<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Indice Istat &#187; Istat economia</title>
	<atom:link href="http://www.indiceistat.it/category/istat-economia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.indiceistat.it</link>
	<description>Just another WordPress weblog</description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 May 2012 23:03:20 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.6</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Economie che stentano</title>
		<link>http://www.indiceistat.it/economie-che-stentano/</link>
		<comments>http://www.indiceistat.it/economie-che-stentano/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Mar 2012 10:18:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istat economia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.indiceistat.it/?p=1634</guid>
		<description><![CDATA[
Nelle stesse zone interne, che restano relativamente arretrate, si hanno importanti mutamenti nelle rotazioni dei seminativi con l&#8217;introduzione del pomodoro, dei meloni, ecc. I dati del censimento sulla agricoltura indicano in Sicilia un aumento di alcune decine di migliaia di capi bovini (proprio nel settore meno congeniale per le caratteristiche mediterranee della nostra isola). E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://www.rai.it/dl/images/1316594370326napolitano_lega.jpg" alt="" width="458" height="345" /></p>
<p>Nelle stesse zone interne, che restano relativamente arretrate, si hanno importanti mutamenti nelle rotazioni dei seminativi con l&#8217;introduzione del pomodoro, dei meloni, ecc. I dati del censimento sulla agricoltura indicano in Sicilia un aumento di alcune decine di migliaia di capi bovini (proprio nel settore meno congeniale per le caratteristiche mediterranee della nostra isola). E se la risposta a questa domanda è purtroppo largamente negativa, in base al discorso che abbiamo fin qui svolto e, soprattutto, alla realtà che è sotto gli occhi di tutti, allora bisogna</p>
<p>porsi in termini positivi i l problema di far pesare questa nuova realtà culturale, sociale, economica, le nuove esigenze, i nuovi bisogni che essa esprime e di cui sono portatori i nuovi gruppi di classe operaia e di altri lavoratori della città e della campagna, le centinaia di migliaia di lavoratori della scuola, della sanità e della cultura attraverso la costruzione di piattaforme, progetti, movimenti, lotte tra loro coordinati che a un tempo, attraverso</p>
<p>la riaffermazione dei poteri legislativi della regione, la riqualificazione della politica delle entrate e della spesa, la riforma degli strumenti di intervento, costituiscano le premesse per i l dispiegarsi di una profonda azione riformatrice della regione in tutti i settori. Si tratta in primo luogo di affrontare con una visione globale</p>
<p>il problema di una vera e propria nuova riforma agraria che rimuova strozzature vecchie e nuove (quello che Chinnici chiamava il ««uovo feudalesimo nelle campagne»), attraverso un <a href="http://bancaofferte.it/il-cambiamento-di-una-realta-sociale-nel-tempo/">processo </a>di riforma delle strutture fondiarie (in particolare la difesa contro le speculazioni, e l&#8217;utilizzazione agricola del suolo) e di mercato (attraverso i l superamento del centralismo assessoriale, il decentramento e l&#8217;autogestione dei produttori, l&#8217;abolizione degli strumenti di intervento ereditati dal fascismo), che faccia della grande massa dei lavoratori salariati, autonomi, tecnici, ed anche degli strati imprenditoriali non parassitari i protagonisti e i gestori di una nuova onda riformatrice.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://3.bp.blogspot.com/-BqANQzteICQ/TqmNuj8uafI/AAAAAAAAEF0/2o34V_BOZVI/s320/319599_277175955655290_217374504968769_816322_1798244942_n.jpg" alt="" width="320" height="320" /></p>
<p>Si tratta in secondo luogo di riproporre una politica industriale che tenda a facilitare il decentramento della grande industria avanzata nazionale (la Fiat di Termini Imerese non deve restare un caso isolato); che si proponga, anche attraverso misure di riforma fiscale e previdenziale di liberare la piccola e media industria, sommersa e non, e l&#8217;artigianato produttivo da vincoli che ne bloccano lo sviluppo. Si tratta di riformare l&#8217;attività degli enti regionali industriali per far assumere loro sempre di più un ruolo di collegamento con le iniziative degli enti di stato in Sicilia (la collaborazione Eni-Ente minerario siciliano per i l gasdotto algerino può costituire</p>
<p>un esempio) e tutto ciò attraverso una partecipazione delle forze interessate del lavoro e dell&#8217;impresa e una riqualificazione tecnologica avanzata che mobiliti anche le università siciliane.</p>
<p>Si tratta in terzo luogo di promuovere l&#8217;intervento della regione nel settore dei grandi servizi sociali e soprattutto nel settore della scuola e della sanità. L&#8217;autonomia siciliana, mobilitando le sue risorse e i suoi poteri, può dare una valida risposta all&#8217;esigenza che viene oggi fuori nell&#8217;isola di <a href="http://www.indiceistat.it/i-movimenti-del-68-69-2%C2%B0parte">conoscere </a>e imparare a utilizzare gli strumenti dell&#8217;informatica attraverso la scuola <a href="http://www.indiceistat.it/i-movimenti-del-68-69/">pubblica </a>di ogni ordine e grado.</p>
<p><object width="460" height="320"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/UiillMQsulw?version=3&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/UiillMQsulw?version=3&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="460" height="320" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.indiceistat.it/economie-che-stentano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Istat: la crescita italiana rallenta</title>
