Cerca:

Archivi del mese August, 2011

Secondo i dati Istat, l’Italia cresce poco e lentamente

DataFile.asp

Il premio di rischio italiano è salito al di sopra di quello degli spagnoli dal 2010 con uno spread di 400 punti base per i 396 spagnoli. Ciò significa che l’Italia paga più interessi sul proprio titolo decennale che la Spagna e le prestazioni dei titoli di Stato italiani rispetto ai Bund tedeschi, che sono considerati più sicuri dai mercati, è 6,251% da 6,241 % degli spagnoli. Anche se durante diverse giornate il premio per il rischio italiano ha di nuovo superato quello Spagnolo, i dati indicano che i mercati iniziano a vedere l’economia italiana più vulnerabile di quanto gli spagnoli, ciò non significa che sia un successo per la Spagna ma piuttosto un pericolo per l’intera zona euro. L’Italia è la terza più grande economia dell’euro a sostenere un debito del 120% (1,9 miliardi di euro) rispetto al Prodotto Interno Lordo (PIL), solo in Europa dopo la Grecia. Mentre il deficit non è il più alto del vecchio continente, con una crescita economica pari al 4,5% di un decennio si è bloccato allo 0,1%. Si tratta di un cocktail letale, perché se il divario continua a crescere a questo ritmo e l’Italia non cresce, il debito si moltiplicheranno nei prossimi anni. Ieri, un rapporto pubblicato dal Centro per l’Economia e Business Research di Londra, ha affermato che in questa fase, il debito italiano e il PIL potrebbe raggiungere il 150% nel 2017, mettendola sull’orlo del fallimento.

timthumb.php

Questa mattina, l’italiano Statistica (ISTAT) ha riferito che l’economia italiana è cresciuta dello 0,3% nell’ultimo trimestre. Secondo l’Istat, la crescita annua raggiungerà lo 0,7%, mentre il governo si aspetta che sia in grado di superare l’1%. La Spagna, però, ha un debito di 67,3% e la sua crescita negli ultimi anni è stata migliore nonostante il rallentamento nel quarto trimestre, che lo pone in una posizione migliore rispetto alla loro premio di rischio. Ma proprio perché è la terza più grande economia in Europa, l’UE non poteva permettersi un piano di salvataggio per l’Italia, che temevano in caso di default, prendendo il front-end per i paesi dell’euro diversi. Il governo italiano ha approvato lo scorso luglio, un pacchetto di regolazione di 48.000 milioni di euro, ma i tagli sono previsti sono forti per il 2012- 2013. Dopo che il governatore della Banca centrale europea Jean Claude Trichet, ha ammonito l’esecutivo di Silvio Berlusconi che sarebbe opportuno anticipare alcune misure per introdurre un mercato più rigorosa, quest’ultimo si è attivato facendo in modo che al più presto vengano attuate tutte le misure di cui il paese ha bisogno per raggiungere l’obiettivo entro il 2013 di portare debito allo 0%.italia_innovazione_103x131

In termini di crescita economica, Berlusconi e il suo ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, dopo sono incontrati a Roma con le banche con i rappresentanti dei datori di lavoro e sindacati per sviluppare un piano per rilanciare l’economia non sono riusciti a trovare un punto d’incontro in quanto la manovre del governo non convince a tal punto da indurre la Cgil ad indire per il prossimo 6 settembre uno sciopero generale.

ISTAT: INFLAZIONE, A LUGLIO +0,3% SU MESE E +2,7% SU ANNO

Secondo quanto viene riportato da un comunicato dell’Istituto Nazionale di Statistica, nel mese di luglio, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, che comprende anche i tabacchi, registra un accrescimento dello 0,3% rispetto al mese antecedente e del 2,7% nei confronti dello stesso mese dell’anno antecedente (il medesimo valore che si era notato anche nel mese di giugno).

Il dato che in definitiva è stato comunicato dall’Istat conferma la valutazione provvisoria.

