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	<title>Indice Istat &#187; Statistiche Italiane</title>
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		<title>Privatizzazione e servizi pubblici (4°parte)</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 23:02:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Settore Servizi]]></category>

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		<description><![CDATA[
La novità della privatizzazione consiste dunque nel fatto di introdurre massicciamente la regolazione di mercato in un assetto di rapporti tra stato e fornitori privati sino ad ora fortemente improntato ad una regolazione autoritaria dello stato oppure a forme di concertazione neo-corporative.  Entrambi questi modelli di regolazione sono radicati, nel quadro europeo, in culture [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://www.solforoso.com/files/2009/11/Privatizzazione-acqua1.jpg" alt="" width="375" height="500" /></p>
<p>La novità della privatizzazione consiste dunque nel fatto di introdurre massicciamente la regolazione di mercato in un assetto di rapporti tra stato e fornitori <a href="http://www.indiceistat.it/privatizzazione-e-servizi-pubblici-3%C2%B0parte/">privati </a>sino ad ora fortemente improntato ad una regolazione autoritaria dello stato oppure a forme di concertazione neo-corporative.  Entrambi questi modelli di <a href="http://www.indiceistat.it/privatizzazione-e-servizi-pubblici/">regolazione </a>sono radicati, nel quadro europeo, in culture e reti di <a href="http://www.indiceistat.it/privatizzazione-e-servizi-pubblici-2%C2%B0parte/">relazione </a>tra soggetti pubblici e privati fortemente consolidati nel tempo e cristallizzati in specifici assetti istituzionali. Sono proprio questi assetti istituzionali ad essere messi in crisi dal tentativo massiccio di introdurre le regole  della competizione economica in un campo di politiche e di assetti organizzativi che ne era precedentemente quasi del tutto sprovvisto. In crisi va innanzitutto il modello di welfare mix a dominanza pubblica, ovvero fondato su un forte potere regolativo dello stato sulle organizzazioni private e nonprofit adibite alla fornitura dei servizi.<br />
<img class="aligncenter" src="http://www.vivalaporrettanaviva.org/blog/wp-content/uploads/2011/08/sostenibilit%C3%A0.jpg" alt="" width="590" height="400" />Si tratta di un modello definito alcuni anni fa da Wolch come &#8220;stato ombra&#8221; {sbadata state) e particolarmente sviluppato in Gran Bretagna (almeno sino alla svolta introdotta dal governo Thatcher), nei paesi <a href="http://www.indiceistat.it/privatizzazione-e-servizi-pubblici-3%C2%B0parte/">scandinavi</a>, ma anche in alcuni paesi dell&#8217;Europa continentale (come la Francia, ad esempio). Secondo Wolch, lo stato ombra è «un insieme di agenzie ausiliarie, costituite separatamente dallo <a href="http://www.indiceistat.it/privatizzazione-e-servizi-pubblici-2%C2%B0parte/">stato</a>, che mantengono funzioni che sono <a href="http://www.indiceistat.it/privatizzazione-e-servizi-pubblici/">caratteristiche </a>dell&#8217;apparato statale» i l cui coinvolgimento nelle politiche di welfare conduce ad «un&#8217;estensione e differenziazione dell&#8217;intervento statale non riduce ma estende l&#8217;influenza e il controllo dell&#8217;amministrazione pubblica sulle organizzazioni nonprofit, che costituiscono &#8220;agenti pubblici&#8221; a tutti gli effetti. Nel modello dello &#8220;stato ombra&#8221; le organizzazioni private e del terzo settore sono generosamente sostenute da finanziamenti pubblici. Al sostegno finanziario dello stato si accompagna anche una forte regolazione pubblica, la cui finalità è quella di influenzare i contenuti</p>
<p>dei servizi offerti dai fornitori privati in modo da renderli coerenti con gli obiettivi della programmazione pubblica. Ciò tuttavia ha progressivamente assoggettato i fornitori privati di servizi ai fenomeni organizzativi tipici delle amministrazioni pubbliche, come la trasformazione dei fini e la burocratizzazione interna. Assumendo progressivamente le sembianze di un&#8217;agenzia pubblica, i fornitori privati hanno inoltre perso parte delle loro qualità tradizionali, come la flessibilità, l&#8217;autonomia, il carattere volontario, il radicamento nella comunità (. L&#8217;introduzione di meccanismi di mercato è stata allora considerata come il modo migliore per recuperare efficienza e superare l&#8217;immobilismo tipico di organizzazioni troppo burocratizzate.</p>
<p>La privatizzazione ha messo in crisi anche l&#8217;assetto neo-corporativo delle politiche sociali sviluppate in molti paesi dell&#8217;Europa continentale (come Germania e Olanda). Sebbene lo sviluppo di un regime misto fondato sul principio della sussidiarietà abbia comportato una certa frammentazione dell&#8217;autorità statale e lo sviluppo di logiche centrifughe, esso ha accresciuto nel tempo la strutturazione gerarchica delle organizzazioni nonprofit che gestiscono servizi entro organismi apicali coinvolti sempre più strettamente nei processi decisionali. Il concetto di &#8220;governo degli interessi privati&#8221; è stato esplicitamente proposto proprio allo scopo di descrivere la relazione particolare che si viene a creare in questo contesto tra stato ed associazioni. Tale relazione si sviluppa prevalentemente tramite concertazioni specifiche, riguardanti tematiche particolari, in cui nessuna delle parti in gioco assume definitivamente una posizione dominante.<br />
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		<title>Il rapporto di ufficio (2°parte)</title>
		<link>http://www.indiceistat.it/il-rapporto-di-ufficio-2%c2%b0parte/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 23:22:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[PMI Servizi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Per contenere tale pressione il Parlamento disciplina con legge l&#8217;organizzazione, e attribuisce agli uffici un organico, ovvero un numero di posti prefissati.
