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	<title>Indice Istat &#187; istat</title>
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		<title>Indice ISTAT 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 22:43:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[istat]]></category>

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Nel mese di marzo di ogni anno, le stime annuali del PIL e il debito pubblico generale sono rilasciati secondo le disposizioni del trattato di Maastricht sugli indicatori di convergenza. I dati sono compilati in conformità del SEC 95 e si riferiscono agli aggregati dei conti risorse e degli impieghi, le unità di lavoro, lavoratori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://www.assoproprietari.it/var/immagini/articoli/im-00003.jpg" alt="" width="234" height="240" /></p>
<p>Nel mese di marzo di ogni anno, le stime annuali del PIL e il debito pubblico generale sono rilasciati secondo le disposizioni del trattato di Maastricht sugli indicatori di convergenza. I dati sono compilati in conformità del SEC 95 e si riferiscono agli aggregati dei conti risorse e degli impieghi, le unità di lavoro, lavoratori dipendenti, gli indicatori di finanza pubblica nonché le revisioni delle stime relative al triennio precedente. I dati sono espressi in milioni di euro a prezzi correnti ed in valori concatenati, anno di riferimento 2000.</p>
<p>Il conto trimestrale amministrazioni pubbliche, pubblicato la prima volta nell&#8217;ottobre 2003, analizza la dinamica dei principali aggregati del conto e indicatori di finanza pubblica: le spese (redditi da lavoro, prestazioni sociali, consumi, investimenti e spese per interessi), i ricavi (tasse e contributi previdenziali), l&#8217;equilibrio attuale, indebitamento netto, saldo primario. Le stime, elaborate su base cumulativa, sono espressi in milioni di euro a prezzi correnti.Le serie temporali sono disponibili dal primo trimestre del 1999.</p>
<p>L&#8217;indice dei prezzi al consumo calcolati ogni mese dall&#8217;Istat misura la variazione dei prezzi nel tempo di un insieme di beni e servizi (paniere) rappresentativi dei consumi delle famiglie italiane. ISTAT calcola tre diversi indici dei prezzi al consumo:</p>
<p>1. l&#8217;indice nazionale dei prezzi al consumo per l&#8217;intera popolazione (vedi NIC italiano) usato per misurare l&#8217;inflazione su tutto il sistema economico;</p>
<p>2. l&#8217;indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e blu colletti bianchi (vedi FOI italiano) usato per adeguare periodicamente i valori monetari, ad esempio in affitto o assegno alimentare al coniuge separato;</p>
<p>3. l&#8217;indice armonizzato UE dei prezzi al consumo (IPCA), che è stato <a href="http://www.indiceistat.it/variazione-indice-istat/">sviluppato </a>per facilitare il confronto di <a href="http://icicalcolo.it/ici-2012-la-nuova-imu/">inflazione</a> tra gli Stati membri.<img class="aligncenter" src="http://sostenibileresponsabile.files.wordpress.com/2010/05/internet-sostenibile-istat-confservizi-veneto.jpg" alt="" width="457" height="317" /></p>
<p>Il 2009 paniere usato per calcolare l&#8217;inflazione è composto da 530 elementi rappresentativi. Ogni elemento si riferisce ad un campione del prodotto o gruppo di prodotti per i quali vengono rilasciati i relativi indici dei prezzi al consumo ogni mese. Poiché la maggior parte voci includono diversi prodotti, il numero totale di beni e servizi è monitorate 1143. L&#8217;indice dei prezzi alla produzione misura la <a href="http://icicalcolo.it/codici-ici-2/">variazione </a>dei prezzi all&#8217;ingrosso di beni prodotti da imprese industriali (escluse le costruzioni, le armi, la costruzione navale, aerospaziale e ferroviario). Il calcolo è basato su un paniere di 1.403 elementi e su un campione di 4.528 imprese. L&#8217;indice ha una struttura ponderata che riflette l&#8217;impatto della produzione industriale sui vari beni contenuti nel paniere. Gli indici sono raggruppati in beni di consumo, beni strumentali, beni intermedi ed energia. Dal gennaio 2009 gli indici sono calcolati in relazione all&#8217;anno di riferimento 2005 e utilizzando la nuova classificazione Ateco 2007.Dall&#8217;inizio del 2009, un sistema è disponibile anche per gli utenti composto da 3 indicatori per i prezzi dei prodotti industriali: mercato interno, mercato estero e del mercato totale, nel caso dei prodotti venduti sui mercati esteri, l&#8217;indice complessivo è la sintesi di una indici nell&#8217;area dell&#8217;euro e l&#8217;area al di fuori dell&#8217;Unione europea (non residenti nell&#8217;area dell&#8217;euro).</p>
