Pubblicato da Salvatore - 17/05/11 alle 12:05:41 am
L’inflazione è un processo di accrescimento continuo e reso comune del livello dei prezzi dei beni e servizi destinati al consumo delle famiglie. Un accrescimento dell’inflazione coincide con una situazione in cui accresce la velocità di crescita dei prezzi, mentre una diminuzione dell’inflazione si verifica nella circostanza in cui i prezzi, pur essendo in incremento, aumentano a tassi decrescenti. L’inflazione si misura per mezzo della costruzione di un indice dei prezzi al consumo, uno strumento statistico che determina sul piano quantitativo i cambiamenti nel tempo dei prezzi di un insieme di beni e servizi, denominato paniere, indicativo degli effettivi consumi delle famiglie in uno determinato anno.
Variazione percentuale rispetto al mese precedente +0,5
Variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell’anno precedente +2,6
Variazione percentuale rispetto allo stesso mese
di due anni precedenti +4,3
Per adattare sistematicamente i valori monetari, per esempio gli affitti o gli assegni dovuti al coniuge separato, si adopera l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) al netto dei tabacchi.
Il FOI si imputa ai consumi dell’insieme delle famiglie che fanno capo a un lavoratore dipendente operaio o impiegato. Questo indice si pubblica sulla Gazzetta Ufficiale ai sensi dell’art. 81 della legge 27 luglio 1978, n. 392.
Dai dati di gennaio 2011 la base di riferimento dell’’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati (FOI) è il 2010 (la base precedente era 1995=100). Al fine di assicurare la comparabilità della serie viene reso utilizzabile il corrispondente coefficiente di raccordo.
L’Istat rilascia documentazioni dell’indice dei prezzi FOI presso tutti i Centri di informazione statistica (CIS) presenti sul territorio dello stato. In alcuni CIS è pure disponibile un servizio di segreteria telefonica che dà 24 ore al giorno il valore dell’ultimo indice FOI.
Bisogna infine avere presente che l’Istat produce tre differenti indici dei prezzi al consumo: per l’intera collettività nazionale (NIC), per le famiglie di operai e impiegati (FOI) e l’indice armonizzato europeo (IPCA).
Pubblicato da Salvatore - 17/05/11 alle 12:05:09 am
Nel mese di aprile, l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati FOI è risultato pari a 102,4. L’Istatha divulgato il dato definitivo sull’Indice dei prezzi al consumo relativo al mese di aprile 2011. Da gennaio 2011, la base di riferimento dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) e dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) è il 2010 (la precedente era il 1995).L’Indicedei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati FOI (senza tabacchi) si è dunque attestato sul valore di 102,4.L’indice ha registrato, rispetto al precedente mese di marzo, un aumento di +0,5%, mentre nel confronto con il correlativo mese di marzo dell’anno antecedente una variazione di +2,6%. Il coefficiente di raccordo dalla base antecedente 1995=100 all’attuale 2010=100 è pari a 1,373.
Per più rilevanti dettagli si rinvia al documento «Nota metodologica»
Ai fini della determinazione del trattamento di fine rapporto (TFR) maturato in caso di cessazione del rapporto di lavoro intercorsa nel periodo fra il 15 aprile 2011 ed il 14 maggio 2011, il coefficiente di rivalutazione della quota accantonata al 31 dicembre 2010 è uguale a 1,689595%.
Pubblicato da Salvatore - 17/05/11 alle 12:05:53 am
Per il calcolo indice istat locazioni occorre moltiplicare la vecchia rata per i fattori sotto resi per conseguire quella aggiornata. Calcolo indice istat locazioni. Per ricalcolare il canone di locazione bisogna adoperare, salvo patti contrari riportati sul contratto, l’ultimo indice Istat foi al netto dei tabacchi divulgato sulla Gazzetta Ufficiale alla data di termine del contratto. Se un contratto è stato stipulato il primo giugno, si adopererà l’indice di aprile, o invece, con l’accordo delle parti, si prorogherà il canone al momento della pubblicazione dell’indice del mese di scadenza del contratto, completando le mensilità arretrate.