Il regime del rapporto così com&#8217;è attualmente non regolamenta più soltanto i termini essenziali dei diritti e dei doveri delle parti ma anche le modalità di conferimento degli uffici, i criteri per la determinazione delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1548" title="20020522155008_10-113-232-16" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/20020522155008_10-113-232-16.jpg" alt="20020522155008_10-113-232-16" width="210" height="211" /></p>
<p>Per contenere tale pressione il Parlamento disciplina con legge l&#8217;organizzazione, e attribuisce agli uffici un organico, ovvero un numero di posti prefissati.</p>
<p>Il regime del rapporto così com&#8217;è attualmente non regolamenta più soltanto i termini essenziali dei diritti e dei doveri delle parti ma anche le modalità di conferimento degli uffici, i criteri per la determinazione delle qualifiche e dei profili professionali. I principi che regolano il rapporto tra l&#8217;ufficio e il suo titolare  da individuare in alcune categorie:</p>
<p>1) Uno riguarda la continuità dell&#8217;ufficio per cui anche in assenza del titolare si provvede con la supplenza,la reggenza &#8220;ad interim&#8221;, che  è  la prorogatio. Della prorogatio si è abusato, lasciando permanere titolari di ufficio oltre la durata della carica. La Corte Cost. con sentenza 4 maggio 1992 n. 208 ha stabilito che non è possibile prevedere la prorogatio di organi amministrativi scaduti con pieni poteri e a tempo indefinito, per cui anche il legislatore ha provveduto (1. 15 luglio 1994 n. 444).</p>
<p>2) Il secondo principio è quello della libertà ed eguaglianza di accesso; esso è garantito dall&#8217;art. 51 della Cost. e adesso è consentito anche a cittadini facenti parte della U.E.</p>
<p>3) L&#8217;art. 54 Cost. stabilisce, in maniera un pò generica che i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche debbano assolverle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.</p>
<p>4) Un altro principiò riguarda la separazione tra interesse dell&#8217;ufficio e interesse del titolare, questo della neutralità ha una storia originata secondo presupposti diversi. All &#8216; inizio i titolari dell&#8217;ufficio erano considerati proprietari di esso. Oggi, la separazione è rafforzata da norme del codice penale che prevedono la concussione e la corruzione.                            La neutralità è assicurata da regole precise. In Inghilterra è vietato ai dipendenti svolgere attività politica a livello nazionale.</p>
<p>5) Il quinto principio è quello della separazione tra il patrimonio dell&#8217;ufficio e patrimonio del titolare, chi gestisce il patrimonio dell&#8217;ufficio non può usarlo a fini personali. Gli ultimi tre principi sono rafforzati dal &#8220;Codice di comportamento dei dipendenti della P.A.&#8221;, con decreto del Ministro della funzione pubblica del 31 marzo 1994. Il codice dopo aver ribadito i principi di indipendenza e neutralità, vieta la percezione di regali, regola la partecipazione ad associazioni, detta principi sui rapporti con il pubblico e con i fornitori della P.A.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1549" title="Architettura WiNet" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/Architettura-WiNet.JPG" alt="Architettura WiNet" width="409" height="253" /></p>
<p>Vista l&#8217;evoluzione storica dell&#8217;impiego pubblico c&#8217;è da chiedersi se i amministrazione siano diversi da quelli del lavoro privato. Il tratto distintivo sarebbe che. l&#8217;uno trova la sua disciplina nella legge piuttosto che nel contratto. L&#8217;atto normativo disciplina unilateralmente la scelta delle persone, la nomina, gli eventi estintivi del rapporto. Con questo sistema si tutela il dipendente dall&#8217;amministrazione e si controlla quest&#8217;ultima.           La scelta viene fatta per concorso. Nel lavoro privato vi sono vincoli altrettanto forti come le leggi sul collocamento e le assunzioni obbligatorie. L&#8217;atto di nomina non ha le caratteristiche di un provvedimento amministrativo, ma la giurisprudenza, nella sua competenza esclusiva, la ha ritenuto tale nel tentativo anche di evitare l&#8217;inserimento di personale incontrollato nei ruoli dell&#8217;amministrazione. E anche la subordinazione del dipendente pubblico come la soggezione del lavoratore all&#8217;imprenditore ha lo scopo di assolvere all&#8217;adempimento dell&#8217;obbligazione.<iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/ybjaFbZYBOc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>L&#8217;Istat: la crescita italiana rallenta</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 18:42:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istat economia]]></category>
		<category><![CDATA[Statistiche Italiane]]></category>

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		<description><![CDATA[
Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica ISTAT  l’economia del nostro paese subisce un rallentamento. Infatti, secondo l’istituto che il prodotto interno loro PIL nel secondo trimestre l’economia si era un pochino ripresa malgrado la crescita  annua fosse nettamente lenta. Molti paesi europei ed extraeuropei hanno registrato dei tassi di crescita superiori rispetto all’Italia malgrado stessero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1513" title="104414450-d9517f73-753a-4b4a-a54d-f6b81dadf214" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/104414450-d9517f73-753a-4b4a-a54d-f6b81dadf214.jpg" alt="104414450-d9517f73-753a-4b4a-a54d-f6b81dadf214" width="300" height="199" /></p>
<p>Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica <a href="http://www.indiceistat.it/secondo-i-dati-istat-l%E2%80%99italia-cresce-poco-e-lentamente/">ISTAT </a> l’economia del nostro paese subisce un rallentamento. Infatti, secondo l’istituto che il prodotto interno loro PIL nel secondo trimestre l’economia si era un pochino ripresa malgrado la <a href="http://www.indiceistat.it/le-plusvalenze-e-relative-tassazioni/">crescita </a> annua fosse nettamente lenta. Molti paesi europei ed extraeuropei hanno registrato dei tassi di crescita superiori rispetto all’Italia malgrado stessero condividendo lo stesso periodo di congiuntura recessiva che attanaglio il loro sistema economico interno. Nel nostro paese , l’incemento del prodotto interno lordo per il <a href="http://www.indiceistat.it/istat-inflazione-a-luglio-03-su-mese-e-27-su-anno/">2011 </a>è uguale allo 0,7%.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1514" title="Istat9" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/Istat9.jpg" alt="Istat9" width="201" height="201" /></p>
<p>In ogni modo bisogna anche dire che si rilevano  degli andamenti congiunturali che fanno ben sperare, soprattutto per quanto concerne l’industria che presenta un incremento dello 0,9%, inoltre vi è anche una leggera crescita del settore dei servizi che è dello 0,1%. Pesante sembra essere invece la situazione economica di mercato che sta attraversando il primo settore, infatti, l’agricoltura registra un calo pari al 2,4%. Si tratta di un duro colpo se pensiamo che metà del paese vive ancora dei proventi che derivano da tale settore economico che ancora rappresenta uno dei punti di forza della produzione italiana e del suo prodotto interno lordo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1515" title="pil" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/pil2.jpg" alt="pil" width="324" height="230" /></p>
<p>Dando un’occhiata alla situazione degli scambi possiamo dire che si registra anche una riduzione di certo non trascurabile delle  importazioni dall’estero sia per quanto concerne il settore dei beni che per quello dei servizi, una diminuzione del 2,3 %. Una nota positiva certamente proviene dall’esportazione dei nostri prodotti e servizi, infatti, sul mercato si registra una crescita della loro domanda pari allo 0,9%, sono in aumento anche i volumi degli investimenti fissi che si attestano allo 0,2% alla stregue dei consumi finali nazionali. Sul piano degli investimenti si registra un aumento in macchine ed altri investimenti a fecondità ripetuta ed a lento ciclo di reintegro di all’incirca il 2,5%.</p>
