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	<title>Indice Istat &#187; Statistiche del Mondo</title>
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		<title>Stima Pil IV trimestre 2010</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 15:48:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Indice Prezzi 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Istat 2011]]></category>
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		<category><![CDATA[Stima Pil IV trimestre 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sulla base delle informazioni disponibili, nel quarto trimestre del 2010 il prodotto interno lordo (PIL) è aumentato dello 0,1 per cento rispetto al trimestre precedente e dell’1,3 per cento rispetto al quarto trimestre del 2009. L’aumento congiunturale del PIL è il risultato di un aumento del valore aggiunto dell’agricoltura e dei servizi e di una diminuzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1249 aligncenter" title="pil IV tr" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/pil-IV-tr.jpg" alt="pil IV tr" width="575" height="291" /></p>
<p>Sulla base delle informazioni disponibili, nel quarto trimestre del 2010<strong> </strong>il <strong><a href="Sulla base delle informazioni finora disponibili, nel quarto trimestre del 2010 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2000, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,1 per cento rispetto al trimestre precedente e dell’1,3 per cento rispetto al quarto trimestre del 2009. L’aumento congiunturale del PIL è il risultato di un aumento del valore aggiunto dell’agricoltura e dei servizi e di una diminuzione del valore aggiunto dell’industria. Il quarto trimestre del 2010 ha avuto due giornate lavorative in meno rispetto al trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al quarto trimestre 2009.   Nel quarto trimestre il PIL è aumentato in termini congiunturali dello 0,8 per cento negli Stati Uniti ed è diminuito dello 0,5 per cento nel Regno Unito. In termini tendenziali, il PIL è aumentato del 2,8 per cento negli Stati Uniti e dell’1,7 per cento nel Regno Unito.  Secondo la prassi corrente, sono comunicati i dati trimestrali revisionati a partire dal primo trimestre 2008. La metodologia utilizzata per la stima preliminare del PIL è analoga a quella seguita per la stima completa dei conti trimestrali. La mancanza totale o parziale di alcuni indicatori alla data della stima preliminare comporta un maggiore ricorso a tecniche statistiche di integrazione. Di conseguenza, le stime preliminari trimestrali possono essere soggette a revisioni di entità superiore rispetto alle stime correnti, diffuse a 70 giorni dalla fine del trimestre.  Sulla base di tale metodologia, il Pil corretto per gli effetti di calendario nel 2010 è aumentato dell’1,1 per cento. Si ricorda che il 2010 ha avuto una giornata lavorativa in più rispetto al 2009. La crescita acquisita per il 2011 è pari allo 0,3 per cento. Secondo la prassi corrente, l’1 marzo 2011 saranno diffuse le nuove stime annuali (non corrette per gli effetti di calendario) dei conti economici nazionali per il periodo 2008-2010. L’11 marzo 2011 saranno rese note le stime trimestrali coerenti con i nuovi dati annuali.">prodotto interno lordo (PIL)</a></strong> è aumentato dello 0,1 per cento rispetto al trimestre precedente e dell’1,3 per cento rispetto al quarto trimestre del 2009. L’aumento congiunturale del PIL è il risultato di un aumento del valore aggiunto dell’agricoltura e dei servizi e di una diminuzione del valore aggiunto dell’industria.</p>
<p>Il quarto trimestre del 2010 ha avuto due giornate lavorative in meno rispetto al trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al quarto trimestre 2009. Nel quarto trimestre il PIL è aumentato in termini congiunturali dello 0,8 per cento negli Stati Uniti ed è diminuito dello 0,5 per cento nel Regno Unito. In termini tendenziali, il PIL è aumentato del 2,8 per cento negli Stati Uniti e dell’1,7 per cento nel Regno Unito.</p>