2-conti

Il tasso di inflazione che si è registrato nel corso del 2011 è del 2,50%. Tale valore viene calcolato non tenendo conto sia dei beni energetici sia dei beni di prim’ordine che si attesta al 2,1%, se invece si considera questo valore senza calcolare i beni energetici, la tendenza della crescita degli indici dei prezzi al consumi si riduce dell’ 0,1% attestandosi per l’appunto al 2,1%. In linea di massima possiamo dire che tendenzialmente il livello dei prezzi in genere scende dal 3% fino al 2,8% che si era registrato nel corso del mese antecedente. Si registra, invece, un aumento del livello generale dei prezzi per servizi, ed esattamente dello 0,1% rispetto al mese precedente. Infatti, a giugno questo valore era del 2,6% a luglio invece era del 2,7%. Seguendo questi andamento, possiamo senza ombra di dubbio affermare che il differenziale dell’inflazione che riguarda beni e servizi si riduce di 3 decimi rispetto al mese di giugno 2011.

istat

Su questo valore possono essere molteplici gli elementi e i fattori che avranno inciso, non dimenticando il periodo di crisi e congiuntura economica che affligge il nostro paese; non è da escludere che a questo andamento abbia inciso anche l’incremento di costo per i beni energetici. Un impatto indicativo scaturisce pure dall’incremento congiunturale dei prezzi dei Servizi concernenti i trasporti che è dell’1,9%.

euro-703509

Quindi, il primo prodotto di freno si deve alla riduzione congiunturale dei prezzi dei generi alimentari non elaborati del 2,5%. Il livello generale dei prezzi di prodotti che vengono comprati con maggiore ripetizione sono inalterati se calcolati su base mensile. Il discorso cambia se invece devono essere calcolati su base annuale: ecco, infatti che il loro valore è aumento anche se non di rilievo se confrontato con Giugno 2010. I prezzi dei beni comprati con maggiore frequenza sono inalterati su base mensile e accrescono del 3,4% su base annuale del 3,5% nel corso del mese di giugno. Un aumento congiunturale dello 0,8% si mette in evidenza per i prezzi a media frequenza di acquisto, che aumentano del 2,8% rispetto a luglio 2010. L’indice equilibrato dei prezzi al consumo si riduce dell’1,7% su base mensile e accresce del 2,1% su base annuale.

Istat comunica la crescita dell’indice di motorizzazione

istat

Secondo quanto viene riportato dall’Istituto nazionale di statistica, si registra nel nostro paese un aumento del tasso di motorizzazione nei comuni che sono capoluogo di provincia. Tale incremento, rispetto all’anno passato è dello 0,6%. Quindi, si è avuta una leggerissima crescita pari allo 0,1 in media nell’arco dei 10 anni a partire dall’anno 2000. Ma cosa misura tale indice? Esso serve per dare una determinazione quantitativa delle auto che sono presenti nelle città e questo calcolo viene effettuato per ogni 1000 abitanti.

162557265-0a17e95c-c0be-493e-8735-5da36691df60

In tutto il territorio nazionale vi sono diverse province in cui si sono registrati degli aumenti del numero di macchine calcolando questo dato sempre su una scala di 1000 residenti ecco quali sono le città interessate: Olbia e Nuoro, Aosta, L’Aquila, Latina, Potenza, Catania. L’ Istituto nazionale di statistica ha dato comunicazione di tali facendo riferimento a degli indicatori che sono stati adoperati a livello urbano.

Inoltre, l’istituto di statistica sostiene che tale tasso che indica il livello di motorizzazione è parecchio alto anche in altre zone del paese, e addirittura in ben settantasette capoluoghi di provincia vi sono quasi 600 auto su una base di 1000 residenti. Chiaramente questi dati possono differire di città in città e bisogna tenere conto di alcuni fattori che fanno riferimento alla struttura urbana che presenta ogni singola realtà cittadina. Sono del 25% le città capoluogo di provincia che presentano un più basso indice di motorizzazione ecco alcune: Barletta, Genova e Venezia. Inoltre, poco cambia anche sul fronte dei motocicli. Infatti, secondo il rapporto pubblicato dall’Istituto nazionale di statistica si mette in evidenza come vi sia una preponderanza della quantità di motocicli in tutto il territorio. 112932397-affd263d-1145-416c-ac26-3d1c69b9a63d

L’indicatore a cui fa riferimento l’Istat indica che vi è stato un incremento nelle città capoluogo del 2,4% negli ultimi anni, se questo dato invece si confronta con quello che fa riferimento agli ultimi dieci anni, allora si scopre che addirittura l’aumento che si registrato è pari all’80%. Di certo non poco avranno inciso le modifiche della struttura dei centri urbani da parte delle amministrazioni locali che nel tempo hanno incrementato l’aumento di aree a traffico limitato e zone in cui le macchine non possono transitare oltreché la scarsità di aree adibite a parcheggio e zone dove il parcheggio è a pagamento orario. Questo disagio si avverte di più in quei centri che sono particolarmente sensibili al problema del traffico e i dati sembrano confermare ciò.