<p>Risulta in calo, invece, il volume degli investimenti in costruzioni che scendono all’1,6% e anche l’acquisto dei mezzi di trasporto per i quali vi è stata una contrazione della domanda di mercato pari allo 0,3%. Per  quanto concerne la spesa delle famiglie in tutto il territorio del paese vi è stato un incremento dell’1,1%, i settori interessati da questa moderata espansione della domanda di mercato sono i servizi ma anche i beni non durevoli. Rimane stabile invece il consumo dei beni considerati durevoli. Anche gli investimenti fissi lordi sono stati caratterizzati di un incremento pari  allo 0,6%. Nel secondo trimestre, l’Istat aveva rilevato degli andamenti congiunturali positivi della crescita dell’industria in senso stretto dell’1,5%. Una crescita si era registrata anche nei settori dei servizi del credito al consumo, nel settore assicurativo, nell’ambito dell’attività immobiliari e dei servizi alla persona, in totale dello 0,2%. Resta invariato il valore aggiunto del settore che  rimane stazionario il valore aggiunto del settore che riunisce le attività commerciale e quelle che offrono servizi per il turismo come alberghi e altri  esercizi, trasporti e comunicazioni, mentre si rilevano tendenze negativi per le fabbricazioni (0,9%) e per il primo settore (2,4%). Nei prossimi mesi ci si augura di poter commentare un migliore andamento dell’economia del nostro paese.</p>
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		<title>Istat: aumenta la forbice tra Nord e Sud Italia</title>
		<link>http://www.indiceistat.it/istat-aumenta-la-forbice-tra-nord-e-sud-italia/</link>
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		<pubDate>Sat, 23 Jul 2011 13:55:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disoccupazione]]></category>

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		<description><![CDATA[
Purtroppo non arrivano notizie confortanti dall’Istituto nazionale di statistica, ancora un volta, infatti, si allunga il divario socioeconomico che intercorre tra Il mezzogiorno italiano ed il Nord.
Anche se non sappiamo quanto abbia inciso il periodo di crisi economica e finanziaria, un dato allarmante riguarda il tasso di disoccupazione che in alcune regione del sud e, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1403" title="cattura" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/cattura.jpg" alt="cattura" width="257" height="90" /></p>
<p>Purtroppo non arrivano notizie confortanti dall’<a href="http://www.indiceistat.it/variazione-degli-indici-istat/">Istituto nazionale di statistica</a>, ancora un volta, infatti, si allunga il divario socioeconomico che intercorre tra Il mezzogiorno italiano ed il Nord.</p>
<p>Anche se non sappiamo quanto abbia inciso il periodo di crisi economica e finanziaria, un dato allarmante riguarda il tasso di disoccupazione che in alcune regione del sud e, in particolar modo, interessa la Sicilia.</p>
<p>Infatti, in Sicilia si tocca il 15 per cento del tasso di <a href="http://www.indiceistat.it/disoccupazione-italiana-ed-eurozona/"> disoccupazione</a>, il dato riguarda anche la regione Campania che si attesta al  15,6 per cento. Sono questi i dati <a href="http://www.indiceistat.it/variazione-istat-per-calcolare-l%E2%80%99equo-canone/">Istat </a>del primo trimestre del 2011. La dimensione di tali dati  è alquanto preoccupante se si considera che  è quasi il doppio della media nazionale, metà dei quali è equivalente a 8,6 per cento.</p>
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		<title>Indice Istat Maggio 2011</title>
		<link>http://www.indiceistat.it/indice-istat-maggio-2011/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 22:16:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Indice Prezzi 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Istat 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Indice Istat 2011]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nel mese di maggio, purtroppo è stato rilevato un aumento dell’indice nazionale dei prezzi pari allo 0,1% rispetto al mese di aprile 2011: questi dati confermano che l’inflazione di maggio è pari al 2,3%. Così, l’inflazione di fondo, quantificata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, si fissa all’1,8%. Inoltre, rispetto all’anno scorso, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1350" title="images" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/images1.jpeg" alt="images" width="112" height="94" /></p>
<p>Nel mese di maggio, purtroppo è stato rilevato un aumento dell’indice nazionale dei prezzi pari allo 0,1% rispetto al mese di <a href="http://www.indiceistat.it/istat-indice-prezzi-al-consumo-aprile-2011/">aprile 2011</a>: questi dati confermano che l’inflazione di maggio è pari al 2,3%. Così, l’<a href="http://www.indiceistat.it/inflazione-aprile-2011/">inflazione</a> di fondo, quantificata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, si fissa all’1,8%. Inoltre, rispetto all’anno scorso, la variazione dei prezzi dei beni si fa sentire notevolmente perché si eleva al 3,0%, con una lieve accelerazione rispetto ad aprile 2011 (+2,9%) e quella dei prezzi dei servizi sale al 2,3%. Di conseguenza, il differenziale inflazionistico tra beni e servizi resta immutato rispetto al mese di aprile.</p>
<p>Il principale effetto di sostegno alla dinamica dell’indice generale, a maggio, deriva dal forte rialzo congiunturale dei prezzi dei Beni alimentari (+0,7%) che determina una netta accelerazione del loro tasso tendenziale di crescita (2,9% dal 2,2% di aprile). Effetti di contenimento, invece, si devono alla stabilizzazione su base mensile dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati e alla diminuzione dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-0,9% rispetto ad aprile) e dei Beni non durevoli (-0,3% sul mese precedente).<br />
I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dai consumatori aumentano dello 0,4% rispetto al mese precedente e del 3,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (era +3,3% ad aprile 2011).</p>
<p>L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,2% su base congiunturale e del 3,0% su base annua, con un’accelerazione di un decimo di punto percentuale rispetto ad aprile 2011 (+2,9%).<br />
Anche in questo caso si conferma la stima preliminare.</p>
<p>L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (<a href="http://www.indiceistat.it/indice-dei-prezzi-al-consumo-foi-al-netto-dei-tabacchi/">FOI</a>), al netto dei tabacchi, aumenta dello 0,1% su base mensile e del 2,6% rispetto a maggio 2010.</p>
<p>Fonte: www.istat.it</p>
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		<title>Evoluzione del paniere degli indici dei prezzi al consumo dal 1928 al 2011</title>
		<link>http://www.indiceistat.it/evoluzione-del-paniere-degli-indici-dei-prezzi-al-consumo-dal-1928-al-2011/</link>
		<comments>http://www.indiceistat.it/evoluzione-del-paniere-degli-indici-dei-prezzi-al-consumo-dal-1928-al-2011/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 22:10:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Indice Istat]]></category>
		<category><![CDATA[Istat 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Indice Prezzi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Le indagini svolte dall&#8217;Istat per rilevare i prezzi al consumo e calcolare i relativi numeri indici per la misura dell&#8217;inflazione, si basano su un paniere di beni e servizi che rappresentano quelli prevalentemente acquistati dal complesso delle famiglie.
