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Archivi del mese January, 2011

Cosa è l’Indice Sentix

Il progetto Sentix è partito nel 2001 in Germania. Oggi è uno dei principali indici di fiducia degli investitori che abbiamo in Europa. Ogni settimana viene elaborato un sondaggio sull’opinione degli investitori raccogliendo 3.100 voci (tra le quali 690 sono investitori istituzionali) così mese su mese è a disposizione del pubblico e soprattutto dei mercati una cifra per sapere se in Europa cresce la fiducia degli investitori o no. Il Sentix chiede loro di rispondere domande sulla fiducia in diversi mercati, concretamente 12:

Un giorno di Borsa. Foto:www.1x100.net

Un giorno di Borsa. Foto:www.1x100.net

  • DAX-Index
  • TecDAX (german technology stocks)
  • EuroSTOXX 50
  • S+P 500
  • Nasdaq Composite
  • Nikkei-Index
  • Bund-Future
  • T-Bond-Future
  • EUR-USD currency
  • USD-JPY currency
  • Gold
  • Oil

Il sondaggio richiede anche l’opinione sulle aspettative degli investitori interrogati. Cioè le loro stime sul breve periodo ed il medio periodo.

Istat Casa

Istat Casa è un aiuto per calcolare la rivalutazione del nostro immobile. Come sappiamo l’inflazione italiana non è ai livelli più alti degli ultimi anni, ma il pericolo di un rialzo dell’inflazione ed una crescita sproporzionata dei prezzi durante quella che ormai è definita più che come crisi finanziaria come crisi dell’euro esiste. Dunque il prezzo del nostro immobile potrebbe continuare a crescere o il prezzo dell’affitto superare i limiti che avevamo in mente, mentre il nostro potere acquisitivo cala.

Affitti Istat

Affitti Istat

Consigliamo di tenere sotto controllo l’inflazione e le statistiche economiche italiane, così come i prezzi degli immobili o le imposte relative agli immobili per non arrivare a fine anno e riscontrare brutte sorprese. I post di indice istat relativi a Istat Casa si occupano per esempio del calcolo affitti casa con indice istat o come calcolare l’adeguamento dell’affitto sempre tenendo conto del tasso dell’inflazione italiana che aggiorneremo ogni mese..

Indice Prezzi 2010

Prima di parlare dell’indice prezzi 2010 dobbiamo chiarire un piccolo concetto riguardante le rilevazioni stesse a fronte dell’Istat, dobbiamo sapere che esse danno luogo a tre indici in particolare: il NIC (indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività), il FOI (già più volte nominato nei precedenti articoli e ovvero l’indice nazionale dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati) e il IPCA (indice dei prezzi al consumo armonizzato per i paesi dell’UE).Gli indici nazionali (NIC e FOI), vengono espressi in base 1995=100, e vengono anche calcolati al netto dei consumi dei tabacchi.

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L’indice nazionale di gennaio 2010 relativo ai prezzi al consumo per l’intera collettività (comprensivo dei tabacchi) è stato di 138,5, si è pertanto registrata una variazione di più 0,1 per cento rispetto al mese di dicembre 2009 e di più 1,3 per cento rispetto al mese di gennaio del 2009. Se guardiamo, invece, l’indice al netto dei tabacchi troviamo che sia pari a 137,8, con una variazione congiunturale di più 0,1 per cento e una variazione tendenziale pari a più 1,2 per cento.

In base a questo indice dei prezzi di gennaio 2010 troviamo che l’inflazione è aumentata dell’1,3% su base annua dall’1% di dicembre. I prezzi su base mensile sono aumentati dello 0,1%. Mentre i consumatori perdono sempre di più la fiducia, mese dopo mese.

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Indice prezzi al consumo

Sulla base dei dati pervenuti, l’Istituto nazionale di statistica stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), relativo al mese di luglio 2010, presenti una variazione di più 0,4 per cento rispetto al mese di giugno e di più 1,7 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

In base alla stima provvisoria, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra nel mese di luglio una variazione di meno 0,9 per cento rispetto al mese precedente e una variazione di più 1,8 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Alcune caratteristiche dell’IPCA, ed in particolare il fatto che tale indice tiene conto, diversamente dall’indice nazionale NIC, anche delle riduzioni temporanee di prezzo (saldi e promozioni), possono determinare in alcuni mesi dell’anno andamenti congiunturali significativamente diversi da quelli dell’indice nazionale.

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Prezzi produzione industriale

Nel mese di giugno 2010 rispetto a maggio 2010, il prezzo alla produzione industriale è aumentato dello 0,3% nell’area dell’euro area, e dello 0,2% nel EU. Nel mese di maggio 2010, i prezzi sono aumentati dello 0,3% in entrambe le zone. Nel mese di giugno 2010 rispetto a giugno 2009, i prezzi alla produzione industriale guadagnato il 3,0% nella zona euro e del 3,5% nei UE-27.

prezzo prod industriale

Pil Italiano

Sulla base delle informazioni finora disponibili, nel secondo trimestre del 2010 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2000, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,4 per cento rispetto al trimestre precedente e dell’1,1 per cento rispetto al secondo trimestre del 2009. L’aumento congiunturale del PIL è il risultato di un aumento del valore aggiunto dell’industria e dei servizi e di una diminuzione del valore aggiunto dell’agricoltura. Il secondo trimestre del 2010 ha avuto una giornata lavorativa in più sia rispetto al trimestre precedente sia rispetto al secondo trimestre 2009. La crescita acquisita per il 2010 è pari a 0,8 per cento.

