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Archivi del mese April, 2011

Economia Area Euro 2011

Nell’area dell’euro, la decelerazione del PIL nel quarto trimestre (0,3% dopo lo 0,4% del terzo) è stata determinata dal rinvio degli investimenti in costruzioni per le condizioni climatiche avverse in Francia e Germania e dal rallentamento della domanda mondiale.

I consumi privati hanno registrato un rimbalzo(0,4%) in parte attribuibile agli acquisti di automobili in Francia legati alla fine degli incentivi alla rottamazione il 31 dicembre 2010. Si prevede un’accelerazione del PIL in che si affievolirebbe nell’orizzonte previsivo (0,5%, 0,4% e 0,4%). I consumi privati dovrebbero stabilizzarsi (attorno allo 0,2%) penalizzati dalle condizioni del mercato del lavoro che, sebbene con elevata eterogeneità a livello nazionale, nel complesso dell’area rimarrebbero fragili.

Inoltre, sia il consolidamento fiscale in molti paesi euro, sia la tendenza al rialzo dell’inflazione peseranno negativamente sui redditi reali delle famiglie. In base all’ipotesi che il prezzo del petrolio si stabilizzi a 113 dollari al barile e che il tasso di cambio dollaro/euro oscilli attorno a 1,38, nell’orizzonte previsivo, l’inflazione si dovrebbe stabilizzare al 2,6% in giugno e settembre, dopo il 2,2% di dicembre 2010.

Gli investimenti continuerebbero a crescere a una velocità più moderata, a causa della decelerazione del commercio mondiale e della incertezza sui mercati finanziari. Questi ultimi, nei primi mesi del 2011, hanno scontato le tensioni sul debito sovrano di alcuni Stati, in particolare Portogallo, Spagna e Irlanda.

Inoltre, le turbolenze nelle nazioni del Medio Oriente e Nord Africa (MENA) hanno rafforzato i timori circa il proseguimento nella tendenza al rialzo del prezzo del petrolio e l’irrigidimento della politica monetaria per contenere l’inflazione. Infine, il terremoto in Giappone ha peggiorato le prospettive per alcuni settori strategici quali nucleare, elettronica, bancario e assicurativo e automobilistico.

Produzione industriale Italia Febbraio 2011

Secondo i dati diffusi dall’Istat, a febbraio 2011 l’indice della produzione industriale è aumentato dell’1,4% rispetto al mese precedente. Nella media del trimestre dicembre-febbraio l’indice è cresciuto dello 0,1% rispetto al trimestre immediatamente precedente.

Corretto per gli effetti di calendario, a febbraio 2011 l’indice è aumentato del 2,3% in termini tendenziali (i giorni lavorativi sono stati 20 come a febbraio 2010). Nella media dei primi due mesi dell’anno la produzione è cresciuta dell’1,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a febbraio 2011, una crescita tendenziale per i raggruppamenti dei beni strumentali (+6,5%) e dei beni intermedi (+3,5%). Diminuiscono, invece, del 3,0% per il comparto dell’energia e dell’1,1% per i beni di consumo.

Nel confronto tendenziale, i settori dell’industria manifatturiera caratterizzati da una crescita più accentuata sono: fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (+10,6%), metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo esclusi macchine e impianti (+8,8%) e altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+7,3%).

Il settore che in termini tendenziali registra in febbraio la più ampia variazione negativa è quello della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (-12,3%)

Rivalutazione monetaria marzo 2011

Per adeguare periodicamente i valori monetari, ad esempio gli affitti o gli assegni dovuti al coniuge separato, si utilizza l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) al netto dei tabacchi:

Questo l’indici dei prezzi per le rivalutazioni monetaria riferito al mese di marzo del 2011:

  • Indice generale 101,9
  • Variazione percentuale rispetto al mese precedente      +0,4
  • Variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell’anno precedente  +2,5
  • Variazione percentuale rispetto allo stesso mese di due anni precedenti  +4,0

Il FOI si riferisce ai consumi dell’insieme delle famiglie che fanno capo a un lavoratore dipendente operaio o impiegato. Tale indice si pubblica sulla Gazzetta Ufficiale ai sensi dell’art. 81 della legge 27 luglio 1978, n. 392.