Il paniere è stato interessato, nel corso degli anni, da profonde modificazioni, dettate dalla necessità di adeguare le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1346" title="images" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/images.jpeg" alt="images" width="221" height="228" /></p>
<p>Le indagini svolte dall&#8217;Istat per rilevare i prezzi al consumo e calcolare i relativi numeri indici per la misura dell&#8217;<a href="http://www.indiceistat.it/analisi-in-breve-sullinflazione/">inflazione,</a> si basano su un paniere di beni e servizi che rappresentano quelli prevalentemente acquistati dal complesso delle famiglie.</p>
<p>Il paniere è stato interessato, nel corso degli anni, da profonde modificazioni, dettate dalla necessità di adeguare le rilevazioni statistiche dei prezzi al consumo ai mutamenti avvenuti nelle abitudini e necessità di spesa degli italiani.</p>
<p>Dal 1928 al 1998 la metodologia di calcolo dei numeri indici dei prezzi al consumo si è fondata sulla base di calcolo fissa. In questo periodo, quindi, lo stesso paniere di prodotti veniva mantenuto invariato per un certo numero di anni. Complessivamente, dal 1928 al 1998 sono stati utilizzati 10 diversi panieri.</p>
<p>A partire dal 1999 la metodologia dei numeri <a href="http://www.indiceistat.it/istat-indice-prezzi-al-consumo-aprile-2011/">indici dei prezzi al consumo</a> è cambiata: dalla base fissa si è passati ad una base mobile di calcolo, definita a dicembre di ogni anno per il calcolo dell&#8217;inflazione nell&#8217;anno seguente. Conseguentemente, dal 1999 il paniere viene modificato ogni anno.</p>
<p>L&#8217;Istat pubblica ora, in un&#8217;unica tavola, la struttura di tutti i panieri utilizzati per le rilevazioni mensili sui prezzi al consumo, partendo da quello relativo all&#8217;anno 1928 e arrivando a quello del 2011. L&#8217;evoluzione storica della composizione del paniere riflette, oltre che lo sviluppo degli strumenti di misurazione statistica dell&#8217;inflazione, anche i cambiamenti intervenuti nel corso degli anni nei comportamenti di acquisto da parte dei <a href="http://contocorrentebanca.it/spese-conto-corrente-cosa-devono-pagare-i-consumatori/">consumatori</a>.</p>
<p>Articolo tratto da : www.istat.it</p>
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		<title>Calcolo indice istat</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 23:28:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Indice Istat]]></category>
		<category><![CDATA[Indice Istat locazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[
Per il calcolo indice istat locazioni occorre moltiplicare la vecchia rata per i fattori sotto resi per conseguire quella aggiornata. Calcolo indice istat locazioni. Per ricalcolare il canone di locazione bisogna adoperare, salvo patti contrari riportati sul contratto, l&#8217;ultimo indice Istat foi al netto dei tabacchi divulgato sulla Gazzetta Ufficiale alla data di termine del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1323" title="rent-vs-buy-mortgage-calculator" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/rent-vs-buy-mortgage-calculator1.jpg" alt="rent-vs-buy-mortgage-calculator" width="270" height="405" /></p>
<p>Per il calcolo indice<a href="http://www.indiceistat.it/listat-per-le-locazioni/"> istat locazioni </a>occorre moltiplicare la vecchia rata per i fattori sotto resi per conseguire quella aggiornata. Calcolo<a href="http://www.indiceistat.it/evoluzione-del-paniere-degli-indici-dei-prezzi-al-consumo-dal-1928-al-2011/"> indice</a> istat locazioni. Per ricalcolare il canone di locazione bisogna adoperare, salvo patti contrari riportati sul contratto, l&#8217;ultimo indice Istat foi al netto dei tabacchi divulgato sulla Gazzetta Ufficiale alla data di termine del contratto. Se un contratto è stato stipulato il primo giugno, si adopererà l&#8217;indice di aprile, o invece, con l&#8217;accordo delle parti, si prorogherà il canone al momento della pubblicazione dell&#8217;indice del mese di scadenza del contratto, completando le mensilità arretrate.</p>
<p>Rivalutazione affitto<a href="http://www.indiceistat.it/produzione-industriale-italia-febbraio-2011/"> febbraio 2011</a></p>
<p>Rivalutazione annuale del 75%: moltiplica il vecchio affitto per 1,01725</p>
<p>Rivalutazione annuale del 100%: moltiplica il vecchio affitto per 1,023</p>
<p>ATTENZIONE! A meno di accordi diversi con l&#8217;indice istat foi di febbraio 2011 (pubblicati il 16 marzo e quindi non disponibili prima di questa data) si rivalutano gli affitti di aprile 2011.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1496" title="istat_big" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/istat_big1.jpg" alt="istat_big" width="241" height="241" /></p>
<p>Rivalutazione affitto Gennaio 2011</p>
<p>Rivalutazione annuale del 75%: moltiplica il vecchio affitto per 1,0165</p>
<p>Rivalutazione annuale del 100%: moltiplica il vecchio affitto per 1,022</p>
<p>ATTENZIONE! A meno di accordi diversi con l&#8217;indice istat foi di gennaio 2011 si rivalutano gli affitti di marzo 2011.</p>
