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Archivi del mese September, 2010

Istat Indice Affitti

Nella seguente tabella vedremmo l’indice Istat affitti 2009, mese per mese. L’indice di riferimento è il FOI (Famiglie Operai Impiegati).

Mese

Anno

Variazione annuale 100%

Variazione ridotta 75%

Variazione biennale 100%

Variazione ridotta 75%

Gazzetta Ufficiale n.

Dicembre

2009

1,0

0,750

3,0

2,250

22 del 28/1/10 pag. 94

Novembre

2009

0,7

0,525

3,3

2,475

302 del 30/12/09 pag. 109

Ottobre

2009

0,2

0,150

3,6

2,700

271 del 20/11/09 pag. 53

Settembre

2009

0,1

0,075

3,8

2,850

247 del 23/10/09 pag. 26

Agosto

2009

0,2

0,150

4,1

3,075

226 del 29/9/09 pag. 27

Luglio

2009

-0,1

-0,075

3,90

2,925

198 del 27/8/09 pag. 48

Giugno

2009

0,4

0,300

4,2

3,150

167 del 21/7/09 pag. 40

Maggio

2009

0,7

0,525

4,2

3,150

147 del 27/6/09 pag. 54

Aprile

2009

1,0

0,750

4,30

3,225

119 del 25/05/09 pag. 87

Marzo

2009

1,0

0,750

4,30

3,225

96 del 27/04/09 pag. 54

Febbraio

2009

1,50

1,125

4,40

3,300

68 del 23/03/09 pag. 56

Gennaio

2009

1,50

1,125

4,40

3,300

50 del 2/03/09 pag. 55

Coi dati di questa tabella, dove appunto possiamo vedere l’indice Istat affitti 2009 relativo al FOI, è possibile calcolare l’aggiornamento del canone di locazione “Patti in deroga”, in base alla variazione annuale dei prezzi rilevata dall’Istat al 75%.

Ordini industriali

Gli ordini industriali della zona euro nel mese di luglio 2010 rispetto a giugno 2010, sono calati del 2,4%. Una flessione importante per che colpisce la produzione industriale europea e aumenta sempre di più mentre le esportazioni europee continuano a crescere (vedi bilancia commerciale) ma il consumo interno dell’unione monetaria non si stabilisce a livelli normali. A questo punto conviene ricordare che un altro livello, che rimane pericolosamente stabile, è quello dell’inflazione. Tornando agli ordini industriali troviamo che a giugno 2010, un mese prima, l’indice aumentava del 2,4%. Nell’Unione Europea invece i nuovi ordini sono diminuiti poco di meno, del 2,3% nel mese di luglio 2010, dopo un aumento del 2,5% in nel mese di giugno. Escludendo navi, ferrovie ed equipaggiamento aerospaziale, per le quali voci le modifiche tendono ad essere più volatili, i nuovi ordini industriali sono calati dello 0,6% nella zona euro e dello 0,5% nell’Ue-27. Nel confronto annuo invece ecco una cifra che potrebbe indurci a pensare nel recupero economico. Infatti nel mese di luglio 2010 rispetto a luglio 2009, i nuovi ordini industriali sono cresciuti del 11,2% nella zona euro e del 12,5% nell’UE.

industria

Produzione case Europa

La produzione di case è scesa del 3,1% nella zona euro lo scorso luglio. Secondo l’Eurostat questo importantissimo indice per analizzare la salute dell’economia europea continua a scendere e non prevede assolutamente un recupero nel breve periodo. Mentre nel settore delle costruzioni della zona euro il calo è stato superiore al 3%, la produzione  si attesta una flessione del 2,5% nell’UE. Nel confronto mese su mese soltanto del mese precedente invece la produzione era aumentata del 1,8% e 2,6% rispettivamente. Inoltre, informa l’istituto statistico europeo, rispetto al mese di luglio del 2009, quella uscita nel mese di luglio del 2010 è diminuita del 7,5% nella zona euro e del 2,3% nell’UE.

construction-machinery

Commercio al dettaglio luglio 2010

Il commercio al dettaglio europeo di luglio 2010 (vedi il commercio al dettaglio del mese precedente ) – a confronto con lo stesso periodo dell’anno scorso- è aumentato dello 0,1% sia nella zona euro che nell’UE, lo scrive l’Eurostat in un comunicato. Un debole segnale di recupero che però aumenta con l’ottica del confronto mensile. Il commercio al dettaglio, rispetto a giugno, è aumentato dello 0,2% e 0,3% rispettivamente. Nel mese di luglio 2010, rispetto a luglio 2009, l’indice delle vendite al dettaglio è aumentato del 1,1% nella zona euro e del 1,0% per l’UE-27. La voce  ”Prodotti alimentari, bevande e tabacco” è salita dello 0,3% nella zona euro e dello 0,1% nell’UE. Il settore non alimentare è diminuito dello 0,1% nella zona euro, ma è aumentato dello 0,2% nell’UE27.

Tra gli Stati membri per i quali sono disponibili i dati eurostat, il totale del commercio al dettaglio è aumentato in nove ed è diminuito in dieci.

Commercio al Dettaglio. fonte: Eurostat

Commercio al Dettaglio. fonte: Eurostat

  • Aumenti

Portogallo (+3,0%)

Malta (+2,9%)

Francia (+2,2%)

  • Flessioni

Romania (-10,5%)

Spagna (-3,0%)

Lituania (-1,4%)

Prodotto interno lordo europeo

Il PIL europeo è aumentato del 1,0% in entrambe zona euro ed UE durante il secondo trimestre del 2010, rispetto al trimestre precedente, secondo le prime stime pubblicate da Eurostat, l’ufficio statistico della Unione europea. Nel primo trimestre del 2010, i tassi di crescita sono stati +0,3% in entrambe le zone. Rispetto al secondo trimestre del 2009, il PIL è aumentato del 1,9% sia nella zona euro e nell’UE, dopo il +0,8% e +0,7% rispettivamente nel trimestre precedente.

Il cielo d'europa. Source: www.treehugger.com

Il cielo d'europa. Source: www.treehugger.com

Negli Stati Uniti il PIL è aumentato dello 0,4% nel secondo trimestre del 2010, dopo il +0,9% nel primo trimestre di 2010. In Giappone il PIL è aumentato del 0,1% nel secondo trimestre del 2010, dopo il +1,1% del trimestre precedente. Rispetto al secondo trimestre del 2009, il PIL è aumentato del 3,0% negli Stati Uniti (dopo il +2,4% nel trimestre precedente) e del 1,9% in Giappone (dopo il +4,4%).

Istat inflazione europea

L’inflazione europea dovrebbe essere –segnala l’Eurostat- del 1,6% (confronta con tasso inflazione italiana a luglio) nel mese di agosto 2010. L’inflazione nell’area dell’euro si misura grazie all’Unione Monetaria con l’Indice dei prezzi al consumo (IPCUM). Per calcolare le sue stime IPCUM, Eurostat utilizza le informazioni relative al prezzo iniziale nel mese di riferimento per gli Stati membri nei quali i dati sono disponibili nonché informazioni tempestive sui prezzi dell’energia. La procedura di stima per l’IPCUM combina informazioni storiche con informazioni parziali sui prezzi e gli sviluppi nei mesi più recenti per dare un indice complessivo per l’area dell’euro. L’esperienza ha dimostrato, comunica l’Eurostat che la procedura si è dimostrata affidabile.

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