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Pubblicato da Salvatore - 22/06/11 alle 11:06:48 pm
Le indagini svolte dall’Istat per rilevare i prezzi al consumo e calcolare i relativi numeri indici per la misura dell’inflazione, si basano su un paniere di beni e servizi che rappresentano quelli prevalentemente acquistati dal complesso delle famiglie.
Il paniere è stato interessato, nel corso degli anni, da profonde modificazioni, dettate dalla necessità di adeguare le rilevazioni statistiche dei prezzi al consumo ai mutamenti avvenuti nelle abitudini e necessità di spesa degli italiani.
Dal 1928 al 1998 la metodologia di calcolo dei numeri indici dei prezzi al consumo si è fondata sulla base di calcolo fissa. In questo periodo, quindi, lo stesso paniere di prodotti veniva mantenuto invariato per un certo numero di anni. Complessivamente, dal 1928 al 1998 sono stati utilizzati 10 diversi panieri.
A partire dal 1999 la metodologia dei numeri indici dei prezzi al consumo è cambiata: dalla base fissa si è passati ad una base mobile di calcolo, definita a dicembre di ogni anno per il calcolo dell’inflazione nell’anno seguente. Conseguentemente, dal 1999 il paniere viene modificato ogni anno.
L’Istat pubblica ora, in un’unica tavola, la struttura di tutti i panieri utilizzati per le rilevazioni mensili sui prezzi al consumo, partendo da quello relativo all’anno 1928 e arrivando a quello del 2011. L’evoluzione storica della composizione del paniere riflette, oltre che lo sviluppo degli strumenti di misurazione statistica dell’inflazione, anche i cambiamenti intervenuti nel corso degli anni nei comportamenti di acquisto da parte dei consumatori.
Pubblicato da Salvatore - 17/05/11 alle 12:05:53 am
Per il calcolo indice istat locazioni occorre moltiplicare la vecchia rata per i fattori sotto resi per conseguire quella aggiornata. Calcolo indice istat locazioni. Per ricalcolare il canone di locazione bisogna adoperare, salvo patti contrari riportati sul contratto, l’ultimo indice Istat foi al netto dei tabacchi divulgato sulla Gazzetta Ufficiale alla data di termine del contratto. Se un contratto è stato stipulato il primo giugno, si adopererà l’indice di aprile, o invece, con l’accordo delle parti, si prorogherà il canone al momento della pubblicazione dell’indice del mese di scadenza del contratto, completando le mensilità arretrate.
Rivalutazione annuale del 75%: moltiplica il vecchio affitto per 1,01725
Rivalutazione annuale del 100%: moltiplica il vecchio affitto per 1,023
ATTENZIONE! A meno di accordi diversi con l’indice istat foi di febbraio 2011 (pubblicati il 16 marzo e quindi non disponibili prima di questa data) si rivalutano gli affitti di aprile 2011.
Rivalutazione affitto Gennaio 2011
Rivalutazione annuale del 75%: moltiplica il vecchio affitto per 1,0165
Rivalutazione annuale del 100%: moltiplica il vecchio affitto per 1,022
ATTENZIONE! A meno di accordi diversi con l’indice istat foi di gennaio 2011 si rivalutano gli affitti di marzo 2011.
La crescita dell’economia italiana ha accelerato nel secondo trimestre al 0,3% dopo essere stato particolarmente lento nel primo trimestre, secondo le stime preliminari Venerdì rilasciato dall’Istituto di statistica ISTAT. La crescita dell’economia italiana ha accelerato nel secondo trimestre al 0,3% dopo essere stato particolarmente lento nel primo trimestre, secondo le stime preliminari Venerdì rilasciato dall’Istituto di statistica ISTAT.
Questo dato è in linea con le aspettative degli economisti ‘, secondo un consenso stabilito dalla Dow Jones Newswires. Una crescita del 0,1% nel primo trimestre, ma è stato particolarmente basso rispetto al livello del 0,9% in Francia e che del 1,5% in Germania. Su base annua, il PIL italiano è cresciuto dello 0,8% nel secondo trimestre, l’Istat ha detto in un comunicato. La crescita nel secondo trimestre è il risultato di “un calo del valore aggiunto dell’agricoltura e un aumento del valore aggiunto dell’industria e dei servizi”, ha detto Istat, senza elaborare. Per l’intero anno, il governo di Silvio Berlusconi ha messo su una crescita del 1,1%. Pressato dai datori di lavoro e sindacati, Berlusconi ha detto Giovedì l’adozione entro la fine di settembre, di un “patto” per stimolare l’economia in modo da rassicurare i mercati finanziari, preoccupati che l’Italia è la prossima vittima di la crisi del debito. Mentre la crescita lenta è il tallone di Achille della penisola, le organizzazioni internazionali come l’OCSE e il FMI, le istituzioni europee o la Banca d’Italia, regolarmente chiamata il governo ad attuare le riforme strutturali audaci.