<p>La crescita dell&#8217;economia italiana ha accelerato nel secondo trimestre al 0,3% dopo essere stato particolarmente lento nel primo trimestre, secondo le stime preliminari Venerdì rilasciato dall&#8217;Istituto di statistica ISTAT. La crescita dell&#8217;economia italiana ha accelerato nel secondo trimestre al 0,3% dopo essere stato particolarmente lento nel primo trimestre, secondo le stime preliminari Venerdì rilasciato dall&#8217;Istituto di statistica ISTAT.<iframe width="420" height="243" src="http://www.youtube.com/embed/ClJJdckQwKI" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Questo dato è in linea con le aspettative degli economisti &#8216;, secondo un consenso stabilito dalla Dow Jones Newswires. Una crescita del 0,1% nel primo trimestre, ma è stato particolarmente basso rispetto al livello del 0,9% in Francia e che del 1,5% in Germania. Su base annua, il PIL italiano è cresciuto dello 0,8% nel secondo trimestre, l&#8217;Istat ha detto in un comunicato. La crescita nel secondo trimestre è il risultato di &#8220;un calo del valore aggiunto dell&#8217;agricoltura e un aumento del valore aggiunto dell&#8217;industria e dei servizi&#8221;, ha detto Istat, senza elaborare. Per l&#8217;intero anno, il governo di Silvio Berlusconi ha messo su una crescita del 1,1%. Pressato dai datori di lavoro e sindacati, Berlusconi ha detto Giovedì l&#8217;adozione entro la fine di settembre, di un &#8220;patto&#8221; per stimolare l&#8217;economia in modo da rassicurare i mercati finanziari, preoccupati che l&#8217;Italia è la prossima vittima di la crisi del debito. Mentre la crescita lenta è il tallone di Achille della penisola, le organizzazioni internazionali come l&#8217;OCSE e il FMI, le istituzioni europee o la Banca d&#8217;Italia, regolarmente chiamata il governo ad attuare le riforme strutturali audaci.</p>
<p>l deficit commerciale d&#8217;Italia nei confronti di paesi esterni all&#8217;Unione europea (UE) è aumentato nel mese di febbraio a 2745000000 € contro 1.827 milioni un anno prima, secondo le ultime cifre pubblicate dall&#8217;Istituto Italiano Istituto Nazionale Statistica (Istat). Il deficit, invece, hanno registrato una diminuzione rispetto a quello registrato nel mese di gennaio ed era salito a 5,8 miliardi, nota l&#8217;Istat in un comunicato. Questo aumento del deficit è dovuto ad un aumento delle importazioni dai paesi extra-UE dal 25,6% nel febbraio dell&#8217;anno dopo anno, mentre le esportazioni sono cresciute nello stesso tempo del 21,2%.</p>
<p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; font-style: inherit; font-size: 1.2em; font-family: Arial, sans-serif; vertical-align: baseline; color: #333333; line-height: 1.5em; padding: 0px; border: 0px initial initial;">
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		<title>L’Inflazione di questo periodo si attesta al 2,6 per cento.</title>
		<link>http://www.indiceistat.it/l%e2%80%99inflazione-di-aprile-2011-si-attesta-al-26-per-cento/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 00:11:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inflazione italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Tasso Inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione 2011]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione italiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tasso d&#8221;inflacionead aprile è andato su al 2,6%, dal 2,5% di marzo. Lo evidenzia l’Istat nelle stime temporanee che indicano un accrescimento dei prezzi su base mensile dello 0,5%. Il tasso annuo è il più alto da novembre 2008, quando l’inflazione si affermò al 2,7%, quello congiunturale è il maggiore dal luglio 2008. L’aumento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1310" title="inflazione" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/inflazione2-150x150.jpg" alt="inflazione" width="150" height="150" />Il tasso d&#8221;inflacionead aprile è andato su al 2,6%, dal 2,5% di marzo. Lo evidenzia l’Istat nelle stime temporanee che indicano un accrescimento dei<a href="http://www.indiceistat.it/indici-dei-prezzi-al-consumo-indici-provvisori/"> prezzi </a>su base mensile dello 0,5%. Il tasso annuo è il più alto da novembre 2008, quando l’<a href="http://www.indiceistat.it/inflazione-aprile-2011/">inflazione </a>si affermò al 2,7%, quello congiunturale è il maggiore dal luglio 2008. L’aumento della velocità di aprile risente delle tensioni sui prezzi dei servizi relativi ai trasporti e della dinamica dei beni energetici non regolati (adattamento delle tariffe elettricità e gas). E’ da dicembre 2010 che continua l’incremento tendenziale dell’inflazione.</p>
<p>Il tasso di disoccupazione a marzo raggiunge l’8,3%, in crescita di un decimo di punto percentuale rispetto a febbraio, quando segnò un leggera flessione. Lo rileva l’Istat nelle stime provvisorie (dati destagionalizzati), unendo che su base annua si registra, invece, una riduzione di 0,2 punti percentuali.</p>
<p>Il tasso di <a href="http://www.indiceistat.it/disoccupazione-italiana-ed-eurozona/">disoccupazione</a> giovanile (15-24 anni) a marzo è aumentato al 28,6%, salendo di 0,3 punti percentuali su base mensile e di 1,3 punti su base annua. Lo dice l’Istat in base a dati destagionalizzati e a stime momentanee, aggiungendo che la rimonta arriva dopo la riduzione registrata a febbraio.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Indici mensilini istat del costo della vita</title>
		<link>http://www.indiceistat.it/indici-mensili-istat-del-costo-della-vita/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 00:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Indice Istat]]></category>
		<category><![CDATA[Indice Prezzi 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Istat 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Indice Prezzi]]></category>
		<category><![CDATA[istat 2011]]></category>

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		<description><![CDATA[In corrispondenza di ogni anno, nella prima riga sono riportati gli indici istat, mentre nella riga seguente, in corrispondenza del segno di percentuale (%), è già individuate la percentuali di aumento del singolo mese sul correlativo mese dell&#8217;anno antecedente.