<p>La metodologia utilizzata per la stima preliminare del PIL è analoga a quella seguita per la stima completa dei conti trimestrali. La mancanza totale o parziale di alcuni indicatori alla data della stima preliminare comporta un maggiore ricorso a tecniche statistiche di integrazione.</p>
<p>Sulla base di tale metodologia, il Pil corretto per gli effetti di calendario nel 2010 è aumentato dell’1,1 per cento. Si ricorda che <strong>il 2010 ha avuto una giornata lavorativa in più rispetto al 2009</strong>. La crescita acquisita per il 2011 è pari allo 0,3 per cento.</p>
<p>Secondo la prassi corrente, l’<strong>1 marzo 2011 saranno diffuse le nuove stime annuali</strong> (non corrette per gli effetti di calendario) dei conti economici nazionali per il periodo 2008-2010. L’11 marzo 2011 saranno rese note le stime trimestrali coerenti con i nuovi dati annuali.</p>
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		<title>Commercio Estero extra UE</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 15:27:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko</dc:creator>
				<category><![CDATA[Debito pubblico]]></category>
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		<description><![CDATA[
A gennaio 2011 le esportazioni dal nostro Paese hanno registrato una crescita congiunturale dell’8,7%, superiore a quella delle importazioni (+4,4%), con livelli di interscambio più elevati per i flussi in entrata. La crescita tendenziale è molto sostenuta per entrambi i flussi: +34,9% per le esportazioni e +46,2% per le importazioni.
Il persistente debito commerciale con i paesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="http://www.sbeuropeconsulting.com/sb/images/import_export.jpg" alt="" /></p>
<p>A gennaio 2011 le <strong><a href="http://www.indiceistat.it/export-import-ue/">esportazioni</a></strong> dal nostro Paese hanno registrato una crescita congiunturale dell’8,7%, superiore a quella delle importazioni (+4,4%), con livelli di interscambio più elevati per i flussi in entrata. La <strong>crescita tendenziale</strong> è molto sostenuta per entrambi i flussi: +34,9% per le esportazioni e +46,2% per le importazioni.</p>
<p>Il persistente <strong><a href="http://www.indiceistat.it/sale-il-debito-pubblico-in-italia/">debito</a></strong> commerciale con i paesi extra Ue si amplifica notevolmente: dai meno 3,4 miliardi di gennaio 2010 ai meno 5,8 miliardi di gennaio 2011.</p>
<p>Il <strong>comparto energetico</strong> ha registrato, sempre a gennaio 2011, un consistente ampliamento del debito (-5,6 miliardi rispetto a -3,8 di gennaio 2010), contribuendo per il 75% all’incremento del deficit complessivo. Al saldo negativo della bilancia commerciale, che passa dai 456 milioni di gennaio 2010 a meno 169 milioni di gennaio 2011, contribuisce anche l’interscambio di prodotti non energetici.</p>
<p>I <strong>beni strumentali</strong> trainano la crescita tendenziale delle esportazioni di prodotti non energetici (+41,9% realizzando un saldo attivo di oltre 2,1 miliardi.</p>
<p>Per i <strong>prodotti intermedi</strong> si registra una crescita tendenziale delle importazioni (+73%) notevolmente più ampia di quella delle esportazioni (+31%) ed un deficit commerciale di quasi 1,9 miliardi di euro.</p>
<p>I <strong>mercati di destinazione</strong> più dinamici sono Stati Uniti (+64,9%), paesi Mercosur (+62,5%), Turchia (+45,5%), Russia (+45,2%) e Svizzera (+35,5%). Più debole è la crescita verso paesi ASEAN e EDA.</p>
<p>Una crescita sostenuta delle <strong>importazioni</strong> interessa i paesi <strong>Mercosur</strong> (+73%), i paesi <strong>OPEC</strong> (+65,2%), la Cina (+52%) e gli Stati Uniti (+50,5%), mentre è relativamente più contenuta la crescita dei flussi in entrata dalla Turchia (+17,6%) e dal Giappone (+27,2%).</p>