l deficit commerciale d’Italia nei confronti di paesi esterni all’Unione europea (UE) è aumentato nel mese di febbraio a 2745000000 € contro 1.827 milioni un anno prima, secondo le ultime cifre pubblicate dall’Istituto Italiano Istituto Nazionale Statistica (Istat). Il deficit, invece, hanno registrato una diminuzione rispetto a quello registrato nel mese di gennaio ed era salito a 5,8 miliardi, nota l’Istat in un comunicato. Questo aumento del deficit è dovuto ad un aumento delle importazioni dai paesi extra-UE dal 25,6% nel febbraio dell’anno dopo anno, mentre le esportazioni sono cresciute nello stesso tempo del 21,2%.
Pubblicato da Salvatore - 07/05/11 alle 01:05:00 am
In corrispondenza di ogni anno, nella prima riga sono riportati gli indici istat, mentre nella riga seguente, in corrispondenza del segno di percentuale (%), è già individuate la percentuali di aumento del singolo mese sul correlativo mese dell’anno antecedente.
Tali percentuali sono adoperabili in tutti quei casi (rivalutazioni mutui, assegni al coniuge, contratti o altro) che richiedono adattamenti sulla base del costo della vita al 100%, mentre per quei contratti di affitto che lo prevedono, è sufficiente quantificare il 75% della percentuale di aumento per conseguire l’ aumento di valore del canone di locazione. Adesso pubblichiamo i dati forniti dall’Istat per quanto concerne l’andamento del costo della vita nel tempo.
anno
gen
feb
mar
apr
mag
giu
lug
ago
set
ott
nov
dic
1995 (base 100)
Base di riferimento: 1995 = 100
1996 %
102,4
5,5
102,7
5,0
103,0
4,5
103,6
4,5
104,0
4,3
104,2
3,9
104,0
3,6
104,1
3,4
104,4
3,4
104,5
3,0
104,8
2,6
104,9
2,6
1997 %
105,1
2,6
105,2
2,4
105,3
2,2
105,4
1,7
105,7
1,6
105,7
1,4
105,7
1,6
105,7
1,5
105,9
1,4
106,2
1,6
106,5
1,6
106,5
1,5
1998 %
106,8
1,6
107,1
1,8
107,1
1,7
107,3
1,8
107,5
1,7
107,6
1,8
107,6
1,8
107,7
1,9
107,8
1,8
108,0
1,7
108,1
1,5
108,1
1,5
1999 %
108,2
1,3
108,4
1,2
108,6
1,4
109,0
1,6
109,2
1,6
109,2
1,5
109,4
1,7
109,4
1,6
109,7
1,8
109,9
1,8
110,3
2,0
110,4
2,1
2000 %
110,5
2,1
111,0
2,4
111,3
2,5
111,4
2,2
111,7
2,3
112,1
2,7
112,3
2,7
112,3
2,7
112,5
2,6
112,8
2,6
113,3
2,7
113,4
2,7
2001
%
113,9
3,1
114,3
3,0
114,4
2,8
114,8
3,1
115,1
3,0
115,3
2,9
115,3
2,7
115,3
2,7
115,4
2,6
115,7
2,6
115,9
2,3
116,0
2,3
2002
%
116,5
2,3
116,9
2,3
117,2
2,4
117,5
2,5
117.7
2,3
117.9
2,3
118,0
2,3
118,2
2,5
118,4
2,6
118,7
2,6
119,0
2,7
119,1
2,7
2003
%
119,6
2,7
119,8
2,5
120,2
2,6
120.4
2,5
120,5
2,4
120,6
2,3
120,9
2,5
121,1
2,5
121,4
2,5
121,5
2,4
121,8
2,4
121,8
2,3
2004
%
122,0
2,0
122,4
2,2
122,5
1,9
122,8
2,0
123,0
2,1
123,3
2,2
123,4
2,1
123,6
2,1
123,6
1.8
123,6
1,7
123,9
1,7
123,9
1,7
2005
%
123,9
1,6
124,3
1,6
124,5
1,6
124,9
1,7
125,1
1,7
125,3
1,6
125,6
1,8
125,8
1,8
125,9
1,9
126.1
2,0
126,1
1,8
126,3
1,9
2006
%
126,6
2,2
126,9
2,1
127,1
2,1
127,4
2,0
127,8
2,2
127,9
2,1
128,2
2,1
128,4
2,1
128,4
2,0
128,2
1,7
128,3
1,7
128,4
1,7
2007
%
128,5
1,5
128,8
1,5
129,0
1,5
129,2
1,4
129,6
1,4
129,9
1,6
130,2
1,6
130,4
1,6
130,4
1,6
130,8
2,0
131,3
2,3
131,8
2,6
2008
%
132,2
2,9
132,5
2,9
133,2
3,3
133,5
3,3
134.2
3.5
134,8
3,8
135,4
4,0
135,5
3,9
135,2
3,7
135,2
3,4
134,7
2,6
134,5
2,0
2009
%
134,2
1,5
134,5
1,5
134,5
1,0
134,8
1,0
135,1
0,7
135,3
0,4
135,3
-.,1
135,8
0,2
135,4
0,1
135,5
0,2
135,6
0,7
135,8
1,0
2010
%
136,0
1,3
136,2
1,3
136,5
1,5
137,0
1,6
137,1
1,5
137,1
1,3
137,6
1,7
137,9
1,5
137,5
1,6
137,8
1,7
137,9
1,7
138,4
1,9
