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Archivi del mese August, 2010

Disoccupazione europea 2010

La disoccupazione nell’area euro era del 10,0% nel mese di luglio del 2010. Un tasso rimasto invariato rispetto a giugno dello stesso anno. Rispetto allo stesso mese dell’anno precedente c’è stato un aumento di quasi mezzo punto percentuale visto che a luglio 2009 il tasso era del 9,6%. Nell’Unione Europea invece il tasso di disoccupazione è rimasto al 9,6% nel mese di luglio 2010, invariato rispetto a giugno ed in salita dello rispetto al  2009.  L’Eurostat stima che 23,057 milioni di uomini e donne nella UE erano disoccupati nel mese di luglio 2010, di cui 15.833.000 nella zona euro. Rispetto a giugno, il numero di disoccupati è diminuito di 45 000 nell’UE e di 8 000 persone nella zona euro. Rispetto al luglio del 2009, la disoccupazione è aumentata di 1,108 milioni nell’UE-27 e di 0,668 milioni nella zona euro.

Cartoon di Diversamentioccupati.it. A me non fa affatto ridere, e a voi?

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Tra gli Stati membri, i tassi di disoccupazione più bassi sono stati registrati in

  • Austria (3,8%)
  • Paesi Bassi (4,4% nel mese di giugno 2010)

I più elevati:

  • Spagna (20,3%)
  • Lettonia (20,1% nel primo trimestre del 2010)
  • Estonia (18,6% nel secondo trimestre del 2010).

Rivalutazione Istat

Calcolare on line e gratuitamente la rivalutazione monetaria secondo l’Istat e secondo l’indice FOI da un certo anno sino ad oggi è possibile grazie a degli strumenti gratuiti messi a disposizione da alcuni siti internet.

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Ad esempio, nel sito miolegale.it troverete una facile applicazione per poter fare detti calcoli e inoltre è molto aggiornato; pensate che gli indici relativi alla rivalutazione Istat e FOI vengono aggiornati mensilmente. Col calcolatore messo a disposizione dal sito, si può calcolare la rivalutazione monetaria a partire dall’anno 1996.

Dovete anche sapere che l’Istat produce ben tre indici diversi relativi ai prezzi al consumo; mentre il FOI (ovvero l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati) quando parla di consumi lo fa riferendosi all’insieme delle famiglie che fanno capo a un lavoratore dipendente. L’indice FOI è usato per aggiornare con una certa cadenza i valori monetari (affitti, assegni dovuti al coniuge separato, ecc.); esso è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale secondo i sensi dell’art. 81 della legge 27 luglio 1978, n. 392.

Poi ci sono altri indici, ad es. il NIC calcola l’inflazione a livello dell’intero sistema economico; esso rappresenta il parametro di riferimento per gli organi di governo. Un altro dato è l’IPCA, esso assicura una misura dell’inflazione comparabile a livello europeo e si usa per controllare la convergenza delle economie dei paesi appartenenti all’Unione Europea.

Tutto questo non sarà necessario conoscerlo se si usano calcolatori on line, del tutto automatici.

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Trasporto Merci

Sul trasporto merci europeo segnaliamo un rapporto eurostat appena pubblicato con cifre molto interessanti. Questo articolo analizza la competitività nel trasporto merci su strada nell’UE con speciale attenzione alle prestazioni di trasporto merci su strada internazionale degli Stati membri e le rispettive quote di cross-trade e mercati di cabotaggio tenendo conto del loro fatturato medio annuo. Allo stesso tempo, l’articolo esamina anche l’impatto della attuale crisi economica mondiale sia nazionale e internazionale del trasporto merci su strada dell’UE in termini di fluttuazioni in km e in prezzi alla produzione. Vediamo le conclusioni:

  • Declino europeo del trasporto merci su strada. Tuttavia, nel quarto trimestre del 2009, è rimasto al 3% inferiore al suo livello nel corrispondente trimestre del 2008 per il trasporto nazionale e il negativo anche del 2% per i trasporti internazionali.
  • I prezzi di merci su strada sono stati sotto pressione dal picco nel terzo trimestre del 2008. Nel quarto trimestre del 2009, erano il 2% rispetto ai livelli del corrispondente trimestre del 2008.
  • Un certo numero di nuovi Stati membri ha investito molto nel trasporto stradale di merci nel periodo 2005-2007.
  • Fatturato e occupazione hanno continuato la loro crescita nel 2008.
  • I nuovi Stati membri chiudono la morsa sul mercato europeo cross-trade nel 2008. Polonia ammonta al 23% del totale dell’UE, seguita dalla Repubblica ceca e la Slovacchia con il 9% ciascuna.
  • Trasportatori in Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi sono i leader di cabotaggio. Tuttavia, i vettori nei nuovi Stati membri hanno aumentato la loro quota di mercato.