Tali percentuali sono adoperabili in tutti quei casi (rivalutazioni mutui, assegni al coniuge, contratti o altro) che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1300" title="52ad7f9ba0a128e42b1a45da02dcb69b_web" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/52ad7f9ba0a128e42b1a45da02dcb69b_web.jpg" alt="52ad7f9ba0a128e42b1a45da02dcb69b_web" width="104" height="70" />In corrispondenza di ogni anno, nella prima riga sono riportati gli indici <a href="http://www.indiceistat.it/indici-dei-prezzi-al-consumo-indici-provvisori/">istat,</a> mentre nella riga seguente, in corrispondenza del segno di percentuale (%), è già individuate la percentuali di aumento del singolo mese sul correlativo mese dell&#8217;anno antecedente.<br />
Tali percentuali sono adoperabili in tutti quei casi (rivalutazioni mutui, assegni al coniuge, contratti o altro) che richiedono adattamenti sulla base del costo della vita <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indice_del_costo_della_vita"> </a>al 100%, mentre per quei contratti di affitto che lo prevedono, è sufficiente quantificare il 75% della percentuale di aumento per conseguire l’ aumento di valore del canone di<a href="http://www.indiceistat.it/calcolo-indice-istat-locazioni/"> locazione</a>. Adesso pubblichiamo i dati forniti dall’<a href="http://www.indiceistat.it/indici-dei-prezzi-al-consumo/">Istat </a>per quanto concerne l’andamento del costo della vita nel tempo.</p>
<table style="height: 552px;" border="1" cellpadding="0" width="510">
<tbody>
<tr>
<td width="74">
<p align="center"><strong>anno</strong></p>
</td>
<td width="34">
<p align="center"><strong>gen</strong></p>
</td>
<td width="34">
<p align="center"><strong>feb</strong></p>
</td>
<td width="36">
<p align="center"><strong>mar</strong></p>
</td>
<td width="34">
<p align="center"><strong>apr</strong></p>
</td>
<td width="34">
<p align="center"><strong>mag</strong></p>
</td>
<td width="45">
<p align="center"><strong>giu</strong></p>
</td>
<td width="40">
<p align="center"><strong>lug</strong></p>
</td>
<td width="40">
<p align="center"><strong>ago</strong></p>
</td>
<td width="40">
<p align="center"><strong>set</strong></p>
</td>
<td width="40">
<p align="center"><strong>ott</strong></p>
</td>
<td width="40">
<p align="center"><strong>nov</strong></p>
</td>
<td width="40">
<p align="center"><strong>dic</strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="74">
<p align="center"><strong>1995</strong><strong><br />
</strong><strong>(base 100)</strong></td>
<td colspan="12" width="457">
<p align="center"><strong>Base di   riferimento: 1995 = 100 </strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="74">
<p align="center"><strong>1996</strong><strong><br />
</strong><strong>%</strong></td>
<td width="34">
<p align="center">102,4<br />
5,5</td>
<td width="34">
<p align="center">102,7<br />
5,0</td>
<td width="36">
<p align="center">103,0<br />
4,5</td>
<td width="34">
<p align="center">103,6<br />
4,5</td>
<td width="34">
<p align="center">104,0<br />
4,3</td>
<td width="45">
<p align="center">104,2<br />
3,9</td>
<td width="40">
<p align="center">104,0<br />
3,6</td>
<td width="40">
<p align="center">104,1<br />
3,4</td>
<td width="40">
<p align="center">104,4<br />
3,4</td>
<td width="40">
<p align="center">104,5<br />
3,0</td>
<td width="40">
<p align="center">104,8<br />
2,6</td>
<td width="40">
<p align="center">104,9<br />
2,6</td>
</tr>
<tr>
<td width="74">
<p align="center"><strong>1997</strong><strong><br />
</strong><strong>%</strong></td>
<td width="34">
<p align="center">105,1<br />
2,6</td>
<td width="34">
<p align="center">105,2<br />
2,4</td>
<td width="36">
<p align="center">105,3<br />
2,2</td>
<td width="34">
<p align="center">105,4<br />
1,7</td>
<td width="34">
<p align="center">105,7<br />
1,6</td>
<td width="45">
<p align="center">105,7<br />
1,4</td>
<td width="40">
<p align="center">105,7<br />
1,6</td>
<td width="40">
<p align="center">105,7<br />
1,5</td>
<td width="40">
<p align="center">105,9<br />
1,4</td>
<td width="40">
<p align="center">106,2<br />
1,6</td>
<td width="40">
<p align="center">106,5<br />
1,6</td>
<td width="40">
<p align="center">106,5<br />
1,5</td>
</tr>
<tr>
<td width="74">
<p align="center"><strong>1998</strong><strong><br />
</strong><strong>%</strong></td>
<td width="34">
<p align="center">106,8<br />
1,6</td>
<td width="34">
<p align="center">107,1<br />
1,8</td>
<td width="36">
<p align="center">107,1<br />
1,7</td>
<td width="34">
<p align="center">107,3<br />
1,8</td>
<td width="34">
<p align="center">107,5<br />
1,7</td>
<td width="45">
<p align="center">107,6<br />
1,8</td>
<td width="40">
<p align="center">107,6<br />
1,8</td>
<td width="40">
<p align="center">107,7<br />
1,9</td>
<td width="40">
<p align="center">107,8<br />
1,8</td>
<td width="40">
<p align="center">108,0<br />
1,7</td>
<td width="40">
<p align="center">108,1<br />
1,5</td>
<td width="40">
<p align="center">108,1<br />
1,5</td>
</tr>
<tr>
<td width="74">
<p align="center"><strong>1999</strong><strong><br />
</strong><strong>%</strong></td>
<td width="34">
<p align="center">108,2<br />
1,3</td>
<td width="34">
<p align="center">108,4<br />
1,2</td>
<td width="36">
<p align="center">108,6<br />
1,4</td>
<td width="34">
<p align="center">109,0<br />
1,6</td>
<td width="34">
<p align="center">109,2<br />
1,6</td>
<td width="45">
<p align="center">109,2<br />
1,5</td>
<td width="40">
<p align="center">109,4<br />
1,7</td>
<td width="40">
<p align="center">109,4<br />
1,6</td>
<td width="40">
<p align="center">109,7<br />
1,8</td>
<td width="40">
<p align="center">109,9<br />
1,8</td>
<td width="40">
<p align="center">110,3<br />
2,0</td>
<td width="40">
<p align="center">110,4<br />
2,1</td>
</tr>
<tr>
<td width="74">
<p align="center"><strong>2000</strong><strong><br />
</strong><strong>%</strong></td>
<td width="34">
<p align="center">110,5<br />
2,1</td>
<td width="34">
<p align="center">111,0<br />
2,4</td>
<td width="36">
<p align="center">111,3<br />
2,5</td>
<td width="34">
<p align="center">111,4<br />
2,2</td>
<td width="34">
<p align="center">111,7<br />