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		<title>La Cina e il Giappone rallentano</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jan 2011 11:27:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[economia asiatica]]></category>
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		<description><![CDATA[In Cina, sono stati rilasciati indicatori macro molto rilevanti per il mese di luglio. I dati indicano un rallentamento dell&#8217;attività nel terzo trimestre. La produzione industriale ha rallentato al 13,4% l&#8217;anno rispetto al 13,7% del mese precedente ed è stata resa nota una previsione del 13,1%. Questo è il livello più basso degli ultimi 11 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In <strong>Cina</strong>, sono stati rilasciati indicatori macro molto rilevanti per il mese di luglio. I dati indicano un rallentamento dell&#8217;attività nel terzo trimestre. La produzione industriale ha rallentato al 13,4% l&#8217;anno rispetto al 13,7% del mese precedente ed è stata resa nota una previsione del 13,1%. Questo è il livello più basso degli ultimi 11 mesi. A sua volta, le vendite al dettaglio di luglio hanno raggiunto il 17,9% con un tasso annuo di circa 18,5% e in salita rispetto al18,3%, il dato precedente. Dal lato dei prezzi, il CPI di luglio ha raggiunto un massimo di 21 mesi al 3,3% annuo dal 2,9% nel mese di giugno e una previsione del 3,4%. I prezzi alla produzione sono rallentati al 4,8% annualizzato dal 6,4% precedente e una previsione del 5,8%.</p>
<p>In <strong>Giappone</strong>, gli ordini di macchinari giugno sono stati collocati ben al di sotto le aspettative con una lettura di 1,6% mensile e -2,2% su base annua. Ci si aspettava una lettura di 5,4% e 1,5% rispettivamente. Questo è un segnale pericoloso di questo indicatore in quanto si può dedurre che l&#8217;investimento in attrezzature sta rallentando con i principali partner commerciali della regione asiatica.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-951" title="chi-jap" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/chi-jap.jpg" alt="chi-jap" width="400" height="289" /></p>
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		<title>Economia mondiale in ripresa?</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 09:04:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il capo del Fondo monetario internazionale Dominique Strauss-Kahn ha detto ieri che l&#8216;economia mondiale non è ancora &#8220;fuori pericolo&#8221; nonostante il recupero nei paesi emergenti più veloce del previsto.
Strauss-Kahn ha detto &#8221; la domanda privata non è ancora forte abbastanza per segnalare la fine della prolungata recessione sperimentata dall&#8217;economia mondiale&#8221;. &#8221;Si vede che la crescita sta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il capo del <strong>Fondo monetario internazionale Dominique Strauss-Kahn </strong>ha detto ieri che l<strong>&#8216;economia mondiale non è ancora &#8220;fuori pericolo&#8221; </strong>nonostante il recupero nei paesi emergenti più veloce del previsto.</p>
<div id="attachment_507" class="wp-caption alignnone" style="width: 430px"><img class="size-full wp-image-507 " title="strauss-kahn reuters" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/strauss-kahn-reuters.jpg" alt="Strauss Khan pessimista sulla ripresa globale. Foto: Reuters" width="420" height="308" /><p class="wp-caption-text">Strauss Khan pessimista sulla ripresa globale. Foto: Reuters</p></div>
