Archivi del mese September, 2010
Pubblicato da Giacomo - 29/09/10 alle 04:09:38 pm
Nella seguente tabella vedremmo l’indice Istat affitti 2009, mese per mese. L’indice di riferimento è il FOI (Famiglie Operai Impiegati).
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Mese
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Anno
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Variazione annuale 100%
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Variazione ridotta 75%
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Variazione biennale 100%
|
Variazione ridotta 75%
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Gazzetta Ufficiale n.
|
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Dicembre
|
2009
|
1,0
|
0,750
|
3,0
|
2,250
|
22 del 28/1/10 pag. 94
|
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Novembre
|
2009
|
0,7
|
0,525
|
3,3
|
2,475
|
302 del 30/12/09 pag. 109
|
|
Ottobre
|
2009
|
0,2
|
0,150
|
3,6
|
2,700
|
271 del 20/11/09 pag. 53
|
|
Settembre
|
2009
|
0,1
|
0,075
|
3,8
|
2,850
|
247 del 23/10/09 pag. 26
|
|
Agosto
|
2009
|
0,2
|
0,150
|
4,1
|
3,075
|
226 del 29/9/09 pag. 27
|
|
Luglio
|
2009
|
-0,1
|
-0,075
|
3,90
|
2,925
|
198 del 27/8/09 pag. 48
|
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Giugno
|
2009
|
0,4
|
0,300
|
4,2
|
3,150
|
167 del 21/7/09 pag. 40
|
|
Maggio
|
2009
|
0,7
|
0,525
|
4,2
|
3,150
|
147 del 27/6/09 pag. 54
|
|
Aprile
|
2009
|
1,0
|
0,750
|
4,30
|
3,225
|
119 del 25/05/09 pag. 87
|
|
Marzo
|
2009
|
1,0
|
0,750
|
4,30
|
3,225
|
96 del 27/04/09 pag. 54
|
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Febbraio
|
2009
|
1,50
|
1,125
|
4,40
|
3,300
|
68 del 23/03/09 pag. 56
|
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Gennaio
|
2009
|
1,50
|
1,125
|
4,40
|
3,300
|
50 del 2/03/09 pag. 55
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Coi dati di questa tabella, dove appunto possiamo vedere l’indice Istat affitti 2009 relativo al FOI, è possibile calcolare l’aggiornamento del canone di locazione “Patti in deroga”, in base alla variazione annuale dei prezzi rilevata dall’Istat al 75%.
Pubblicato da Giacomo - 22/09/10 alle 05:09:53 pm
Gli ordini industriali della zona euro nel mese di luglio 2010 rispetto a giugno 2010, sono calati del 2,4%. Una flessione importante per che colpisce la produzione industriale europea e aumenta sempre di più mentre le esportazioni europee continuano a crescere (vedi bilancia commerciale) ma il consumo interno dell’unione monetaria non si stabilisce a livelli normali. A questo punto conviene ricordare che un altro livello, che rimane pericolosamente stabile, è quello dell’inflazione. Tornando agli ordini industriali troviamo che a giugno 2010, un mese prima, l’indice aumentava del 2,4%. Nell’Unione Europea invece i nuovi ordini sono diminuiti poco di meno, del 2,3% nel mese di luglio 2010, dopo un aumento del 2,5% in nel mese di giugno. Escludendo navi, ferrovie ed equipaggiamento aerospaziale, per le quali voci le modifiche tendono ad essere più volatili, i nuovi ordini industriali sono calati dello 0,6% nella zona euro e dello 0,5% nell’Ue-27. Nel confronto annuo invece ecco una cifra che potrebbe indurci a pensare nel recupero economico. Infatti nel mese di luglio 2010 rispetto a luglio 2009, i nuovi ordini industriali sono cresciuti del 11,2% nella zona euro e del 12,5% nell’UE.