<p><object width="460" height="320"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/w464iJGHIf8?version=3&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/w464iJGHIf8?version=3&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="460" height="320" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Secondo i dati Istat, l’Italia cresce poco e lentamente</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 19:42:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[istat]]></category>

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Il premio di rischio italiano è salito al di sopra di quello degli spagnoli dal 2010 con uno spread di 400 punti base per i 396 spagnoli. Ciò significa che l&#8217;Italia paga più interessi sul proprio titolo decennale che la Spagna e le prestazioni dei titoli di Stato italiani rispetto ai Bund tedeschi, che sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1475" title="DataFile.asp" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/DataFile.asp_.jpg" alt="DataFile.asp" width="191" height="107" /></p>
<p>Il premio di rischio <a href="http://icicalcolo.it/ancora-sul-piano-di-risanamento-italiano/">italiano </a>è salito al di sopra di quello degli spagnoli dal 2010 con uno spread di 400 punti base per i 396 spagnoli. Ciò significa che l&#8217;<a href="http://italiaefinanza.it/rapporto-italia-libia-alcune-notizie-di-ordine-economico-e-non-solo/">Italia </a>paga più interessi sul proprio titolo decennale che la Spagna e le prestazioni dei titoli di Stato italiani rispetto ai Bund tedeschi, che sono considerati più sicuri dai mercati, è 6,251% da 6,241 % degli spagnoli. Anche se durante  diverse giornate il premio  per il rischio italiano ha di nuovo superato quello Spagnolo, i dati indicano che i mercati iniziano a vedere l&#8217;economia italiana più vulnerabile di quanto gli spagnoli, ciò non significa che sia un successo per la Spagna ma piuttosto un pericolo per l&#8217;intera zona euro. L&#8217;Italia è la terza più grande economia dell&#8217;euro a sostenere un debito del 120% (1,9 miliardi di euro) rispetto al Prodotto Interno Lordo (PIL), solo in Europa dopo la Grecia. Mentre il deficit non è il più alto del vecchio continente, con una crescita economica pari al 4,5% di un decennio si è bloccato allo 0,1%. Si tratta di un cocktail letale, perché se il divario continua a crescere a questo ritmo e l&#8217;Italia non cresce, il debito si moltiplicheranno nei prossimi anni. Ieri, un rapporto pubblicato dal Centro per l&#8217;Economia e Business Research di Londra, ha affermato che in questa fase, il debito italiano e il PIL potrebbe raggiungere il 150% nel 2017, mettendola sull&#8217;orlo del fallimento.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1476" title="timthumb.php" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/timthumb.php_.jpg" alt="timthumb.php" width="185" height="185" /></p>
<p>Questa mattina, l&#8217;italiano Statistica (ISTAT) ha riferito che l&#8217;economia italiana è cresciuta dello 0,3% nell&#8217;ultimo trimestre. Secondo l&#8217;Istat, la crescita annua raggiungerà lo 0,7%, mentre il governo si aspetta che sia in grado di   superare l&#8217;1%. La Spagna, però, ha un debito di 67,3% e la sua crescita negli ultimi anni è stata migliore  nonostante il rallentamento nel quarto trimestre, che lo pone in una posizione migliore rispetto alla loro premio di rischio. Ma proprio perché è la terza più grande economia in Europa, l&#8217;UE non poteva permettersi un piano di salvataggio per l&#8217;Italia, che temevano in caso di default, prendendo il front-end per i paesi dell&#8217;euro diversi. Il governo italiano ha approvato lo scorso luglio, un pacchetto di regolazione di 48.000 milioni di euro, ma i tagli sono previsti sono forti per il 2012- 2013. Dopo che il governatore della Banca centrale europea Jean Claude Trichet, ha ammonito l&#8217;esecutivo di <a href="http://italiaefinanza.it/berlusconi-il-sistema-italiano-e-solido/">Silvio Berlusconi</a> che sarebbe opportuno anticipare alcune misure per introdurre un mercato più rigorosa, quest’ultimo si è attivato facendo in modo che al  più presto vengano attuate tutte le misure di cui il paese ha bisogno per raggiungere l’obiettivo entro il 2013 di portare debito allo 0%.<img class="aligncenter size-full wp-image-1477" title="italia_innovazione_103x131" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/italia_innovazione_103x131.jpg" alt="italia_innovazione_103x131" width="103" height="131" /></p>