Istat: cosa è successo dal 2010 a oggi in Italia

Nel 2010, l’Italia aveva 1.156.000 famiglie vivono in assoluta povertà: oltre tre milioni di persone. E 8.272.000 i residenti che vivono con meno di 500 euro al mese, secondo l’istituto di statistica, Istat. Un altro recente sondaggio indica che solo uno su cinque italiani ha fatto quest’anno una vacanza estiva. Di questi, il 62% sono andati solo per una settimana. Per capire ciò che sta accadendo oggi bisogna guardare al passato. Secondo gli esperti nel campo dell’economia, l’Italia ha vissuto per decenni una sorta di “guerra civile sotterranea”. La gente è abituata a diffidare dello Stato e non si aspetta nulla di buono dai loro politici. “Il vero problema è che il governo ha passato tre anni a mentire agli italiani”, ha detto Gianfranco Fini, presidente della Camera dei Deputati ed ex alleato di Silvio Berlusconi. Gran parte dei problemi attuali politici hanno avuto inizio con la sua epurazione dal Popolo della Libertà nel luglio 2010. Fini è stato bandito senza processo da parte del leader supremo. Berlusconi ha esaurito la materia grigia nelle mani di Tremonti, Umberto Bossi e alcuni colonnelli più fedeli scarsamente istruiti. Una delle ragioni dell’ espulsione di Fini risale al 2009 quando vennero fatte alcune dichiarazioni generali circa l’economia del paese che non erano giuste. Il 13 aprile 2008, Berlusconi ha vinto le elezioni con la maggioranza più ampia della storia della Repubblica. Poteva fare le riforme che il paese aveva bisogno, ma lui non lo fece. Ha preferito indulgere in propaganda e mistificare la realtà. La situazione è buona, siamo usciti dalla crisi meglio di altri, ha detto sia lui che Tremonti. Ora stiamo pagando questa miopia. Come puoi dire che tutto sta andando bene e improvvisamente tutti ci troviamo a viaggiare a bordo del Titanic?

Nelle ultime settimane, come abbiamo potuto vedere i mercati finanziari hanno registrato più giornate nere in cui si sono bruciati tanti milioni di euro ed il panico viene condiviso anche da Madrid e si estende verso l’Europa. La Consob che è l’organo di vigilanza per la borsa, ha cercato di limitare la speculazione anche se ciò solo in parte è stato possibile. Ci si chiede che cosa può far cambiare le sorti di questo e se veramente risulterà essere efficace una manovra, quale quella del governo che sembra ancora una volta strozzare i ceti medio alti, senza toccare privilegi di sorta che rimangono prerogativa di pochi.

ISTAT: INDICE FIDUCIA CONSUMATORI SCENDE A 103,7 A LUGLIO

649452-4ab99809cbc8058bc9702dfbc4480847

L’indice di fiducia dei consumatori è un indice che consente di individuare l’andamento dei consumi nel tempo percependo gli umori dei consumatori, le cui preferenze come sappiamo incidono sull’andamento della domanda di beni e servizi offerti dal mercato. Si tratta di un indice intuitivo ma anche molto difficoltoso da calcolare, in quanto viene costruito facendo un’ indagine a campione che chiama in causa all’incirca 5.000 nuclei familiari. Le domande più rilevanti concernono le condizioni “attuali” dell’economia e del mercato del lavoro, e quali sono le aspettative che gli intervistati nutrono per il prossimo futuro.

Secondo quanto viene riportato dall’Istituto Nazionale di Statistica, per quanto concerne il mese di luglio 2011, si è registrato una riduzione di tale indice, su cui (è superfluo dirlo) sta incidendo notevolmente il peggioramento della condizione economica-finanziaria interna per effetto della congiuntura. Come riporta il titolo, pertanto, l’indice di fiducia dei consumatori scende nel mese di Luglio 2011 a 103,7.

Secondo il rapporto di Confartigianato, l’Italia ha più di un milione di disoccupati di età inferiore ai 35 anni, corrispondente a un tasso del 15,9%.

Il problema è particolarmente acuto nel gruppo di età 15-24 anni con un tasso del 27,8% registrato a giugno dall’Istituto europeo Eurostat, la media europea per i suoi circa 20,3%.


