolo di indici con basi diverse
- bisogna utilizzare i risultati intermedi a 4 decimali e arrotondare il risultato finale alla prima cifra decimale
In base a questo indice Istat 2009 (dicembre), se dobbiamo determinare il trattamento di fine rapporto (TFR) maturato sin ora, nel caso di cessazione del rapporto di lavoro fra il 15 dicembre 2009 e il 14 gennaio 2010, dobbiamo rivalutare la quota accantonata in data 31 dicembre 2008; tale rivalutazione corrisponde a +2,224907%.
ima
Pubblicato da admin - 15/07/10 alle 04:07:51 pm
Se dobbiamo fare un post riassuntivo che tratti dei dati Istat 2009, possiamo farlo iniziando a parlare di un dato esorbitante, ovvero del crollo del fatturato nell’industria italiana. Ricordando a tutti che nel 2009 stavamo in piena crisi finanziaria e che non sono pochi quelli che han dovuto “chiudere ditta”, “ridurre il personale” o peggio ancora “chiudere per fallimento”, troviamo un dato che riguarda il meno 18,7% di fatturato rispetto al 2008. Una cifra niente affatto insignificante, si tratta del peggior dato pervenuto dal 2000!

Sembra, ad ogni modo, che tale crisi non abbia influenza sulla longevità degli italiani, effettivamente l’Istat 2009 registra una mortalità pari al 9,8 per mille, ovvero 588.000, una cifra mai registrata dal dopoguerra. Quindi se da una parte la “vita è dura”, dall’altra è anche “più lunga”, grazie soprattutto al miglioramento delle condizioni di sopravvivenza. Gli uomini possono sperare di raggiungere i 78,9 anni, mentre le donne 84,2, nonostante per taluni siano ritenute il sesso debole ma che stando ai dati statistici si rivela esattamente l’opposto.
Un’altra ovvia conseguenza della crisi è stato il crollo del turismo, rispetto al 2008, la diminuzione dei viaggi è stata pari all’8%.
E se il turismo non è andato molto, quelli che continuano ad arrivare sono gli stranieri, 360.000 ingressi nel 2009, persone che, lavorando in “nero” per “pochi soldi”, contribuiscono in maniera negativa all’economia del paese, e se già gli italiani stavano senza lavoro, ora devono adeguarsi e farsi pagare una “manciata di polvere in faccia”. Questo, ahimé, si riflette nella vita di tutti i giorni, anche con episodi spiacevoli che abbiamo potuto seguire alla tv.
Pubblicato da Giacomo - 01/06/10 alle 03:06:13 pm
Secondo l’Ocse il Pil italiano è salito nel primo semestre del 2010 allo 0,5%. Un dato che a confronto con la media dell’Unione Europea batte il resto di nazioni e fondamenta l’idea del recupero economico nel 2010. La crescita dell’economia italiana sembrerebbe avviata visto che su base annua il Pil italiano è visto in rialzo dello 0,6% quando l’ultimo dato del 2009 (il quarto trimestre) era del -2,8%.

Prodotto Interno Lordo. Fonte: vocearancio.ingdirect.it
Anche se il dato è incoraggiante non lo sono le cifre globali. La crescita dei paesi del G7 si attesta, sempre secondo le estime dell’Ocse al 0,7%. Nell’unione però questa crescita non arriva allo 0,2%. Un gap che evidenzia mese su mese come nell’unione le velocità di recupero sono diverse. La differenza cresce. Soprattutto per paesi come Spagna, Irlanda o Grecia che devono prima pensare al taglio dei costi pubblici e ad una sforbiciata seria al deficit che hanno accumulato negli ultimi anni che a rilanciare l’economia nazionale o modificare grossi problemi come le alte cifre di disoccupazione.
L’Italia in quel senso parte in vantaggio. La manovra finanziaria recentemente approvata dal governo scommette –secondo gli esperti- su misure più coerenti con la zavorra che appesantisce il recupero. L’Italia, vista dall’estero, sembra conoscere meglio la propria economia e adotta misure che favoriranno un recupero più veloce. Combattere l’evasione fiscale e l’economia sommersa sono battaglie dove in Italia è facile ottenere dei risultati. Sfortunatamente, come in Spagna è sempre più pericoloso il tasso di disoccupazione in Italia, cresce l’eterna ombra delle aziende che scappano all’estero. Aziende italiane che non rimangono in Italia.
Data di pubblicazione: June 1, 2010
Categorie: Istat 2009, Istat 2010, Pil 2010
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Tags: il pil italiano 2010, Pil, Pil 2010, pil italia 2009, Pil italia 2010, Pil Italiano, previsioni pil italiano, stime italiane pil
Pubblicato da Giacomo - 17/05/10 alle 01:05:58 pm
Ad aprile è salita l’inflazione italiana di un moderato 0,4% attestandosi a 1,5% secondo quanto pubblicato dall’Istat lo scorso venerdì. Un rialzo preoccupante per gli italiani visto che il panorama per l’euro continua ad essere nero fitto (leggia anche La Crisi dell’Euro) e le misure di austerità nei conti pubblici stanno per arrivare anche da noi. Il dato più preoccupante di venerdì scorso è stato –a nostro avviso- quello della voce “spesa di tutti i giorni” che cresce secondo l’Istat di un +2,2% ad aprile 2010.
Le stime per i mesi prossimi sono di una sostenuta crescita di questo indice e dell’inflazione in generale. Mentre i prezzi salgono però, non cresce il potere di acquisto degli italiani e uscire dalla crisi diventerà sempre più una corsa agonistica (nell’arco del periodo 2009-2012) piuttosto che uno srpint di un solo anno (2010) come si era annunciato.