Base di riferimento: 2010 = 100 Coeffic. di raccordo Base 1995 e Base 2010 = 1,3730
Per chi ha un contratto di affitto, la scadenza annuale rappresenta sempre un appuntamento “importante”. E’ il momento nel quale arriva anche la richiesta di adeguamento all’indiceIstat per tutti quei contratti che prevedono l’indicizzazione.
Contratti a canone concordato (3+2 anni). Per questa tipologia di contratti la legge prevede l’adeguamento annuale allo 0,75% dell’indice Istat. Il testo del contratto, che va stipulato sul modello ministeriale, non stabilisce espressamente che l’adeguamento debba avvenire sulla base della richiesta del locatore, ma neppure che si tratti di aumento automatico. Considerato che per legge non si possono inserire nel contratto clausole peggiorative per il conduttore, si applica in questo caso quello che è previsto per le locazioni commerciali, ossia che il canone aggiornato è dovuto solo se richiesto, a partire dal mese successivo. Il proprietario che si è dimenticato di chiedere l’aggiornamento, ha in qualunque momento la possibilità di richiederlo.
Contratti “liberi”: con aumento automatico dovuti anche gli arretrati. Nel caso dei contratti liberi (4+4 anni), occorre prestare particolare attenzione alle clausole che vengono scritte a proposito degli aggiornamenti.
Se viene specificato che l’aggiornamento è dovuto “a richiesta” valgono le regole appena viste per i contratti concordati, ovvero nessun aumento è dovuto se non espressamente chiesto e in caso di dimenticanza non si debbono pagare arretrati ma solo il canone aggiornato in base agli aumenti scattati a partire dalla data di riferimento.
Invece se il contratto contiene formule quali “adeguamento automatico senza richiesta del proprietario” è l’inquilino a doversi fare carico di pagare il canone aumentato a partire dal primo anno successivo alla data di stipula del contratto, senza necessità di richiesta. E se non lo fa, il proprietario ha diritto non solo all’aumento dalla scadenza annuale in poi ma anche a tutti gli arretrati proprio perché l’aggiornamento era contrattualmente dovuto.
Locazioni commerciali: richiesta retroattiva fino a cinque anni ma senza arretrati. La prescrizione quinquennale vale anche nel caso delle locazioni commerciali. Per questo tipo di contratto l’articolo 32 della legge sull’equo canone, nella parte tutt’ora in vigore su diritti e doveri di proprietario e inquilino e locazioni commerciali, stabilisce che “Le parti possono convenire che il canone di locazione sia aggiornato annualmente su richiesta del locatore per eventuali variazioni del potere di acquisto della lira.
L’indice di riferimento dell’andamento dei prezzi che serve per il calcolo dell’adeguamento del canone è pubblicato tutti i mesi sulla Gazzetta Ufficiale il 15 del mese successivo a quello a cui si riferisce – ad esempio l’indice di settembre sulla Gazzetta di ottobre e così via – e sul sito è possibile trovare la serie storica dal 1947
Il paniere 2011 è composto da 1.377 prodotti, che si riaggregano in 591 posizioni rappresentative; su queste vengono calcolati mensilmente i relativi indici dei prezzi al consumo. Recordemos que para el calculo del istat 2011 se deben tener en cuenta dicha canasta de bienes y servicios
Tablet PC, Ingresso ai parchi nazionali, ai giardini zoologici e botanici, Servizi di trasporto extraurbano multimodale integrato, Fast food etnico, Salmone affumicato. Esce la posizione Noleggio DVD.