Guardando specificamente la porzione di 35 anni, il numero di giovani con posti di lavoro sono diminuite del 926.000 unità tra il 2008 e il 2011.

L’istituto italiano di statistica Istat da parte sua che l’Italia ha nel primo trimestre del 2011, 1,152 milioni di disoccupati sotto i 35 anni.

La disoccupazione è soprattutto nel Mezzogiorno si trova a sud della penisola con un tasso del 21,1%, che rappresenta 538.000 giovani disoccupati. La Sicilia ha la più alta con un tasso del 28%, riferisce Confartigianato … a prescindere … non dichiarato

Per le aziende, contratti non standard (o anche di lavoro nero …) può liberarsi del carico fiscale. L’assenza di misure efficaci per ridurre l’occupazione.

Indici dei prezzi al consumo: indici provvisori di luglio

istat-inflazione-marzo-2011-stima-provvisoria-confermata

istat_2

In questo articolo, seppur in breve, vi comunicheremo le valutazioni preliminari che fanno riferimento all’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), che comprende i tabacchi, si ha un incremento dello 0,3% rispetto al mese di giugno 2011. L’inflazione acquisita per il 2011 è pari al 2,5%. Invece, secondo il calcolo che fa riferimento all’ inflazione di fondo, che viene calcolata non tenendo conto dei beni energetici e alimentari freschi, si attesta al 2,1%. Si denota una riduzione dal 2,8% al 3,0% del mese precedente per quanto concerne la crescita del livello generale dei prezzi che riguarda i beni e in questo modo il differenziale tra beni e servizi si riduce di 2/10 rispetto al mese precedente. Infine, bisogna ricordare che l’indice armonizzato IPCA, prende in considerazione pure delle diminuzioni momentanee del livello dei prezzi dovuto alla presenza dei saldi di fine stagione e alle promozioni che caratterizzano le diverse politiche di prezzo attuate dalle aziende. A causa di queste, non è da escludere che l’andamento congiunturale in determinati momenti sia differente da quello che riguarda l’indice NIC.                                   Lo studio di Confartigianato, sulla base dei dati l’italiano Istituto Nazionale di Statistica, sottolinea anche che il numero di giovani con posti di lavoro sono diminuite del 926.000 unità tra il 2008 e il 2011. Mostra anche il deterioramento della situazione per gli adulti, con un tasso di disoccupazione del 23,2% per i 25-54 anni, contro una media europea del 15,2%. Paradossalmente, tutte le categorie di età compresa, il tasso di disoccupazione in Italia è uno dei più bassi in Europa da quando ha istituito nel giugno all’8% contro il 9,9% nella zona euro. Un altro studio, pubblicato sullo stesso argomento dal polling Datagiovani istituto conferma la difficile situazione dei giovani italiani, in base ai dati più psicologica che economica. Così, dei giovani intervistati, solo il 47% di loro sperano di ottenere uno contratto a tempo pieno e il 20% si aspetta uno stipendio di almeno 1000 euro.

Indice dei prezzi al consumo di Giugno 2011

Monete_Euro_1_d0

Secondo un comunicato dell’Istituto nazionale di Statistica l’indice dei prezzi al consumo (foi) vale a dire utilizzato per le famiglie di operai e impiegati per quanto concerne il mese di Giugno 2011, si attesta al 2,7%. Si ricorda che tale indice viene preso come riferimento per adeguare il canone di locazione.
In attesa di conoscere l’andamento di tale indice per il mese di luglio 2011, vi pubblichiamo la tabella che ci consente anche di porre in essere un confronto tra l’andamento dell’indice nel corso di quest’anno e quello relativo all’anno precedente.

Mesi Indici anno
2010
Indici anno
2011
Var%
annua
Var%
mensile
Var% media
parziale
Gennaio 2011 138,5 101,2 -26,9% -28,2% -26,9%
Febbraio 2011 138,6 101,5 -26,8% 0,3% -26,8%
Marzo 2011 139 101,9 -26,7% 0,4% -26,8%
Aprile 2011 139,5 102,4 -26,6% 0,5% -26,7%
Maggio 2011 139,6 102,5 -26,6% 0,1% -26,7%
Giugno 2011 139,6 102,6 -26,5% 0,1% -26,7%
Luglio 2011 140,1 (*)102,6 -100% 0% -26,7%
Agosto 2011 140,4 (*)102,6 -100% 0% -26,7%
Settembre 2011 140,1 (*)102,6 -100% 0% -26,7%
Ottobre 2011 140,4 (*)102,6 -100% 0% -26,7%
Novembre 2011 140,4 (*)102,6 -100% 0% -26,8%
Dicembre 2011 140,9 (*)102,6 -100% 0% -26,8%
Media Annua (2011) -26,8%
Gennaio 2012 101,2 (*)102,6 1,4% 0% 1,4%
Febbraio 2012 101,5 (*)102,6 1,1% 0% 1,2%
Marzo 2012 101,9 (*)102,6 0,7% 0% 1,1%
Aprile 2012 102,4 (*)102,6 0,2% 0% 0,8%
Maggio 2012 102,5 (*)102,6 0,1% 0% 0,7%
Giugno 2012 102,6 (*)102,6 0% 0% 0,6%