Rivalutazione annuale del 75%: moltiplica il vecchio affitto per 1,01725
Rivalutazione annuale del 100%: moltiplica il vecchio affitto per 1,023
ATTENZIONE! A meno di accordi diversi con l’indice istat foi di febbraio 2011 (pubblicati il 16 marzo e quindi non disponibili prima di questa data) si rivalutano gli affitti di aprile 2011.
Rivalutazione affitto Gennaio 2011
Rivalutazione annuale del 75%: moltiplica il vecchio affitto per 1,0165
Rivalutazione annuale del 100%: moltiplica il vecchio affitto per 1,022
ATTENZIONE! A meno di accordi diversi con l’indice istat foi di gennaio 2011 si rivalutano gli affitti di marzo 2011.
La crescita dell’economia italiana ha accelerato nel secondo trimestre al 0,3% dopo essere stato particolarmente lento nel primo trimestre, secondo le stime preliminari Venerdì rilasciato dall’Istituto di statistica ISTAT. La crescita dell’economia italiana ha accelerato nel secondo trimestre al 0,3% dopo essere stato particolarmente lento nel primo trimestre, secondo le stime preliminari Venerdì rilasciato dall’Istituto di statistica ISTAT.
Questo dato è in linea con le aspettative degli economisti ‘, secondo un consenso stabilito dalla Dow Jones Newswires. Una crescita del 0,1% nel primo trimestre, ma è stato particolarmente basso rispetto al livello del 0,9% in Francia e che del 1,5% in Germania. Su base annua, il PIL italiano è cresciuto dello 0,8% nel secondo trimestre, l’Istat ha detto in un comunicato. La crescita nel secondo trimestre è il risultato di “un calo del valore aggiunto dell’agricoltura e un aumento del valore aggiunto dell’industria e dei servizi”, ha detto Istat, senza elaborare. Per l’intero anno, il governo di Silvio Berlusconi ha messo su una crescita del 1,1%. Pressato dai datori di lavoro e sindacati, Berlusconi ha detto Giovedì l’adozione entro la fine di settembre, di un “patto” per stimolare l’economia in modo da rassicurare i mercati finanziari, preoccupati che l’Italia è la prossima vittima di la crisi del debito. Mentre la crescita lenta è il tallone di Achille della penisola, le organizzazioni internazionali come l’OCSE e il FMI, le istituzioni europee o la Banca d’Italia, regolarmente chiamata il governo ad attuare le riforme strutturali audaci.
l deficit commerciale d’Italia nei confronti di paesi esterni all’Unione europea (UE) è aumentato nel mese di febbraio a 2745000000 € contro 1.827 milioni un anno prima, secondo le ultime cifre pubblicate dall’Istituto Italiano Istituto Nazionale Statistica (Istat). Il deficit, invece, hanno registrato una diminuzione rispetto a quello registrato nel mese di gennaio ed era salito a 5,8 miliardi, nota l’Istat in un comunicato. Questo aumento del deficit è dovuto ad un aumento delle importazioni dai paesi extra-UE dal 25,6% nel febbraio dell’anno dopo anno, mentre le esportazioni sono cresciute nello stesso tempo del 21,2%.
Pubblicato da Salvatore - 08/05/11 alle 01:05:34 am
In rialzo ancora l’inflazione a marzo 2011 rispetto allo stesso mese del 2010. Ha fatto registrare, infatti, un +2,5%. Questi dati, ufficializzati dall’istat, sono quelli utili per l’aggiornamento dei canoni derivanti da contratti liberi e per l’adeguamento degli affitti commerciali. Come è noto esistono più indici: c’è l’indice Istat che indica il costo della vita per la collettività nazionale, ed è quello che viene per lo più comunicato dai mass-media (giornali e televisione); invece, per l’adeguamento dei canoni di affitto, l’indice da prendere in considerazione è il cosiddetto “indice del costo della vita per le famiglie di operai ed impiegati”. Risultato di questa assurda duplicazione è che spesso si registrano differenze tra i due indici (poiché diversi sono i beni presi in considerazione per stabilire l’aumento dei prezzi).