<p>Strauss-Kahn ha detto <strong>&#8221; la domanda privata non è ancora forte abbastanza per segnalare la fine della prolungata recessione sperimentata dall&#8217;economia mondiale&#8221;</strong>. &#8221;Si vede che la crescita sta riprendendo quasi ovunque, ma quasi ovunque i dati di questa crescita sono legati al supporto pubblico, mentre la domanda privata resta piuttosto debole e non forte abbastanza. Fino a che la domanda privata non sarà sostenibile per fornire crescita, sarà difficile dire che la crisi è finita&#8221;, ha aggiunto. <strong>L&#8217;Fmi ha alzato le sue stime a gennaio, prevedendo che l&#8217;economia mondiali si espanda del 3,9% nel 2010, più alta rispetto al 3,1% previsto lo scorso ottobre, con un ritmo fino al 4,3% il prossimo anno</strong>. &#8221;Il recupero sta arrivando più velocemente del previsto. Ma non siamo fuori pericolo e dobbiamo essere cauti&#8221;, ha concluso Kahn. Fonte notizia; Reuters</p>
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		<title>Prezzi Benzina</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 17:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il prezzo dei carburanti è fuori controllo. La denuncia arriva unanime dalle associazioni dei consumatori. Per Federconsumi l&#8217;andamento dei prezzi della benzina è ormai “insostenibile” perché “da gennaio 2010 le ricadute per gli automobilisti ammontano a 288 euro annui tra costi diretti ed indiretti”, dicono gli esponenti Lannutti e Trefiletti.  E rispetto a un anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il prezzo dei carburanti</strong> è fuori controllo. La denuncia arriva unanime dalle associazioni dei consumatori. Per Federconsumi l&#8217;andamento dei <strong>prezzi della benzina</strong> è ormai “insostenibile” perché “<strong>da gennaio 2010 le ricadute per gli automobilisti ammontano a 288 euro annui </strong>tra costi diretti ed indiretti”, dicono gli esponenti Lannutti e Trefiletti.  E rispetto a un anno fa – sottolineano &#8211; gli italiani hanno dovuto sborsare dieci euro in più.</p>
<div id="attachment_700" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-700" title="benzinaio" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/benzinaio.jpg" alt="benzinaio. Cartoon: www.studiolegalelagreca.it" width="450" height="450" /><p class="wp-caption-text">benzinaio. Cartoon: www.studiolegalelagreca.it</p></div>
<p>Da un rapporto di quotidianoenergia.i<a style="color: #3333cc;" href="http://quotidianoenergia.it/">t</a> emerge che <strong>t</strong><strong>utti i benzinai hanno aumentato i prezzi</strong>, fino a 1,44 euro al litro, con rialzi generalizzati nell&#8217;ordine dei cinque centesimi. Come ad esempio <strong>Q8</strong> <strong>(benzina: 1,442 euro/litro), che ha aumentato anche il prezzo del Diesel.</strong> Poi c&#8217;è <strong>Api </strong>che con un rialzo di 5 centesimi su verde e diesel ha spinto i prezzi rispettivamente a 1,438 e 1,281 euro/litro. <strong>Erg </strong>è rimasta poco sotto:  1,433 euro/litro e diesel a 1,279 euro/litro. E così di seguito: <strong>Esso </strong>a 1,434 euro/litro sulla benzina e a 1,276 euro/litro sul diesel. Shell ha aumentato solo il gasolio, a 1,284 euro/litro. Infine <strong>Tamoil </strong>e <strong>Total </strong>hanno ritoccato la benzina rispettivamente a 1,436 e 1,439 euro/litro.</p>
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		<title>Bilancia Commerciale Regno Unito: riduzione del deficit commerciale UK</title>
		<link>http://www.indiceistat.it/bilancia-commerciale-regno-unito-riduzione-del-deficit-commerciale-uk/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 09:25:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Area Ocse]]></category>
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		<category><![CDATA[Voglio saperne di più]]></category>
		<category><![CDATA[bilancia commerciale]]></category>
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		<description><![CDATA[In calo a febbraio il deficit complessivo della bilancia commerciale dei beni della Gran Bretagna, che si attesta a 6,2 mld di sterline rispetto agli 8,1 mld del mese precedente. Il dato è reso noto dall&#8217;Office for National Statistics della Gran Bretagna (ONS). I dati soni positivi per la Sterlina.