Nel secondo trimestre il PIL è aumentato in termini congiunturali dell’1,1 per cento nel Regno Unito e dello 0,6 per cento negli Stati Uniti. In termini tendenziali, il PIL è aumentato del 3,2 per cento negli Stati Uniti e dell’1,6 per cento nel Regno Unito.

Secondo la prassi corrente, sono comunicati i dati trimestrali revisionati a partire dal primo trimestre 2008. La metodologia utilizzata per la stima preliminare del PIL è analoga a quella seguita per la stima completa dei conti trimestrali. La mancanza totale o parziale di alcuni indicatori alla data della stima preliminare comporta un maggiore ricorso a tecniche statistiche di integrazione. Di conseguenza, le stime preliminari trimestrali possono essere soggette a revisioni di entità superiore rispetto alle stime correnti, diffuse a 70 giorni dalla fine del trimestre.

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Immigrazione

L’immigrazione europea nel mese di gennaio del 2009 saliva, secondo quanto riporta l’eurostat, a 31.900.000 cittadini stranieri che vivevano negli 27 Stati membri, di cui 11,9 milioni sono stati cittadini di un altro Stato membro dell’UE. I restanti erano cittadini di paesi al di fuori della UE-27, in particolare di altri paesi europei (7,2 milioni), Africa (4,9 milioni), Asia (4,0 milioni) e il continente americano (3.3 milioni). I cittadini stranieri rappresentavano il 6,4% del totale della popolazione dell’UE27. La percentuale di cittadini stranieri varia tra meno dell’1% in Polonia, Romania e Bulgaria e il 44% in Lussemburgo.

  • Nel 2009, il maggior numero di cittadini stranieri sono stati registrati in Germania (7,2 milioni di persone), Spagna (5,7 milioni di euro), il Regno Unito (4,0 milioni nel 2008), Italia (3,9 milioni) e Francia (3,7 milioni).
benvenuti in europa!

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La Cina e il Giappone rallentano

In Cina, sono stati rilasciati indicatori macro molto rilevanti per il mese di luglio. I dati indicano un rallentamento dell’attività nel terzo trimestre. La produzione industriale ha rallentato al 13,4% l’anno rispetto al 13,7% del mese precedente ed è stata resa nota una previsione del 13,1%. Questo è il livello più basso degli ultimi 11 mesi. A sua volta, le vendite al dettaglio di luglio hanno raggiunto il 17,9% con un tasso annuo di circa 18,5% e in salita rispetto al18,3%, il dato precedente. Dal lato dei prezzi, il CPI di luglio ha raggiunto un massimo di 21 mesi al 3,3% annuo dal 2,9% nel mese di giugno e una previsione del 3,4%. I prezzi alla produzione sono rallentati al 4,8% annualizzato dal 6,4% precedente e una previsione del 5,8%.

In Giappone, gli ordini di macchinari giugno sono stati collocati ben al di sotto le aspettative con una lettura di 1,6% mensile e -2,2% su base annua. Ci si aspettava una lettura di 5,4% e 1,5% rispettivamente. Questo è un segnale pericoloso di questo indicatore in quanto si può dedurre che l’investimento in attrezzature sta rallentando con i principali partner commerciali della regione asiatica.

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Spesa Consumatori USA

La spesa dei consumatori negli Stati Uniti è salita di più rispetto alle previsioni di maggio, un segno che potrebbe significare che le famiglie stanno riguadagnando la fiducia nel recupero e nel mercato del lavoro. Gli acquisti sono saliti dello 0,2 per cento dopo pochi cambiamenti del mese precedente, lo dimostrano figure del Dipartimento di Commercio che ha mostrato oggi i risultati della consueta inchiesta staistica. I erdditi salgono dello 0,4 e il tasso di risparmio maggiore al livello più alto in otto mesi. Infatti la domanda americana può accelerare visto che la Federal Reserve ha mantenuto l’impegno di  mantenere bassi tassi di interesse a garantire a le famiglie del tempo per recuperare le ricadute della crisi del debito europeo.
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Disoccupazione Italiana ed Eurozona

La disoccupazione batte i massimi nell’area euro. A febbraio, secondo l’Eurostat,la disoccupazione arriva fino al 10% dal 9,9% di gennaio. Il dato, anche se non sorprende gli analisti tuttavia lascia queste grafiche. Restiamo in attesa per il dato italiano. Leggi il documento eurostat.

disoccupazione zona euro. Fonte: Eurostat

disoccupazione zona euro. Fonte: Eurostat

Disoccupati Euro Zona. Fonte: Eurostat

Disoccupati Euro Zona. Fonte: Eurostat

Indice Istat, tutto quello che devi sapere su statistiche economiche italiane e gli effetti che avranno sulla nostra economia personale.

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