La variazione dell’indice del costo della vita, applicabile ai canoni d’affitto, registrata a marzo 2011 (Gazzetta Ufficiale n. 94 del 23 aprile 2011), è la seguente:
Variazione costo della vita da marzo 2010 a marzo 2011: +2,5% (ridotto al 75%: +1,875).
Variazione costo della vita da marzo 2009 a marzo 2011: + 4% (ridotto al 75%: + 3%).
TABELLA VARIAZIONI Le variazioni sono già ridotte al 75% e quindi immediatamente applicabili:
Pubblicato da Salvatore - 07/05/11 alle 01:05:02 am
Il tasso d”inflacionead aprile è andato su al 2,6%, dal 2,5% di marzo. Lo evidenzia l’Istat nelle stime temporanee che indicano un accrescimento dei prezzi su base mensile dello 0,5%. Il tasso annuo è il più alto da novembre 2008, quando l’inflazione si affermò al 2,7%, quello congiunturale è il maggiore dal luglio 2008. L’aumento della velocità di aprile risente delle tensioni sui prezzi dei servizi relativi ai trasporti e della dinamica dei beni energetici non regolati (adattamento delle tariffe elettricità e gas). E’ da dicembre 2010 che continua l’incremento tendenziale dell’inflazione.
Il tasso di disoccupazione a marzo raggiunge l’8,3%, in crescita di un decimo di punto percentuale rispetto a febbraio, quando segnò un leggera flessione. Lo rileva l’Istat nelle stime provvisorie (dati destagionalizzati), unendo che su base annua si registra, invece, una riduzione di 0,2 punti percentuali.
Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a marzo è aumentato al 28,6%, salendo di 0,3 punti percentuali su base mensile e di 1,3 punti su base annua. Lo dice l’Istat in base a dati destagionalizzati e a stime momentanee, aggiungendo che la rimonta arriva dopo la riduzione registrata a febbraio.
Pubblicato da Salvatore - 07/05/11 alle 01:05:00 am
In corrispondenza di ogni anno, nella prima riga sono riportati gli indici istat, mentre nella riga seguente, in corrispondenza del segno di percentuale (%), è già individuate la percentuali di aumento del singolo mese sul correlativo mese dell’anno antecedente.
Tali percentuali sono adoperabili in tutti quei casi (rivalutazioni mutui, assegni al coniuge, contratti o altro) che richiedono adattamenti sulla base del costo della vita al 100%, mentre per quei contratti di affitto che lo prevedono, è sufficiente quantificare il 75% della percentuale di aumento per conseguire l’ aumento di valore del canone di locazione. Adesso pubblichiamo i dati forniti dall’Istat per quanto concerne l’andamento del costo della vita nel tempo.