trattori.scania.dn.logistica.big

Popolazione europea

Mentre la popolazione totale dell’UE è destinata ad aumentare del 5% tra il 2008 e il 2030, vi sono differenze notevoli tra le 281 regioni degli Stati membri, la Norvegia e la Svizzera. In effetti, come mostrato nel grafico 1, la popolazione può aumentare a Cipro, Lussemburgo e Malta e in tutte le regioni in Belgio, Danimarca, Irlanda, Regno Unito, Norvegia e Svizzera entro il 2030. Allo stesso modo, per le regioni più densamente popolate d’Austria, la Repubblica Ceca, Spagna, Finlandia, Francia, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Svezia e Slovenia è previsto un incremento della popolazione nel periodo. Estonia, Lettonia e Lituania e la maggior parte delle regioni in Bulgaria, Romania, Germania, Ungheria, Polonia e Slovacchia, invece, dovrebbero avere una popolazione inferiore entro il 2030.

popolazione europa

Indice Prezzi Istat

Il referente dell’indice prezzi Istat è il signor Giuseppe Certomà che risponde al seguente indirizzo:

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Statistiche dei Prezzi, Istituto Nazionale di Statistica ISTAT, Via Cesare Balbo 16, 00184, Roma, Italia
Tel.: 39 06 46734157
Fax.: 39 06 46734173
Internet e-mail:certoma@istat.it

La diffusione dei dati elaborati da detto ufficio avviene con cadenza mensile attraverso supporto elettronico (banca dati on-line, floppy disk, ConIstat on line).

Gli aspetti metodologici attraverso i quali vengono elaborati i dati relativi all’indice prezzi Istat sono molteplici e riguardano caratteristiche quali la copertura, la periodicità e la tempestività.

Per quanto riguarda la copertura, l’indice dei prezzi al consumo è del tipo Laspeyres 1995=100) e copre l’intero territorio nazionale. I prezzi, in linea di massima sono rilevati mensilmente; i beni durevoli, semi durevoli e gli affitti trimestralmente; i beni stagionali due volte al mese. La stessa metodologia viene applicata per l’elaborazione del FOI (indice relativo alle famiglie di operai ed impiegati) e del IPCA (indice armonizzato dei prezzi al consumo), secondo quanto dispone la UE; questi due indici, inoltre, sono elaborati anche in un’altra versione che esclude il calcolo dai tabacchi, secondo quanto disposto dalla Legge n. 81 del 1992.

La cadenza relativa all’apprendimento ed elaborazione dei dati è mensile.

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Nuove costruzioni in europa

La produzione di nuove costruzioni in Europa continua ad aumentare. Il mattone esperimenta un lieve recupero dopo l’enorme flessione in cui si è inabissato negli ultimi due anni di crisi economica (vedi la grafica) e gli analisti internazionali stimano una crescita moderata per quel che resta del 2010 e la prima metà del 2011 quando la produzione dovrebbe ritornare ai livelli pre crisi in alcuni paesi europei. In altri invece (come il caso spagnolo) gli esperti confermano una totale impossibilità di ritornare alle produzioni o ai prezzi del mercato nel 2007. Nel mese di giugno 2010 la produzione delle costruzioni europee, è aumentata del 2,7% nell’area dell’euro e del 3,5% in  tutta l’Unione Europea. Sempre nello stesso mese del 2010 e rispetto al mese precedente la produzione è diminuita del 0,7% e dello 0,1%  rispettivamente. Rispetto a giugno 2009, il dato è aumentato del 3,1% nella zona euro e del 5,4% nell’UE.

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Import Export Italia

Arrivano i dati del commercio estero italiano nel 2010. L’Istat riporta nel consueto comunicato ufficiale un confronto tra le esportazioni e le importazioni italiane nel mese di giugno 2010 e, quel che è ancora più notevole, un confronto con  il primo semestre del 2010 che rende l’idea del risultato della bilancia commerciale italiana che potrebbe auspicarsi per la fine del 2010. Vediamo che le esportazioni sono in netto aumento rispetto al 2010 soprattutto nei paesi non comunitari mentre aumentano le esportazioni intracomunitarie ingrossando il deficit commerciale, pari a 14,2 miliardi di euro, è più ampio di quello del corrispondente periodo del 2009. Ecco il testo ufficiale:

Nel mese di giugno 2010 le esportazioni aumentano del 22,8 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, con andamenti più dinamici per il mercato non comunitario (più 26,4 per cento) rispetto a quello interno all’Unione europea (più 20,1 per cento). Le importazioni registrano un incremento del 30,4 per cento, derivante da una crescita del 37,4 per cento dei flussi dai paesi extra Ue e da un aumento del 25,5 per cento di quelli provenienti dai paesi comunitari. A giugno 2010 il disavanzo commerciale risulta pari a 3.058 milioni di euro, in peggioramento rispetto a quello di 899 milioni di euro dello stesso mese dell’anno precedente.