<p>In termini di crescita economica, Berlusconi e il suo ministro dell&#8217;Economia, Giulio Tremonti, dopo sono incontrati a Roma con le banche con i rappresentanti dei datori di lavoro e sindacati per sviluppare un piano per rilanciare l&#8217;economia non sono riusciti a trovare un punto d’incontro in quanto la manovre del governo non convince a tal punto da indurre la Cgil ad indire per il prossimo 6 settembre uno sciopero generale.<iframe width="420" height="345" src="http://www.youtube.com/embed/iVX3xRiNlnE" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Istat comunica la crescita dell’indice di motorizzazione</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 13:04:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[indice di motorizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[istat]]></category>

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Secondo quanto viene riportato dall’Istituto nazionale di statistica, si registra nel nostro paese un aumento del  tasso di motorizzazione nei  comuni che sono capoluogo di provincia. Tale incremento, rispetto all’anno passato è dello 0,6%. Quindi, si è avuta una leggerissima crescita pari allo 0,1  in media nell’arco dei 10 anni a partire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1467" title="istat" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/istat1.jpg" alt="istat" width="300" height="156" /></p>
<p>Secondo quanto viene riportato dall’<a href="http://www.indiceistat.it/istat-cosa-e-successo-dal-2010-a-oggi-in-italia/">Istituto nazionale di statistica</a>, si registra nel nostro paese un aumento del  tasso di motorizzazione nei  comuni che sono capoluogo di provincia. Tale incremento, rispetto all’anno passato è dello 0,6%. Quindi, si è avuta una leggerissima crescita pari allo 0,1  in media nell’arco dei 10 anni a partire dall’anno 2000. Ma cosa misura tale <a href="http://www.indiceistat.it/indici-dei-prezzi-al-consumo-indici-provvisori-di-luglio/">indice</a>? Esso serve per dare una determinazione quantitativa delle auto che sono presenti nelle città e questo calcolo viene effettuato per ogni 1000 abitanti.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1465" title="162557265-0a17e95c-c0be-493e-8735-5da36691df60" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/162557265-0a17e95c-c0be-493e-8735-5da36691df60.jpg" alt="162557265-0a17e95c-c0be-493e-8735-5da36691df60" width="230" height="161" /></p>
<p>In tutto il territorio nazionale vi sono diverse province in cui si sono registrati degli aumenti del numero di macchine calcolando questo dato sempre su una scala di 1000 residenti ecco quali sono le città interessate: Olbia e Nuoro, Aosta, L’Aquila, Latina, Potenza, Catania. L’ Istituto nazionale di statistica  ha dato comunicazione di tali  facendo riferimento a degli <a href="http://www.indiceistat.it/agenda-indici-istat-martedi-30-marzo/">indicatori </a>che sono stati adoperati a livello urbano.</p>
<p>Inoltre, l’istituto di statistica sostiene che tale tasso che indica il livello di motorizzazione è parecchio alto anche in altre zone del paese, e addirittura in ben settantasette capoluoghi di provincia vi sono quasi 600 auto su una base di 1000 residenti. Chiaramente questi dati possono differire di città in città e bisogna tenere conto di alcuni fattori che fanno riferimento alla struttura urbana che presenta ogni singola realtà cittadina. Sono del 25% le città capoluogo di provincia che presentano un più basso indice di motorizzazione ecco alcune:   Barletta, Genova e Venezia. Inoltre, poco cambia anche sul fronte dei motocicli. Infatti, secondo il rapporto pubblicato dall’Istituto nazionale di statistica  si mette in evidenza come vi sia una preponderanza della quantità di motocicli in tutto il territorio. <img class="aligncenter size-full wp-image-1466" title="112932397-affd263d-1145-416c-ac26-3d1c69b9a63d" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/112932397-affd263d-1145-416c-ac26-3d1c69b9a63d.jpg" alt="112932397-affd263d-1145-416c-ac26-3d1c69b9a63d" width="300" height="176" /></p>