anno
gen
feb
mar
apr
mag
giu
lug
ago
set
ott
nov
dic
1995 (base 100)
Base di riferimento: 1995 = 100
1996 %
102,4
5,5
102,7
5,0
103,0
4,5
103,6
4,5
104,0
4,3
104,2
3,9
104,0
3,6
104,1
3,4
104,4
3,4
104,5
3,0
104,8
2,6
104,9
2,6
1997 %
105,1
2,6
105,2
2,4
105,3
2,2
105,4
1,7
105,7
1,6
105,7
1,4
105,7
1,6
105,7
1,5
105,9
1,4
106,2
1,6
106,5
1,6
106,5
1,5
1998 %
106,8
1,6
107,1
1,8
107,1
1,7
107,3
1,8
107,5
1,7
107,6
1,8
107,6
1,8
107,7
1,9
107,8
1,8
108,0
1,7
108,1
1,5
108,1
1,5
1999 %
108,2
1,3
108,4
1,2
108,6
1,4
109,0
1,6
109,2
1,6
109,2
1,5
109,4
1,7
109,4
1,6
109,7
1,8
109,9
1,8
110,3
2,0
110,4
2,1
2000 %
110,5
2,1
111,0
2,4
111,3
2,5
111,4
2,2
111,7
2,3
112,1
2,7
112,3
2,7
112,3
2,7
112,5
2,6
112,8
2,6
113,3
2,7
113,4
2,7
2001
%
113,9
3,1
114,3
3,0
114,4
2,8
114,8
3,1
115,1
3,0
115,3
2,9
115,3
2,7
115,3
2,7
115,4
2,6
115,7
2,6
115,9
2,3
116,0
2,3
2002
%
116,5
2,3
116,9
2,3
117,2
2,4
117,5
2,5
117.7
2,3
117.9
2,3
118,0
2,3
118,2
2,5
118,4
2,6
118,7
2,6
119,0
2,7
119,1
2,7
2003
%
119,6
2,7
119,8
2,5
120,2
2,6
120.4
2,5
120,5
2,4
120,6
2,3
120,9
2,5
121,1
2,5
121,4
2,5
121,5
2,4
121,8
2,4
121,8
2,3
2004
%
122,0
2,0
122,4
2,2
122,5
1,9
122,8
2,0
123,0
2,1
123,3
2,2
123,4
2,1
123,6
2,1
123,6
1.8
123,6
1,7
123,9
1,7
123,9
1,7
2005
%
123,9
1,6
124,3
1,6
124,5
1,6
124,9
1,7
125,1
1,7
125,3
1,6
125,6
1,8
125,8
1,8
125,9
1,9
126.1
2,0
126,1
1,8
126,3
1,9
2006
%
126,6
2,2
126,9
2,1
127,1
2,1
127,4
2,0
127,8
2,2
127,9
2,1
128,2
2,1
128,4
2,1
128,4
2,0
128,2
1,7
128,3
1,7
128,4
1,7
2007
%
128,5
1,5
128,8
1,5
129,0
1,5
129,2
1,4
129,6
1,4
129,9
1,6
130,2
1,6
130,4
1,6
130,4
1,6
130,8
2,0
131,3
2,3
131,8
2,6
2008
%
132,2
2,9
132,5
2,9
133,2
3,3
133,5
3,3
134.2
3.5
134,8
3,8
135,4
4,0
135,5
3,9
135,2
3,7
135,2
3,4
134,7
2,6
134,5
2,0
2009
%
134,2
1,5
134,5
1,5
134,5
1,0
134,8
1,0
135,1
0,7
135,3
0,4
135,3
-.,1
135,8
0,2
135,4
0,1
135,5
0,2
135,6
0,7
135,8
1,0
2010
%
136,0
1,3
136,2
1,3
136,5
1,5
137,0
1,6
137,1
1,5
137,1
1,3
137,6
1,7
137,9
1,5
137,5
1,6
137,8
1,7
137,9
1,7
138,4
1,9
Base di riferimento: 2010 = 100 Coeffic. di raccordo Base 1995 e Base 2010 = 1,3730
Lenotiziecircal’inflazioneaprile 2011mostranochesta producendouna accelerazionedell’indicedei prezzi al consumo,dovuta all’aumento del prezzodei servizidi trasportoe di energia.
Nel mese di aprile 2011, secondo le stime dell’ISTAT, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), comprensivo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,5% rispetto al mese di marzo 2011 e del 2,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
L’inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, sale all’1,8% dall’1,7% di marzo 2011. Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo è pari al 2,0%.
Sul piano tendenziale, la variazione dei prezzi dei beni sale al 2,9%, con una lieve accelerazione rispetto a marzo 2011 (+2,8%), mentre quella dei prezzi dei servizi si porta al +2,2% dal +2,0% del mese precedente. Come conseguenza di tali andamenti, il differenziale inflazionistico tra beni e servizi diminuisce di un decimo di punto rispetto al mese di marzo.