Le dinamiche congiunturali dei flussi, misurate dai dati destagionalizzati, evidenziano a giugno 2010, rispetto al mese precedente, un incremento del 5,6 per cento per le esportazioni (più 9,2 per cento per i paesi extra-Ue e più 2,9 per cento per i paesi Ue) e un aumento del 3,2 per cento per le importazioni (più 3,5 per cento per i paesi Ue e più 2,9 per cento per quelli extra-Ue). Negli ultimi tre mesi, rispetto al trimestre precedente, le esportazioni crescono del 6,7 per cento (con andamenti più dinamici per i paesi extra Ue) e le importazioni dell’8,4 per cento (con andamenti pressoché identici per le due aree di approvvigionamento).

Nel primo semestre 2010, rispetto al corrispondente periodo del 2009, le esportazioni sono aumentate del 12,6 per cento, con una dinamica leggermente più vivace per i paesi extra Ue (più 13,2 per cento) rispetto a quelli non comunitari (più 12,2 per cento) e le importazioni del 18,5 per cento (più 21,6 per cento per l’area extra Ue e più 16,2 per cento per quella Ue). Nei primi sei mesi dell’anno il deficit commerciale, pari a 14,2 miliardi di euro, è più ampio di quello del corrispondente periodo del 2009 (4,8 miliardi di euro).

Nei primi sei mesi del 2010 l’aumento del valore delle esportazioni rispetto allo stesso periodo del 2009 è determinato da una crescita dei volumi (più 8,3 per cento), più ampia di quella dei valori medi unitari (più 3,9 per cento). Anche dal lato delle importazioni i volumi registrano incrementi maggiori di quelli dei valori medi unitari (rispettivamente più 10,3 per cento e più 7,5 per cento).commercio estero

Inflazione Italiana luglio 2010

L’inflazione italiana continua a salire moderatamente nel mese di luglio 2010 (confronta il dato con l’inflazione europea 2010). Secondo l’Istat “nel mese di luglio 2010 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività comprensivo dei tabacchi è stato pari a 140,1, registrando una variazione di più 0,4 per cento rispetto al mese di giugno e di più 1,7 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente”  e al netto dei tabacchi l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, pari a 139,4, ha presentato una variazione congiunturale di più 0,4 per cento e una variazione tendenziale pari a più 1,6 per cento.

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Produzione industriale europea

La produzione industriale europea è diminuita – nel mese di giugno 2010 rispetto a maggio 2010- dello 0,1% nell’area euro ed è rimasta stabile nell’ Unione Europea. La produzione industriale però era aumentata del 1,1% e 1,3% rispettivamente nel mese di maggio, per tanto ci troviamo dinanzi ad un arresto della produzione industriale europea prima dell’estate 2010. Nel confronto annuo – cioè comparando il mese di giugno 2010 rispetto a giugno 2009- la produzione industriale è aumentata del 8,2% nella zona euro e del 7,7% in dell’UE. Confronta i dati con la produzione industriale italiana dello stesso mese.

produzione industriale europea 2010

Produzione Industriale italiana

Nel mese di giugno 2010, sulla base degli elementi finora disponibili, l’indice della produzione industriale destagionalizzato, con base 2005=100, ha registrato un aumento dello 0,6 per cento rispetto a maggio 2010; la variazione della media del secondo trimestre rispetto a quella del trimestre precedente è pari a più 2,2 per cento.

L’indice della produzione corretto per gli effetti di calendario ha registrato a giugno un aumento tendenziale dell’8,2 per cento (i giorni lavorativi sono stati 21, come a giugno 2009), mentre nel primo semestre 2010 la variazione rispetto allo stesso periodo del 2009 è stata di più 5,5 per cento (i giorni lavorativi sono stati 125, contro i 124 del 2009).

L’indice grezzo della produzione industriale ha registrato un aumento dell’8,1 per cento rispetto a giugno 2009. Nel confronto tendenziale relativo al primo semestre, l’indice è aumentato del 6,2 per cento.

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Indice Istat, tutto quello che devi sapere su statistiche economiche italiane e gli effetti che avranno sulla nostra economia personale.

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