Tra le posizioni, già contenute nell’indice precedente, che vengono diffuse per effetto della nuova classificazione ci sono i Servizi di telefonia mobile (traffico voce ed sms) e i Servizi internet da rete mobile.
A partire dai dati di gennaio 2011 la base di riferimento dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) è il 2010 (la base precedente era 1995=100).
Leggendo la circolare dell’INPS numero 18 del 05/02/2010 possiamo notare sin da subito che l’INPS stesso ha aggiornato i valori dei massimali per la cassa integrazione guadagni, la mobilità e l’indennità di disoccupazione; rivalutazione ottenuta secondo l’indice Istat.
E citiamo subito una novità:Dal primo gennaio 2010 anche la rivalutazione annuale dei trattamenti di disoccupazione per l’edilizia si fa secondo quanto indica l’art. 1, comma 27, della legge n. 247 del 24 dicembre 2007.
Un’altra estensione comunicata riguarda la finanziaria 2010.
Nella circolare si citano anche gli importi massimi mensili e la retribuzione mensile di riferimento, oltre questa si può attribuire il massimale più alto. Detto importo, per i lavoratori aventi diritto al trattamento speciale di disoccupazione per l’edilizia (secondo la Legge del 6 agosto 1975, n. 427), per l’anno 2010 ammonta a 583,84 euro lordi, ovvero sia 549,74 euro netti (al netto della riduzione del 5,84 per cento). Per chi ha diritto all’indennità ordinaria di disoccupazione non agricola con requisiti normali e, sempre se non usa la riduzione citata nell’articolo 26 della Legge 41/86, detti importi per l’anno in corso sono pari ad euro 892,96 e ad euro 1073,25.
Queste sono dunque le novità che ci fa conoscere l’INPS in base alla rivalutazione indice Istat.
L’Istituto Nazionale di Statistica, italiano (Istat) nasce nel 1926 con il nome di Istituto Centrale di Statistica ed è diventato Istat soltanto nel 1989 sotto il Sistema Statistico.
L’Istat è il principale produttore di statistica ufficiale a supporto dei cittadini e dei decisori pubblici. Per statuto, la realizzazione di indagini, studi e analisi è finalizzata alla produzione di statistica ufficiale e a soddisfare il bisogno informativo espresso dalla collettività. Le rilevazioni di pubblico interesse sono stabilite dal Programma statistico nazionale, il documento che regola l’attività di produzione statistica.
L’Istat svolge un ruolo di indirizzo, coordinamento, assistenza tecnica e formazione all’interno del Sistema statistico nazionale (Sistan). Il Sistema è stato istituito con il decreto legislativo 322/89 per razionalizzare la produzione e diffusione delle informazioni e ottimizzare le risorse destinate alla statistica ufficiale. Del Sistan fanno parte l’Istat, gli uffici di statistica centrali e periferici delle amministrazioni dello Stato, degli enti locali e territoriali, delle Camere di Commercio, di altri enti e amministrazioni pubbliche, e altri enti e organismi pubblici di informazione statistica. Il lavoro di preparazione del Programma statistico nazionale viene effettuato da circoli di qualità composti da esperti provenienti dagli uffici statistici di tutto il Sistan.
L’Istituto è pienamente coinvolto nella costruzione del Sistema statistico europeo (regolamento CE 322/97) e produce informazioni che dovrebbero ispirarsi ai principi fondamentali della statistica ufficiale: imparzialità, affidabilità, pertinenza, efficienza, riservatezza e trasparenza[1]. Per garantirne la qualità, nel 2005 la Commissione europea ha adottato il Codice delle statistiche europee che fissa 15 principi chiave cui gli istituti di statistica devono attenersi nella produzione e diffusione dell’informazione statistica. Oltre i confini dell’Europa, l’Istat partecipa ai processi di standardizzazione e sviluppo della statistica internazionale.
Il Corriere della Sera pubblica oggi – Festa della Donna- un articolo sulla difficile situazione nel mercato del lavoro per le donne italiane. Il dato: il 64% delle donne è disoccupata e soltanto il 73% lavora dopo la prima gravidanza e il 15% abbandona dopo il secondo figlio.