Bilancia Commerciale per paesi:
Paesi Terzi:  un deficit [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In <strong>calo a febbraio il deficit complessivo della bilancia commerciale dei beni della Gran Bretagna</strong>, che si attesta a 6,2 mld di sterline rispetto agli 8,1 mld del mese precedente. Il dato è reso noto dall&#8217;Office for National Statistics della Gran Bretagna (ONS). I dati soni <strong><a href="http://cambiodollaroeuro.com/cambio-sterlina-dollaro-discesa-con-possibilita-di-rimbalzo/">positivi per la Sterlina.</a></strong></p>
<p><strong>Bilancia Commerciale per paesi:</strong></p>
<p>Paesi Terzi:  un deficit di 3,3 mld contro il disavanzo di 4,7 mld di gennaio.</p>
<p>Paesi UE: gap  negativo per 2,8 mld rispetto ai -3,4 mld di gennaio.</p>
<p><strong>Bilancia Servizi</strong>: saldo positivo di 4,1 mld contro i 4,2 mld dello scorso mese.</p>
<p><strong>Bilancia Commerciale Globale beni e servizi</strong>: deficit di 2,1 mld in calo rispetto al -3,9 del mese precedente</p>
<div id="attachment_598" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-598" title="london-bus" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/london-bus.jpg" alt="Londra. Foto: www.eurocheapo.com" width="450" height="275" /><p class="wp-caption-text">Londra. Foto: www.eurocheapo.com</p></div>
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		<title>Inflazione area Ocse, calo dell&#8217;1,9% a febbraio</title>
		<link>http://www.indiceistat.it/inflazione-area-ocse-calo-dell19-a-febbraio/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 10:58:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Area Ocse]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[ocse]]></category>

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		<description><![CDATA[Inflazione in frenata a febbraio nell&#8217;area Ocse. I prezzi al consumo sono cresciuti infatti dell&#8217;1,9% rispetto al 2,1% registrato a gennaio. Il motivo segnalato dagli esperti è principalmente  il rallentamento della corsa dei prezzi energetici passati dal +10,6% di gennaio a +8,4% (+0,2% l&#8217;aumento congiunturale). I prezzi degli alimentari sono diminuiti dello 0,3% dopo il -0,7% [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inflazione in frenata a febbraio nell&#8217;area Ocse. I p<strong>rezzi al consumo sono cresciuti infatti dell&#8217;1,9% rispetto al 2,1% registrato a gennaio.</strong> Il motivo segnalato dagli esperti è principalmente  il <strong>rallentamento della corsa dei prezzi energetici</strong> passati dal +10,6% di gennaio a +8,4% (+0,2% l&#8217;aumento congiunturale). I prezzi degli alimentari sono diminuiti dello 0,3% dopo il -0,7% di gennaio mentre il core rate (tasso depurato da energia e alimentari) si e&#8217; attestato a +1,5% lo scorso mese rispetto al +1,6% di gennaio.</p>
<div id="attachment_433" class="wp-caption alignnone" style="width: 481px"><img class="size-full wp-image-433  " title="Inflazione. Foto: www.tradertech.com " src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/euro2.jpg" alt="Inflazione. Foto: www.tradertech.com " width="471" height="315" /><p class="wp-caption-text">Inflazione. Foto: www.tradertech.com</p></div>
<p><strong>La Francia e&#8217; stato l&#8217;unico paese del G7 dove i prezzi al consumo sono saliti&#8230;<span id="more-425"></span></strong> (da +1,1% a +1,3%). Riduzioni, invece, in Gran Bretagna (da 3,5% a 3,0%), Stati Uniti (da 2,6% a 2,1%), cosi&#8217; come in Canada (1,6%), Italia (1,2%) e Germania (0,6%).</p>
<p>Prosegue la deflazione in Giappone con i prezzi al consumo scesi dell&#8217;1,1% dopo il -1,3% di gennaio. Nell&#8217;area euro l&#8217;inflazione tendenziale e&#8217; passata da +1,0% a +0,9%.</p>
<p>News source: <a href="http://">ASCA</a></p>
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