La fragilità della Bilancia Italiana. Pic: The Economist
In Italia non si tratta comunque di un caso di tagli come quello della crisi spagnola, tuttavia i tagli sono alle porte e il continuo crescere dell’inflazione, sommato al fatto che la nostra moneta è sempre più debole e in che in aggiunta dovremo compiere con normative europee di controllo del deficit e tagliare di sana pianta la spesa pubblica potrebbero portarci ad incrementare i nostri problemi per arrivare alla fine del mese con qualcosa in tasca.
Sul fronte europeo abbiamo ricevuto le parole di conforto della Banca Centrale Europea che sabato assicurava di “non essere disposta a tollerare una forte l’inflazione in Europa”. Lo diceva Jean Claude Trichet presidente della BCE che spiegava che « verranno effettuati correttivi appropriati per evitare che dal programma recentemente lanciato di acquisti di titoli di Stato dell’area euro derivino effetti distorsivi sulla linea di politica monetaria».
Cioè che i prezzi non saliranno. Al meno non al di fuori del ratio che la BCE sarà disposta a tollerare. Tuttavia Trichet ha dovuto aggiungere a queste parole di conforto le brutte notizie con queste altre parole: «richiamo solennemente i paesi a operare programmi idonei a ristabilire situazioni di bilancio solide. Non è vero che la disciplina di bilancio danneggia la crescita: è esattamente l’opposto. Senza un bilancio solido non c’è fiducia nell’economia, e senza fiducia non c’è ripresa».
Santa ragione. Soltanto che la ripresa con misure di taglio come quelle proposte dalla BCE per la Spagna sarà molto più lenta e dolorosa che senza; per non parlare del calvario che spetta a quella povera gente in Grecia che per arrivare a fine mese non riceverà dallo stato neanche un quattrino per molti anni. E noi siamo i prossimi.
Data di pubblicazione: May 17, 2010
Categorie: Indice Istat, Indice Prezzi 2009, Indice Prezzi 2010, Istat 2009, Istat 2010
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Tags: arrivare a fine mese, BCE, crisi euro, crisi spagna, inflazione euro zona, inflazione italia, inflazione italiana, politica monetaria, stipendio, tagli deficit
Pubblicato da Giacomo - 30/04/10 alle 11:04:51 am
Per calcolrare il tasso d’inflazione in italia è necessario conoscere la variazione dei prezzi al consumo. L’Istat pubblica oggi le stime per l’indice dei prezzi al consumo dell’intera colletività (NIC). Secondo l’istituto l’indice presenta “ una variazione di più 0,4 per cento rispetto al mese di marzo e di più 1,5 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente”.

Documento Istat sulle stime provvisorie
In base alla stima provvisoria dice l’Istat, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra nel mese di aprile una variazione di più 0,9 per cento rispetto al mese precedente e una variazione di più 1,6 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
Alcune caratteristiche dell’IPCA, prosegue l’stituto di statistica italiano, ed in particolare il fatto che tale indice tiene conto, diversamente dall’indice nazionale NIC, anche delle riduzioni temporanee di prezzo (saldi e promozioni), possono determinare in alcuni mesi dell’anno andamenti congiunturali significativamente diversi da quelli dell’indice nazionale.
Data di pubblicazione: April 30, 2010
Categorie: Indice Prezzi 2009, Indice Prezzi 2010, Istat 2009, Istat 2010
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Tags: calcolo istat, inflazione, IPCA, istat, italia, NIC, prezzi al consumo, stima provvisoria, stime istat
Pubblicato da Giacomo - 10/03/10 alle 11:03:36 am
Rispetto al mese di dicembre del 2009 la Produzione Industriale Italiana è aumentata del 2,6%. La meda dell’ultimo trimestre non ha subito variazioni rispetto allo stesso periodo precedente. L’aumento tendeziale è stato del 0,1% corretto per gli effetti di calendario. L’indice grezzo della produzione industriale ha registrato una diminuzione del 3,3 per cento rispetto a gennaio 2009.

Pubblicato da Giacomo - 09/03/10 alle 06:03:12 pm
Domani 10 marzo Conti economici trimestrali IV trimestre 2009. Che cosa sono? Ecco subito un esempio dei conti economici trimestrali precedenti e di cosa troverete sul sito Istat:

Nel terzo trimestre del 2009 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2000, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,6 per cento rispetto al trimestre precedente ed è diminuito del 4,6 per cento rispetto al terzo trimestre del 2008. Tali risultati confermano la stima preliminare del PIL diffusa lo scorso 13 novembre. Il terzo trimestre del 2009 ha avuto quattro giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente ed una giornata lavorativa in più rispetto al terzo trimestre del 2008.
Nel terzo trimestre il PIL è aumentato in termini congiunturali dell’1,2 per cento in Giappone, dello 0,7 per cento negli Stati Uniti ed in Germania, dello 0,3 per cento in Francia, mentre è diminuito dello 0,3 per cento nel Regno Unito. In termini tendenziali, il PIL è diminuito del 2,4 per cento in Francia, del 2,5 per cento negli Stati Uniti, del 4,4 per cento in Giappone, del 4,8 per cento in Germania e del 5,1 per cento nel Regno Unito. Nel complesso, il PIL dei paesi dell’area Euro è cresciuto dello 0,4 per cento in termini congiunturali ed è diminuito del 4,1 per cento in termini tendenziali.
Viene dal sito Istat