I dati del quotidiano provengono dalla ricerca Manageritalia sui dati Istat e Isfol sulla disoccupazione italiana. Sul sito di Manageritalia troviamo questo articolo:
È un po’ presto per parlare dell’indice Istat 2010, ma quello che sì possiamo fare è avvicinare il lettore a un quadro generale riguardante le principali novità del paniere su cui si basano i calcoli dell’inflazione, secondo le note rilasciate dallo stesso Istituto Nazionale di Statistica.
Il primo indice Istat 2010 riguarda le spese per le badanti e per gli interventi medici privati; questi entrano nel paniere, mentre escono i fiammiferi, le lampadine a incandescenza e le riparazioni degli orologi.
Ora però, ci troviamo di fronte a nuove categorie e rilevazioni; effettivamente il paniere dell’anno 2010 avrà ben 521 categorie rappresentative, con 1206 beni e servizi. Ogni mese si faranno 565mila rilevazioni delle quotazioni di prezzo, 500mila delle quali sul territorio italiano e inviate all’Istat attraverso i vari uffici comunali di statistica; le rimanenti 65mila, invece, saranno fatte in maniera centralizzata dall’Istituto stesso. Per quanto riguarda le indagini, queste verranno fatte su un totale di 41.000 punti vendita distribuiti su tutto il territorio italiano; mentre per i canoni di affitto, le abitazioni prese in considerazione saranno circa 8200.
Non ci resta che pazientare qualche mese per poter valutare e confrontare i vari grafici dei prezzi, sia nei mesi relativi al presente anno che in confronto ai mesi dell’anno 2009 e 2008.La crescita dell’economia italiana ha accelerato nel secondo trimestre al 0,3% dopo essere stato particolarmente lento nel primo trimestre, secondo le stime preliminari Venerdì rilasciato dall’Istituto di statistica ISTAT. La crescita dell’economia italiana ha accelerato nel secondo trimestre al 0,3% dopo essere stato particolarmente lento nel primo trimestre, secondo le stime preliminari Venerdì rilasciato dall’Istituto di statistica ISTAT.
L’Italia aveva la fine del 2010 più di otto milioni di persone vivono in povertà, ha annunciato oggi l’Istituto Nazionale di Statistica (Istat), mentre il Parlamento deve adottare un piano di austerità che interesserà ancora di più il della popolazione. Gli ultimi dati, 8.272.000 persone pari al 13,8% della popolazione sono considerate “relativamente poveri”, vale a dire avere un reddito inferiore a € 992,46 al mese per due persone, in crescita rispetto ai 7.810 mila persone, pari al 13,1% della popolazione considerata povera e la fine del 2009. povertà relativa è aumentata, tra le altre cose, tra le famiglie con cinque o più membri, dal 24,9% al 29 , il 9% e tra le famiglie monoparentali dal 11,8% al 14,1%. Si verifica anche tra le famiglie con tre o più figli minori, così come nelle case per anziani in cui un solo membro ha una pensione.
Anche l’Italia ha 3.129 mila persone, pari al 5,2% della popolazione che vive in “povertà assoluta”, una figura relativamente immutato dal 2009, quando questi individui sono stati 3,074 milioni. La “povertà assoluta” si caratterizza per l’incapacità di pagare beni e servizi considerati “essenziali” per un “minimo accettabile” viva e varia a seconda della località italiane, la vita è più conveniente rispetto al sud nel nord, o la tipologia della famiglia. Istat rilasciato i suoi dati, mentre la Camera dei Rappresentanti si appresta a dare il via libera definitivo a un piano di austerità di quasi € 48000000000 in quattro anni. Tra le misure impopolari del piano per ridurre il deficit comprendono l’introduzione di canoni di utenza, congelamento salari e l’assunzione di personale, una grave riduzione degli ammortamenti delle misure locali e stringendo sulle pensioni.
Un argomento che sta particolarmente a cuore a tutti quelli che abbiamo qualche investimento nel mondo della finanza è l’attendibilità dell’informazione finanziaria e l’indipendenza delle istituzioni che la diffondono. L’Istat è per molti una istituzione tra le più rispettabili d’europa – ve lo dice un giornalista straniero che vede l’italia dall’estero- ma gli sforzi per rendere l’istituto sempre più indipendenti dale istituzioni legate alla politica non vanno mai abbandonati. Su questo argomento ci schieriamo con Orazio Carabini e il suo testo sul soe 24ore per la difesa di una maggiore indipendenza per l’Istat.