2,3</td>
<td width="45">
<p align="center">112,1<br />
2,7</td>
<td width="40">
<p align="center">112,3<br />
2,7</td>
<td width="40">
<p align="center">112,3<br />
2,7</td>
<td width="40">
<p align="center">112,5<br />
2,6</td>
<td width="40">
<p align="center">112,8<br />
2,6</td>
<td width="40">
<p align="center">113,3<br />
2,7</td>
<td width="40">
<p align="center">113,4<br />
2,7</td>
</tr>
<tr>
<td width="74">
<p align="center"><strong>2001<br />
%</strong></td>
<td width="34">
<p align="center">113,9<br />
3,1</td>
<td width="34">
<p align="center">114,3<br />
3,0</td>
<td width="36">
<p align="center">114,4<br />
2,8</td>
<td width="34">
<p align="center">114,8<br />
3,1</td>
<td width="34">
<p align="center">115,1<br />
3,0</td>
<td width="45">
<p align="center">115,3<br />
2,9</td>
<td width="40">
<p align="center">115,3<br />
2,7</td>
<td width="40">
<p align="center">115,3<br />
2,7</td>
<td width="40">
<p align="center">115,4<br />
2,6</td>
<td width="40">
<p align="center">115,7<br />
2,6</td>
<td width="40">
<p align="center">115,9<br />
2,3</td>
<td width="40">
<p align="center">116,0<br />
2,3</td>
</tr>
<tr>
<td width="74">
<p align="center"><strong>2002<br />
%</strong></td>
<td width="34">
<p align="center">116,5<br />
2,3</td>
<td width="34">
<p align="center">116,9<br />
2,3</td>
<td width="36">
<p align="center">117,2<br />
2,4</td>
<td width="34">
<p align="center">117,5<br />
2,5</td>
<td width="34">
<p align="center">117.7<br />
2,3</td>
<td width="45">
<p align="center">117.9<br />
2,3</td>
<td width="40">
<p align="center">118,0<br />
2,3</td>
<td width="40">
<p align="center">118,2<br />
2,5</td>
<td width="40">
<p align="center">118,4<br />
2,6</td>
<td width="40">
<p align="center">118,7<br />
2,6</td>
<td width="40">
<p align="center">119,0<br />
2,7</td>
<td width="40">
<p align="center">119,1<br />
2,7</td>
</tr>
<tr>
<td width="74">
<p align="center"><strong>2003<br />
%</strong></td>
<td width="34">
<p align="center">119,6<br />
2,7</td>
<td width="34">
<p align="center">119,8<br />
2,5</td>
<td width="36">
<p align="center">120,2<br />
2,6</td>
<td width="34">
<p align="center">120.4<br />
2,5</td>
<td width="34">
<p align="center">120,5<br />
2,4</td>
<td width="45">
<p align="center">120,6<br />
2,3</td>
<td width="40">
<p align="center">120,9<br />
2,5</td>
<td width="40">
<p align="center">121,1<br />
2,5</td>
<td width="40">
<p align="center">121,4<br />
2,5</td>
<td width="40">
<p align="center">121,5<br />
2,4</td>
<td width="40">
<p align="center">121,8<br />
2,4</td>
<td width="40">
<p align="center">121,8<br />
2,3</td>
</tr>
<tr>
<td width="74">
<p align="center"><strong>2004<br />
%</strong></td>
<td width="34">
<p align="center">122,0<br />
2,0</td>
<td width="34">
<p align="center">122,4<br />
2,2</td>
<td width="36">
<p align="center">122,5<br />
1,9</td>
<td width="34">
<p align="center">122,8<br />
2,0</td>
<td width="34">
<p align="center">123,0<br />
2,1</td>
<td width="45">
<p align="center">123,3<br />
2,2</td>
<td width="40">
<p align="center">123,4<br />
2,1</td>
<td width="40">
<p align="center">123,6<br />
2,1</td>
<td width="40">
<p align="center">123,6<br />
1.8</td>
<td width="40">
<p align="center">123,6<br />
1,7</td>
<td width="40">
<p align="center">123,9<br />
1,7</td>
<td width="40">
<p align="center">123,9<br />
1,7</td>
</tr>
<tr>
<td width="74">
<p align="center"><strong>2005<br />
%</strong></td>
<td width="34">
<p align="center">123,9<br />
1,6</td>
<td width="34">
<p align="center">124,3<br />
1,6</td>
<td width="36">
<p align="center">124,5<br />
1,6</td>
<td width="34">
<p align="center">124,9<br />
1,7</td>
<td width="34">
<p align="center">125,1<br />
1,7</td>
<td width="45">
<p align="center">125,3<br />
1,6</td>
<td width="40">
<p align="center">125,6<br />
1,8</td>
<td width="40">
<p align="center">125,8<br />
1,8</td>
<td width="40">
<p align="center">125,9<br />
1,9</td>
<td width="40">
<p align="center">126.1<br />
2,0</td>
<td width="40">
<p align="center">126,1<br />
1,8</td>
<td width="40">
<p align="center">126,3<br />
1,9</td>
</tr>
<tr>
<td width="74">
<p align="center"><strong>2006<br />
%</strong></td>
<td width="34">
<p align="center">126,6<br />
2,2</td>
<td width="34">
<p align="center">126,9<br />
2,1</td>
<td width="36">
<p align="center">127,1<br />
2,1</td>
<td width="34">
<p align="center">127,4<br />
2,0</td>
<td width="34">
<p align="center">127,8<br />
2,2</td>
<td width="45">
<p align="center">127,9<br />
2,1</td>
<td width="40">
<p align="center">128,2<br />
2,1</td>
<td width="40">
<p align="center">128,4<br />
2,1</td>
<td width="40">
<p align="center">128,4<br />
2,0</td>
<td width="40">
<p align="center">128,2<br />
1,7</td>
<td width="40">
<p align="center">128,3<br />
1,7</td>
<td width="40">
<p align="center">128,4<br />
1,7</td>
</tr>
<tr>
<td width="74">
<p align="center"><strong>2007<br />
%</strong></td>
<td width="34">
<p align="center">128,5<br />
1,5</td>
<td width="34">
<p align="center">128,8<br />
1,5</td>
<td width="36">
<p align="center">129,0<br />
1,5</td>
<td width="34">
<p align="center">129,2<br />
1,4</td>
<td width="34">
<p align="center">129,6<br />
1,4</td>
<td width="45">
<p align="center">129,9<br />
1,6</td>
<td width="40">
<p align="center">130,2<br />
1,6</td>
<td width="40">
<p align="center">130,4<br />
1,6</td>
<td width="40">
<p align="center">130,4<br />
1,6</td>
<td width="40">
<p align="center">130,8<br />
2,0</td>
<td width="40">
<p align="center">131,3<br />
2,3</td>
<td width="40">
<p align="center">131,8<br />
2,6</td>
</tr>
<tr>
<td width="74">
<p align="center"><strong>2008<br />
%</strong></td>
<td width="34">
<p align="center">132,2<br />
2,9</td>
<td width="34">
<p align="center">132,5<br />
2,9</td>
<td width="36">
<p align="center">133,2<br />
3,3</td>
<td width="34">
<p align="center">133,5<br />
3,3</td>
<td width="34">
<p align="center">134.2<br />
3.5</td>
<td width="45">
<p align="center">134,8<br />
3,8</td>
<td width="40">
<p align="center">135,4<br />
4,0</td>
<td width="40">
<p align="center">135,5<br />
3,9</td>