Pubblicato da Giacomo - 20/09/10 alle 11:09:17 pm
La produzione di case è scesa del 3,1% nella zona euro lo scorso luglio. Secondo l’Eurostat questo importantissimo indice per analizzare la salute dell’economia europea continua a scendere e non prevede assolutamente un recupero nel breve periodo. Mentre nel settore delle costruzioni della zona euro il calo è stato superiore al 3%, la produzione si attesta una flessione del 2,5% nell’UE. Nel confronto mese su mese soltanto del mese precedente invece la produzione era aumentata del 1,8% e 2,6% rispettivamente. Inoltre, informa l’istituto statistico europeo, rispetto al mese di luglio del 2009, quella uscita nel mese di luglio del 2010 è diminuita del 7,5% nella zona euro e del 2,3% nell’UE.

Pubblicato da Giacomo - 08/09/10 alle 08:09:34 pm
Il commercio al dettaglio europeo di luglio 2010 (vedi il commercio al dettaglio del mese precedente ) – a confronto con lo stesso periodo dell’anno scorso- è aumentato dello 0,1% sia nella zona euro che nell’UE, lo scrive l’Eurostat in un comunicato. Un debole segnale di recupero che però aumenta con l’ottica del confronto mensile. Il commercio al dettaglio, rispetto a giugno, è aumentato dello 0,2% e 0,3% rispettivamente. Nel mese di luglio 2010, rispetto a luglio 2009, l’indice delle vendite al dettaglio è aumentato del 1,1% nella zona euro e del 1,0% per l’UE-27. La voce ”Prodotti alimentari, bevande e tabacco” è salita dello 0,3% nella zona euro e dello 0,1% nell’UE. Il settore non alimentare è diminuito dello 0,1% nella zona euro, ma è aumentato dello 0,2% nell’UE27.
Tra gli Stati membri per i quali sono disponibili i dati eurostat, il totale del commercio al dettaglio è aumentato in nove ed è diminuito in dieci.

Commercio al Dettaglio. fonte: Eurostat
Portogallo (+3,0%)
Malta (+2,9%)
Francia (+2,2%)
Romania (-10,5%)
Spagna (-3,0%)
Lituania (-1,4%)
Pubblicato da Giacomo - 03/09/10 alle 10:09:08 am
Il PIL europeo è aumentato del 1,0% in entrambe zona euro ed UE durante il secondo trimestre del 2010, rispetto al trimestre precedente, secondo le prime stime pubblicate da Eurostat, l’ufficio statistico della Unione europea. Nel primo trimestre del 2010, i tassi di crescita sono stati +0,3% in entrambe le zone. Rispetto al secondo trimestre del 2009, il PIL è aumentato del 1,9% sia nella zona euro e nell’UE, dopo il +0,8% e +0,7% rispettivamente nel trimestre precedente.

Il cielo d'europa. Source: www.treehugger.com
Negli Stati Uniti il PIL è aumentato dello 0,4% nel secondo trimestre del 2010, dopo il +0,9% nel primo trimestre di 2010. In Giappone il PIL è aumentato del 0,1% nel secondo trimestre del 2010, dopo il +1,1% del trimestre precedente. Rispetto al secondo trimestre del 2009, il PIL è aumentato del 3,0% negli Stati Uniti (dopo il +2,4% nel trimestre precedente) e del 1,9% in Giappone (dopo il +4,4%).
Pubblicato da Giacomo - 02/09/10 alle 06:09:43 pm
L’inflazione europea dovrebbe essere –segnala l’Eurostat- del 1,6% (confronta con tasso inflazione italiana a luglio) nel mese di agosto 2010. L’inflazione nell’area dell’euro si misura grazie all’Unione Monetaria con l’Indice dei prezzi al consumo (IPCUM). Per calcolare le sue stime IPCUM, Eurostat utilizza le informazioni relative al prezzo iniziale nel mese di riferimento per gli Stati membri nei quali i dati sono disponibili nonché informazioni tempestive sui prezzi dell’energia. La procedura di stima per l’IPCUM combina informazioni storiche con informazioni parziali sui prezzi e gli sviluppi nei mesi più recenti per dare un indice complessivo per l’area dell’euro. L’esperienza ha dimostrato, comunica l’Eurostat che la procedura si è dimostrata affidabile.