Indice della produzione industriale

Istat2

Secondo i dati ISTAT che si sono registrati e che si riferiscono al periodo di giugno 2011 ci dicono che la produzione industriale si è ridotta dello 0,6% rispetto al mese precedente. Nel corso del secondo trimestre del 2011 l’indice si è accresciuto dell’1,5% rispetto al trimestre immediatamente precedente.

Gli indici che sono stati corretti per gli effetti di calendario hanno riportato facendo riferimento sempre al mese di giugno 2011, un incremento tendenziale per l’organizzazione sottoforma di gruppi dei beni strumentali (+2,3%) e dei beni intermedi (+0,9%). Riducono, invece, per i beni di consumo (-2,1%) e per l’energia (-1,5%). Infine, si denota una crescita che interessa i settori industriali dell’alta tecnologia, ma anche l’industria manifatturiera e dei mezzi di produzione in cui si vi sono delle percentuali che variano dal 3,7% (per i mezzi di produzione) fino ad arrivare ai prodotti dell’hitech che registra un aumento del 6,7%.

Secondo la relazione annuale della Nazionale di Statistica (ISTAT), pubblicato all’inizio di giugno, la situazione della disoccupazione giovanile in Italia sembra peggiorare.
Nel 2010, i giovani tra i 18 e 29 rappresentato il 79% del tasso generale di disoccupazione nazionale. Quasi il 30% di quelli sotto 24 anni non hanno continuato i loro studi, non anche il lavoro.
30% di coloro che lavorano, hanno un lavoro “atipico”, ovvero qualsiasi tipo di contratto diverso da contratto a tempo indeterminato.

E l’effetto principale di questi dati è che il 58,6% dei giovani tra i 18 e 34 vive ancora con le loro famiglie.Il governo è stato più facile parlare con i giovani italiani chiamandoli “bamboccioni” (un termine che indica una persona viziata e pigra). Ci si chiede come sia possibile vivere da solo, senza uno stipendio.Soprattutto perché le misure per i giovani sono quasi zero. Ed è vero che in tutta Europa ci sono delle difficoltà, sembra che l’Italia sta diventando sempre più “Paese per vecchi one” (per citare il titolo italiano del film Non è un paese per vecchi dei fratelli Coen).

Ciò che preoccupa di più è che per le imprese, contratti non standard (o anche lavoro nero, ancora molto diffusa) sono una sorta di panacea ai fini fiscali: l’assenza di misure efficaci per la assunzioni, la riduzione del carico fiscale per le imprese, riduce solo le opportunità per un giovane trovare un lavoro decente.Oggi, parliamo spesso di flessibilità del lavoro, ma questo non dovrebbe impedire a qualcuno di guadagnarsi da vivere, di fronte a un costo della vita sempre più elevati.

Istat: l’andamento del PIL secondo trimestre 2011

istat-logo

Secondo le stime dell’ISTAT, l’andamento del Pil nel secondo trimestre 2011 registra un aumento dello 0,3% rispetto al trimestre antecedente e dello 0,8% nei confronti del secondo trimestre del 2010.

Il risultato congiunturale è dato dalla riduzione del valore aggiunto che si è registrato nel settore agricolo e dall’incremento del valore aggiunto che si ha nel set dell’industria e nel terzo settore. La crescita che l’ISTAT ha rilevato è dello 0,7%. Nello stesso periodo il Pil è accresciuto in termini congiunturali dello 0,3% negli Stati Uniti e dello 0,2% nel Regno Unito. In termini tendenziali, il Pil è accresciuto dell’1,6% negli Stati Uniti e dello 0,7% nel Regno Unito.