<p>L’indicatore a cui fa riferimento l’<a href="http://www.indiceistat.it/agenda-indici-istat-martedi-30-marzo/">Istat </a>indica che vi è stato un incremento nelle città capoluogo del 2,4% negli ultimi anni, se questo dato invece si confronta  con quello che fa riferimento agli ultimi dieci anni, allora si scopre che addirittura l’aumento che si registrato è pari all’80%. Di certo non poco avranno inciso le modifiche della struttura dei centri urbani da parte delle amministrazioni locali che nel tempo hanno incrementato l’aumento di aree a traffico limitato e zone in cui le macchine non possono transitare  oltreché la scarsità di aree adibite a parcheggio e zone dove il parcheggio è a pagamento orario. Questo disagio si avverte di più in quei centri che sono particolarmente sensibili al problema del traffico e i dati sembrano confermare ciò.<iframe width="560" height="345" src="http://www.youtube.com/embed/g-yYw4Aqj90" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Istat: cosa è successo dal 2010 a oggi in Italia</title>
		<link>http://www.indiceistat.it/istat-cosa-e-successo-dal-2010-a-oggi-in-italia/</link>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 12:46:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[istat]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 2010, l&#8217;Italia aveva 1.156.000 famiglie vivono in assoluta povertà: oltre tre milioni di persone. E 8.272.000 i residenti che vivono con meno di 500 euro al mese, secondo l&#8217;istituto di statistica, Istat. Un altro recente sondaggio indica che solo uno su cinque italiani ha fatto  quest’anno una vacanza estiva. Di questi, il 62% [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2010, l&#8217;<a href="http://icicalcolo.it/governo-italiano-sopprimere-enti-locali-per-risparmiare-risorse/">Italia </a>aveva 1.156.000 famiglie vivono in assoluta povertà: oltre tre milioni di persone. E 8.272.000 i residenti che vivono con meno di 500 euro al mese, secondo l&#8217;istituto di statistica, Istat. Un altro recente sondaggio indica che solo uno su cinque italiani ha fatto  quest’anno una vacanza estiva. Di questi, il 62% sono andati solo per  una settimana. Per capire ciò che sta accadendo oggi bisogna  guardare al passato. Secondo gli esperti nel campo dell’<a href="http://italiaefinanza.it/tremonti-e-gli-interventi-mirati-su-lavoro-economia-e-sociale/">economia</a>,  l&#8217;Italia ha vissuto per decenni una sorta di  &#8220;guerra civile sotterranea&#8221;. La gente è abituata a diffidare dello Stato e non si aspetta nulla di buono dai loro politici. &#8220;Il vero problema è che il governo ha passato tre anni a mentire agli italiani&#8221;, ha detto Gianfranco Fini, presidente della Camera dei Deputati ed ex alleato  di Silvio <a href="http://italiaefinanza.it/berlusconi-il-sistema-italiano-e-solido/">Berlusconi</a>. Gran parte dei problemi attuali politici hanno avuto inizio con la sua epurazione dal Popolo della Libertà nel luglio 2010. Fini è stato bandito senza processo da parte del leader supremo. Berlusconi ha esaurito la materia grigia nelle mani di Tremonti, Umberto Bossi e alcuni colonnelli più fedeli scarsamente istruiti. Una delle ragioni dell’ espulsione di Fini risale al 2009 quando vennero fatte  alcune dichiarazioni generali circa l&#8217;economia del  paese che non erano giuste. Il 13 aprile 2008, Berlusconi ha vinto le elezioni con la maggioranza più ampia della storia della Repubblica. Poteva fare le riforme che il paese aveva bisogno, ma lui non lo fece. Ha preferito indulgere in propaganda e mistificare la realtà. La situazione è buona, siamo usciti dalla crisi meglio di altri, ha detto sia lui che Tremonti. Ora stiamo pagando questa miopia. Come puoi dire che tutto sta andando bene e improvvisamente tutti ci troviamo a viaggiare a bordo del Titanic?</p>
<p>Nelle ultime settimane, come abbiamo potuto vedere i mercati finanziari hanno registrato più giornate nere in cui si sono bruciati tanti milioni di euro ed il  panico viene condiviso anche da Madrid e si estende verso l&#8217;Europa. La Consob che è l’organo di vigilanza per la borsa, ha cercato di limitare la speculazione anche se ciò solo in parte è stato possibile. Ci si chiede che cosa può far cambiare le sorti di questo e se veramente risulterà essere efficace una manovra, quale quella del governo che sembra ancora una volta strozzare i ceti medio alti, senza toccare privilegi di sorta che rimangono prerogativa di pochi.</p>
<p><iframe width="560" height="345" src="http://www.youtube.com/embed/g-yYw4Aqj90" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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