<td width="40">
<p align="center">135,2<br />
3,7</td>
<td width="40">
<p align="center">135,2<br />
3,4</td>
<td width="40">
<p align="center">134,7<br />
2,6</td>
<td width="40">
<p align="center">134,5<br />
2,0</td>
</tr>
<tr>
<td width="74">
<p align="center"><strong>2009<br />
%</strong></td>
<td width="34">
<p align="center">134,2<br />
1,5</td>
<td width="34">
<p align="center">134,5<br />
1,5</td>
<td width="36">
<p align="center">134,5<br />
1,0</td>
<td width="34">
<p align="center">134,8<br />
1,0</td>
<td width="34">
<p align="center">135,1<br />
0,7</td>
<td width="45">
<p align="center">135,3<br />
0,4</td>
<td width="40">
<p align="center">135,3<br />
-.,1</td>
<td width="40">
<p align="center">135,8<br />
0,2</td>
<td width="40">
<p align="center">135,4<br />
0,1</td>
<td width="40">
<p align="center">135,5<br />
0,2</td>
<td width="40">
<p align="center">135,6<br />
0,7</td>
<td width="40">
<p align="center">135,8<br />
1,0</td>
</tr>
<tr>
<td width="74">
<p align="center"><strong>2010<br />
%</strong></td>
<td width="34">
<p align="center">136,0<br />
1,3</td>
<td width="34">
<p align="center">136,2<br />
1,3</td>
<td width="36">
<p align="center">136,5<br />
1,5</td>
<td width="34">
<p align="center">137,0<br />
1,6</td>
<td width="34">
<p align="center">137,1<br />
1,5</td>
<td width="45">
<p align="center">137,1<br />
1,3</td>
<td width="40">
<p align="center">137,6<br />
1,7</td>
<td width="40">
<p align="center">137,9<br />
1,5</td>
<td width="40">
<p align="center">137,5<br />
1,6</td>
<td width="40">
<p align="center">137,8<br />
1,7</td>
<td width="40">
<p align="center">137,9<br />
1,7</td>
<td width="40">
<p align="center">138,4<br />
1,9</td>
</tr>
<tr>
<td width="74">
<p align="center">
</td>
<td colspan="12" width="457">
<p align="center"><strong>Base di   riferimento: 2010 = 100<br />
</strong>Coeffic. di raccordo Base 1995 e Base 2010 = 1,3730</td>
</tr>
<tr>
<td width="74">
<p align="center"><strong>2011<br />
%</strong></td>
<td width="34">
<p align="center">101,2<br />
2,2</td>
<td width="34">
<p align="center">101,5<br />
2,3</td>
<td width="36">
<p align="center">101,9<br />
2,5</td>
<td width="34">
<p align="center">
</td>
<td width="34">
<p align="center">
</td>
<td width="45">
<p align="center">
</td>
<td width="40">
<p align="center">
</td>
<td width="40">
<p align="center">
</td>
<td width="40">
<p align="center">
</td>
<td width="40">
<p align="center">
</td>
<td width="40">
<p align="center">
</td>
<td width="40">
<p align="center">
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="height: 17px;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="0" width="718">
<tbody>
<tr>
<td width="100%"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Economia Area Euro 2011</title>
		<link>http://www.indiceistat.it/economia-area-euro-2011/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Apr 2011 17:45:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
		<category><![CDATA[Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Inflazione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Istat 2011]]></category>
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		<category><![CDATA[Terminologia Economica]]></category>
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		<category><![CDATA[Indice Istat]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nell’area dell’euro, la decelerazione del PIL nel quarto trimestre (0,3% dopo lo 0,4% del terzo) è stata determinata dal rinvio degli investimenti in costruzioni per le condizioni climatiche avverse in Francia e Germania e dal rallentamento della domanda mondiale.
I consumi privati hanno registrato un rimbalzo(0,4%) in parte attribuibile agli acquisti di automobili in Francia legati [...]]]></description>
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<p>Nell’<strong>area dell’euro</strong>, la decelerazione del <strong><a href="http://www.indiceistat.it/">PIL</a></strong> nel quarto trimestre (0,3% dopo lo 0,4% del terzo) è stata determinata dal rinvio degli investimenti in costruzioni per le condizioni climatiche avverse in Francia e Germania e dal rallentamento della domanda mondiale.</p>
<p>I <strong>consumi privati</strong> hanno registrato un rimbalzo(0,4%) in parte attribuibile agli acquisti di automobili in Francia legati alla fine degli incentivi alla rottamazione il 31 dicembre 2010. Si prevede un’accelerazione del PIL in che si affievolirebbe nell’orizzonte previsivo (0,5%, 0,4% e 0,4%). I consumi privati dovrebbero stabilizzarsi (attorno allo 0,2%) penalizzati dalle condizioni del mercato del lavoro che, sebbene con elevata eterogeneità a livello nazionale, nel complesso dell’area rimarrebbero fragili.</p>
<p>Inoltre, sia il <strong>consolidamento fiscale</strong> in molti paesi euro, sia la <strong>tendenza al rialzo dell’inflazione</strong> peseranno negativamente sui redditi reali delle famiglie. In base all’ipotesi che il prezzo del petrolio si stabilizzi a 113 dollari al barile e che il tasso di cambio dollaro/euro oscilli attorno a 1,38, nell’orizzonte previsivo, l’inflazione si dovrebbe stabilizzare al 2,6% in giugno e settembre, dopo il 2,2% di dicembre 2010.</p>
<p>Gli investimenti continuerebbero a crescere a una velocità più moderata, a causa della decelerazione del commercio mondiale e della <strong>incertezza sui mercati <a href="http://imiglioriprestiti.it">finanziari</a></strong>. Questi ultimi, nei primi mesi del 2011, hanno scontato le tensioni sul debito sovrano di alcuni Stati, in particolare Portogallo, Spagna e Irlanda.</p>
<p>Inoltre, <strong>le turbolenze nelle nazioni del Medio Oriente e Nord Africa</strong> (MENA) hanno rafforzato i timori circa il proseguimento nella tendenza al rialzo del prezzo del petrolio e l’irrigidimento della politica monetaria per contenere l’inflazione. Infine, il terremoto in Giappone ha peggiorato le prospettive per alcuni settori strategici quali nucleare, elettronica, bancario e <a href="http://autoeassicurazione.it"><strong>assicurativo </strong></a>e automobilistico.</p>
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