A partire dai dati di gennaio 2011 la base di riferimento dell’’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati (FOI) è il 2010 (la base precedente era 1995=100). Al fine di garantire la comparabilità della serie viene reso disponibile il corrispondente coefficiente di raccordo.

L’Istat rilascia certificazioni dell’indice dei prezzi FOI presso tutti i Centri di informazione statistica (CIS) presenti sul territorio nazionale. In alcuni CIS è anche disponibile un servizio di segreteria telefonica che fornisce 24 ore al giorno il valore dell’ultimo indice FOI.

Occorre infine ricordare che l’Istat produce tre diversi indici dei prezzi al consumo: per l’intera collettività nazionale (NIC), per le famiglie di operai e impiegati (FOI) e l’indice armonizzato europeo (IPCA).

Indice armonizzato prezzi al consumo (IPCA)

L’indice dei prezzi al consumo armonizzato per i Paesi membri dell’Unione Europea, conosciuto come IPCA, è un indice calcolato dall’Istat a partire dall’anno 1997. Si tratta di un indice ideato per assicurare una misura dell’inflazione che fosse comparabile a livello europeo.

L’indice, riferito alla stessa popolazione ed allo stesso territorio dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, è però calcolato in relazione ad un paniere di beni e servizi costruito tenendo conto sia delle particolarità di ogni paese sia di regole comuni per la ponderazione dei beni che compongono tale paniere.

l’IPCA è stato assunto come indicatore di verifica della convergenza delle economie dei paesi membri dell’UE al fine dell’accesso all’Unione monetaria e della permanenza nella stessa dei paesi aderenti.

Un’importante differenza rispetto agli altri due indici nazionali (NIC e FOI) riguarda inoltre il tipo di prezzo considerato nell’effettuazione del calcolo dell’indice:

Mentre gli indici nazionali considerano sempre il prezzo pieno di vendita, l’indice europeo (IPCA) fa invece riferimento al prezzo effettivamente pagato dal consumatore;

Nel caso dei medicinali, ad esempio, NIC e FOI considereranno il prezzo pieno delle confezioni mentre l’IPCA utilizzerà, nel calcolo, la quota effettivamente a carico del consumatore (il ticket) così come, per gli altri beni e servizi, terrà conto di saldi e promozioni.

Marzo 2011 inflazione

Secondo i dati preliminari diffusi dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), comprensivo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,4% rispetto al mese di febbraio 2011 e del 2,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (era +2,4% a febbraio 2011).

Secondo l’istituto di statistica l’indice dei prezzi al consumo dell’Italia con riferimento al mese di marzo è il più alto da novembre 2008. L’inflazione acquisita per il 2011 è pari all’1,8%.

L’inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, è pari all’1,8%, in lieve accelerazione rispetto all’1,7% di febbraio 2011.

Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo è pari all’1,9% (era +1,8% a febbraio 2011).

L’accelerazione dell’inflazione registrata a marzo risente in primo luogo delle tensioni sui prezzi dei Beni alimentari e dei Beni energetici non regolamentati. Un effetto di sostegno alla dinamica dell’indice generale deriva anche dall’andamento dei prezzi dei servizi, ed in particolare di quelli relativi ai Trasporti e ai Ricreativi, culturali e per la cura della persona.

Sulla base delle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta del 2,0% rispetto al mese precedente e del 2,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, con un’accelerazione di cinque decimi di punto percentuale rispetto a febbraio 2011 (+2,1%). La forte variazione congiunturale è in gran parte dovuta al venire meno dei saldi stagionali.

Indice Istat, tutto quello che devi sapere su statistiche economiche italiane e gli effetti che avranno sulla nostra economia personale.

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