		<link>http://www.indiceistat.it/listat-la-crescita-italiana-rallenta/</link>
		<comments>http://www.indiceistat.it/listat-la-crescita-italiana-rallenta/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 18:42:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istat economia]]></category>
		<category><![CDATA[Statistiche Italiane]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.indiceistat.it/?p=1510</guid>
		<description><![CDATA[
Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica ISTAT  l’economia del nostro paese subisce un rallentamento. Infatti, secondo l’istituto che il prodotto interno loro PIL nel secondo trimestre l’economia si era un pochino ripresa malgrado la crescita  annua fosse nettamente lenta. Molti paesi europei ed extraeuropei hanno registrato dei tassi di crescita superiori rispetto all’Italia malgrado stessero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1513" title="104414450-d9517f73-753a-4b4a-a54d-f6b81dadf214" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/104414450-d9517f73-753a-4b4a-a54d-f6b81dadf214.jpg" alt="104414450-d9517f73-753a-4b4a-a54d-f6b81dadf214" width="300" height="199" /></p>
<p>Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica <a href="http://www.indiceistat.it/secondo-i-dati-istat-l%E2%80%99italia-cresce-poco-e-lentamente/">ISTAT </a> l’economia del nostro paese subisce un rallentamento. Infatti, secondo l’istituto che il prodotto interno loro PIL nel secondo trimestre l’economia si era un pochino ripresa malgrado la <a href="http://www.indiceistat.it/le-plusvalenze-e-relative-tassazioni/">crescita </a> annua fosse nettamente lenta. Molti paesi europei ed extraeuropei hanno registrato dei tassi di crescita superiori rispetto all’Italia malgrado stessero condividendo lo stesso periodo di congiuntura recessiva che attanaglio il loro sistema economico interno. Nel nostro paese , l’incemento del prodotto interno lordo per il <a href="http://www.indiceistat.it/istat-inflazione-a-luglio-03-su-mese-e-27-su-anno/">2011 </a>è uguale allo 0,7%.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1514" title="Istat9" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/Istat9.jpg" alt="Istat9" width="201" height="201" /></p>
<p>In ogni modo bisogna anche dire che si rilevano  degli andamenti congiunturali che fanno ben sperare, soprattutto per quanto concerne l’industria che presenta un incremento dello 0,9%, inoltre vi è anche una leggera crescita del settore dei servizi che è dello 0,1%. Pesante sembra essere invece la situazione economica di mercato che sta attraversando il primo settore, infatti, l’agricoltura registra un calo pari al 2,4%. Si tratta di un duro colpo se pensiamo che metà del paese vive ancora dei proventi che derivano da tale settore economico che ancora rappresenta uno dei punti di forza della produzione italiana e del suo prodotto interno lordo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1515" title="pil" src="http://www.indiceistat.it/wp-content/uploads/pil2.jpg" alt="pil" width="324" height="230" /></p>
<p>Dando un’occhiata alla situazione degli scambi possiamo dire che si registra anche una riduzione di certo non trascurabile delle  importazioni dall’estero sia per quanto concerne il settore dei beni che per quello dei servizi, una diminuzione del 2,3 %. Una nota positiva certamente proviene dall’esportazione dei nostri prodotti e servizi, infatti, sul mercato si registra una crescita della loro domanda pari allo 0,9%, sono in aumento anche i volumi degli investimenti fissi che si attestano allo 0,2% alla stregue dei consumi finali nazionali. Sul piano degli investimenti si registra un aumento in macchine ed altri investimenti a fecondità ripetuta ed a lento ciclo di reintegro di all’incirca il 2,5%.</p>
<p>Risulta in calo, invece, il volume degli investimenti in costruzioni che scendono all’1,6% e anche l’acquisto dei mezzi di trasporto per i quali vi è stata una contrazione della domanda di mercato pari allo 0,3%. Per  quanto concerne la spesa delle famiglie in tutto il territorio del paese vi è stato un incremento dell’1,1%, i settori interessati da questa moderata espansione della domanda di mercato sono i servizi ma anche i beni non durevoli. Rimane stabile invece il consumo dei beni considerati durevoli. Anche gli investimenti fissi lordi sono stati caratterizzati di un incremento pari  allo 0,6%. Nel secondo trimestre, l’Istat aveva rilevato degli andamenti congiunturali positivi della crescita dell’industria in senso stretto dell’1,5%. Una crescita si era registrata anche nei settori dei servizi del credito al consumo, nel settore assicurativo, nell’ambito dell’attività immobiliari e dei servizi alla persona, in totale dello 0,2%. Resta invariato il valore aggiunto del settore che  rimane stazionario il valore aggiunto del settore che riunisce le attività commerciale e quelle che offrono servizi per il turismo come alberghi e altri  esercizi, trasporti e comunicazioni, mentre si rilevano tendenze negativi per le fabbricazioni (0,9%) e per il primo settore (2,4%). Nei prossimi mesi ci si augura di poter commentare un migliore andamento dell’economia del nostro paese.</p>
<p><embed width="480" height="300" flashvars="nielsen=false&#038;fastImpression=false&#038;contentURL=http://videotecahttp.alice.cdn.interbusiness.it/vod/la7it/news/2011/settembre/pileuropa_060911.mp4&#038;autoP=true" allowscriptaccess="sameDomain" wmode="opaque" allowfullscreen="true" quality="high" bgcolor="#000000" name="video_box" id="video_box" src="http://static.la7.it/swf/flvplayer_int_nn_pi.swf" type="application/x-shockwave-flash"/> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.indiceistat.it/listat-la-crescita-italiana-rallenta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