L’Italia ha il più alto tasso di disoccupazione giovanile più alto d’Europa, secondo uno studio pubblicato Mercoledì da Confartigianato, la federazione italiana degli artigiani. Particolarmente colpiti, all’età di 15 anni ei 24 anni vivendo un tasso di disoccupazione del 29,6%, contro una media del 21% in Europa. Il tasso di disoccupazione 15-35 anni che è, in Italia 15,9%, con una forte concentrazione nel Sud (21,1% della popolazione in questa fascia d’età è disoccupato) . In Sicilia, ad esempio, il 28% di 15-35 anni sono disoccupati.Lo studio di Confartigianato, sulla base dei dati l’italiano Istituto Nazionale di Statistica, sottolinea anche che il numero di giovani con posti di lavoro sono diminuite del 926.000 unità tra il 2008 e il 2011. Mostra anche il deterioramento della situazione per gli adulti, con un tasso di disoccupazione del 23,2% per i 25-54 anni, contro una media europea del 15,2%. Paradossalmente, tutte le categorie di età compresa, il tasso di disoccupazione in Italia è uno dei più bassi in Europa da quando ha istituito nel giugno all’8% contro il 9,9% nella zona euro. Un altro studio, pubblicato sullo stesso argomento dal polling Datagiovani istituto conferma la difficile situazione dei giovani italiani, in base ai dati più psicologica che economica. Così, dei giovani intervistati, solo il 47% di loro sperano di ottenere uno contratto a tempo pieno e il 20% si aspetta uno stipendio di almeno 1000 euro. Nel 2007, oltre il 50% dei giovani italiani speravano risarcimento.

Istat: l’andamento della disoccupazione a giugno

Istat2

Facendo riferimento ai dati forniteci dall’istituto nazionale di statistica e che si riferiscono al mese di Giugno 2011, possiamo dire che il dato della disoccupazione calcolato sulla base annuale il numero di disoccupati si riduce del 3,9% (-81 mila unità).

L’Italia ha un triste primato, il tasso di disoccupazione fra i giovani. sarebbe la più alta d’Europa secondo uno studio della Federazione italiana degli artigiani. Con oltre 1, 1 milioni di disoccupati di età inferiore ai 35 anni, la penisola italiana ha un record poco invidiabile, che il maggior numero di giovani disoccupati. Un rapporto basato su dati italiani Istituto nazionale di statistica ISTAT è stato pubblicato dalla Federazione italiana degli artigiani Confartigianato .

Più colpiti rispetto al sud al nord ed i dati non sembra pronto per essere invertita perché il rapporto sottolinea anche che il numero dei giovani con posti di lavoro sono diminuite del 926.000 persone tra il 2008 e il 2011. Il tasso di disoccupazione per i 15-35 anni è del 15,9%, ma la fascia di età più colpita è quella dei 15-24 anni. 29,6% di loro sono disoccupati in Italia contro una media del 21% in Europa. Come mostrato in dettaglio  in un articolo su La Repubblica che incorpora i risultati dello studio, la disoccupazione è concentrato soprattutto al sud con un tasso del 21,1%, o di 538.000 giovani. Sicilia detiene il record con un tasso del 28%.  Ma la fascia di età 25-54 anni è, inoltre, non risparmiò il tasso di disoccupazione è del 23,2% contro una media europea del 15,2%. Tuttavia, il tasso di disoccupazione italiano è il più basso in Europa tutte le età combinato da quando aveva 8% nel mese di giugno, contro il 9% in media nell’area dell’euro.

Il tasso di disoccupazione si aggira intorno all’8,0%, e che sta ad indicare un andamento che già avevamo potuto notare anche in riferimento dei mesi scorsi, pertanto i valori sono molto vicini. SI registra anche una riduzione del tasso di disoccupazione giovanile che è pari al 27,8%, in cui si è avuto una riduzione di 0,4 punti percentuali. Infine, ancora una volta si denota l’aumento del tasso di inattività dello 0,1 % che riguardano persone che appartengono alla fascia d’età compresa tra 15 e i 64 anni, quando questo dato, nel mese precedente era paria al 38,1%.

Indice Istat, tutto quello che devi sapere su statistiche economiche italiane e gli effetti che avranno sulla nostra economia personale.

Iscriviti via mail alle nostre news

Scrivi il tuo indirizzo:

Este blog funciona gracias a WordPress | Condiciones de uso de los contenidos | Responsabilidad

FinancialRed.com | Canale Italia